Mobilità

Tutte le turbolenze fra Olanda e Francia su Air France-Klm

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Lo Stato olandese punta ad avere più peso nel condizionare le scelte del gruppo Air France-Klm. Fatti, numeri e approfondimenti

Un vero e proprio blitz che ha quasi il sapore di una nazionalizzazione quello del governo olandese sul capitale di Air France-Klm, con l’acquisto di una partecipazione del 12,68 per cento. Una mossa con cui il governo olandese ha, di fatto, intenzione di rafforzare la presa sulla società nel tentativo di bilanciare i crescenti dissensi di vedute con l’altro “socio pesante” della cordata, la Francia.

PER IL MINISTRO DELLE FINANZE OLANDESE ‘SERVE UN COINVOLGIMENTO DIRETTO’ PER GUIDARE IL FUTURO DELLA COMPAGNIA

Wopke Hoekstra, ministro delle Finanze olandese, ha annunciato che nelle ultime settimane il suo governo ha acquisito una quota del 12,68 per cento nel gruppo Air France-KLM, con l’obiettivo di costruire una partecipazione pari al 14,3 per cento, alla stregua dello Stato francese. Come riporta il Financial Times “in una conferenza stampa a mercati chiusi Hoekstra ha ammesso che il governo ha ritenuto necessario un ‘coinvolgimento diretto’ per guidare il futuro della compagnia aerea dopo le controversie sorte tra i vettori olandesi e francesi”.

LOTTA DI POTERE IN ATTO TRA L’AD DEL GRUPPO SMITH E IL NUMERO UNO DI KLM ELBERS

La lotta di potere è in atto da settimana in casa anglo-olandese. Benjamin Smith, da poco amministratore delegato del gruppo, secondo quanto riporta il Corriere della Sera di qualche settimana fa citando alcune testate locali, avrebbe chiesto la testa di “Pieter Elbers, numero uno di Klm, molto stimato dai suoi dipendenti, ma non amato a Parigi per il suo continuo rimarcare l’autonomia del vettore di Amsterdam e le prestazioni economiche migliori”. L’occasione giusta per far fuori Elbers, secondo Smith, sottolinea ancora il quotidiano milanese “sarebbe la riunione annuale di Klm in primavera”.

COME SI È ARRIVATI AI FERRI CORTI IN CASA AIR FRANCE-KLM

Come si è arrivati ai ferri corti in casa Air France-Klm? La fusione ha ormai raggiunto i 15 anni, essendo datata 2004, ma di fatto il passaggio “è rimasto soltanto sulla carta perché le due compagnie hanno continuato a operare di fatto in modo indipendente”. Lo sottolineano i conti economici, con Klm che ha profitti migliori e Air France che ha un trattamento per i suoi dipendenti superiore rispetto a quello olandese – i francesi hanno strappato aumenti di stipendio fino al 25% -. Da qui le decisioni di Smith di integrare maggiormente i due vettori “ dai contratti con i fornitori all’acquisto degli aerei, dai voli in code-share alle altre alleanze, sacrificando nei suoi piani l’autonomia residua di Klm, cosa che ad Amsterdam non vorrebbero”, sottolinea il Corsera. Insomma una nuova organizzazione aziendale improntata su una maggiore collaborazione dai vertici fino ad arrivare ai contatti dei piloti, per contenere i costi e semplificare i brand che operano all’interno della compagine (Transavia, Hop! e Joon che scomparirà nelle prossime settimane).

CONTI POSITIVI NEL 2018 MA L’ULTIMO TRIMESTRE HA REGISTRATO CALI IMPORTANTI

Ma c’è da fare i conti anche con i risultati dell’ultimo trimestre che non sono ancora soddisfacenti. Nel 2018 il gruppo ha trasportato 101,45 milioni di passeggeri. Di questi 51,45 milioni da Air France e Hop!, mentre Klm ha contribuito con i suoi 34,17 milioni. Ma se i francesi sono cresciuti in un anno dello 0,4%, gli olandesi hanno registrato +4,5%. Gli utili netti sono stati pari a 409 milioni di euro: un incremento del +151% rispetto al 2017, quando gli utili erano 246 milioni di euro. Il fatturato si è attestato, infine, a 26,52 miliardi di euro (+2,5%). Nel quarto trimestre, invece, il Gruppo ha riportato utili lordi in calo del 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

PER HOEKSTRA DECISIONI PRESE ANCHE PER SALVAGUARDARE LE MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO

La decisione dei Paesi Bassi è stata motivata dal ministero delle finanze olandese anche con l’intenzione del governo olandese di aiutare “a salvaguardare le migliaia di posti di lavoro e gli investimenti fatti da Air France-Klm nell’aeroporto Schiphol di Amsterdam, il centro internazionale delle compagnie aeree”, si legge ancora su Ft che riporta le dichiarazioni di Hoekstra: “Negli ultimi anni è diventato evidente che decisioni importanti sulla strategia di Klm sono state prese sempre più a livello della holding di Air France-Klm”.

L’OBIETTIVO OLANDESE È RIPRENDERE IL CONTROLLO DELLA COMPAGNIA AEREA. FRANCESI SUL PIEDE DI GUERRA

In tal senso un funzionario olandese ha rivelato a Ft “che la mossa è stata pensata per aiutare a ‘riprendere il controllo’ della compagnia aerea”. Il segnale delle tensioni in atto tra Parigi e L’Aia, è arrivato anche dalle dichiarazioni di Bruno Le Maire, ministro delle finanze francese, secondo il quale “l’acquisizione olandese è stata fatta senza consultare il governo francese o il consiglio di amministrazione della società. Nelle osservazioni fatte al giornale Les Echos, Le Maire ha avvertito che Air France-Klm non dovrebbe essere soggetta ad interferenze politiche”. Dal canto suo, in una lettera al parlamento olandese, Hoekstra ha dichiarato che i “recenti cambiamenti nella struttura di gestione di Air France-Klm significano che la governance della compagnia è ‘meno equilibrata’ e che la filiale olandese ‘ha un ruolo meno prominente’ nella compagnia. ‘La discussione degli ultimi mesi sulla governance, e recentemente sulla riconferma del CEO di Klm, lo ha dimostrato’, ha scritto Hoekstra”, riporta Ft.

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