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Altri richiami in Stellantis: il motore 1.5 Blue HDi tossisce ancora

La scorsa estate il propulsore diesel era stato alla base di una campagna di richiamo da 636mila vetture familiari e commerciali e beneficia già di una garanzia estesa fino a 10 anni o 240.000 chilometri. Adesso in questo nuovo round Stellantis farà tornare nelle officine 50mila mezzi. Sempre a causa del motore 1.5 Blue HDi

Nuova maxi campagna di richiami in tutta Europa per Stellantis. Anche questa volta i numeri sono importanti, specie se si considera che al centro di tutto si trova nuovamente il 1.5 Blue HDi che lo scorso luglio comportò il richiamo in Francia e in diversi Paesi europei di 636mila auto diesel (Peugeot, Citroën, Opel/Vauxhall e DS ) prodotte tra il 2017 e il 2023. La nuova campagna riguarderà 50mila unità.

IL MOTORE 1.5 BLUE HDi DÀ ANCORA PROBLEMI

Tutta colpa pare di un errato posizionamento del cono all’interno del sistema di iniezione common rail che può provocare l’allentamento del dado, con il rischio conseguente di una perdita di carburante. Non si esclude nemmeno un potenziale principio d’incendio anche se allo stato attuale il difetto non pare aver provocato incidenti d’alcun tipo.

Possibili spie che qualcosa non vada, ovviamente oltre all’accensione del simbolo del motore sul cruscotto, anche irregolarità del minimo, difficoltà di avviamento, perdita di potenza ed eventualmente un aumento dei consumi di carburante.

I MODELLI COINVOLTI E I NUMEROSI PRECEDENTI

Dal momento che il motore 1.5 Blue HDi è particolarmente diffuso nelle scuderie del Gruppo italofrancese e viene montato tanto su vetture familiari e commerciali, la platea interessata da questa nuova campagna di richiami risulta ancora una volta piuttosto ampia.

Per Peugeot risultano coinvolti 308, Rifter, Partner ed Expert. Per Citroën si procederà con Berlingo, Jumpy e C5 Aircross di prima generazione. Per DS il richiamo riguarda la DS 7, mentre in casa Opel sono coinvolte Astra, Combo e Vivaro. Chiude la lista Fiat con i veicoli commerciali Doblò e Scudo.

Il richiamo dello scorso anno seguiva una campagna di analisi condotta in Francia l’anno scorso su 760 mila veicoli Peugeot e Citroën prodotti tra gennaio 2018 e dicembre 2021. Dati i problemi ricorrenti, il Gruppo italo-francese la scorsa estate aveva deciso di procedere con misure a favore della propria utenza: garanzia estesa fino a 10 anni o 240.000 chilometri.

 

 

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