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Madrid, Santander, Lione, Bari, Bologna: ecco come diventeranno smart city

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Smart city non può essere solo una moda o un modo di dire, le smart city cominciano a prendere forma anche nel nostro Vecchio Continente. Negli ultimi due anni gli investimenti in Europa sono saliti a circa 80 milioni di euro e sono finalizzati tutti a migliorare la qualità della vita dei cittadini, il flusso di informazioni tra cittadini e Pubblica Amministrazione, i servizi pubblici. Qualche settimana fa, abbiamo analizzato il progetto della città di Songdo, in Corea del Sud, come uno degli esempi di come declinare una smart city. Ora torniamo in Europa.

Madrid, per esempio, ha messo in campo un progetto di ben 14,7 milioni di euro, a tanto ammonta il contratto stipulato con Ibm, dal nome Mint (Madrid Intelligente) per consentire ai cittadini di partecipare nel segnalare un problema della città: dalla buca per strada al lampione spento, inviando dallo smartphone foto e informazioni geolocalizzate. Le segnalazioni riceveranno un sms di notifica e poi potranno essere seguite sul sito internet del Comune. Di fatto Madrid, per avviarsi a diventare smart city, punta sui big data: tra le altre informazioni, che potranno essere raccolte ci sono quelle sugli spazi verdi e lo smaltimento dei rifiuti. L’analisi di questi dati – dicono i responsabili della Ibm, incaricati di seguire il progetto madrileno – consentiranno di rendere più efficiente la gestione degli spazi pubblici.

Santander, sempre in Spagna, per diventare una smart city scommette su internet delle cose (internet of things): oltre 13 mila sensori installati nel 2013 per raccogliere dati su temperatura, umidità, traffico, livello sonoro, inquinamento. L’esperimento di Santander è molto interessante perchè consente anche ai cittadini di monitorare le informazioni utili sui trasporti, sugli eventi, oppure consente di segnalare un incidente, con un’immagine. I cittadini così possono essere partecipi e tramite le informazioni consentire di milgiorare la vita della propria città; per questo il sindaco ha lanciato la comunità on line, “Ideas for all”.

Dalla Spagna alla Francia, con il modello che Lione sta perseguendo sulla mobilità sostenibile. Significativo questo progetto per la seconda città della Francia, dopo la capitale, Parigi. Il progetto si chiama Optimod Lyon. Un progetto, dicono i responsabili, unico nel suo genere. Su Optimod Lyon sono impegnati 12 partner, di grande rilevanza, tra cui Ibm, City Way, Laboratorio di economia dei Trasporti, Orange Business Services, che ricevono i dati raccolti in giro per la città dai sensori, che permettono di avere in tempo reale la situazione dei flussi di traffico. E queste informazioni, grazie ad un particolare software vengono date, anche con un’ora di anticipo, segnalando particolari problemi di traffico, intasamenti e ingorghi. Così come anche è possibile usufruire di un’App che segnala il migliore itinerario da seguire, per spostarsi da una parte all’altra della città.

In Italia, si intravedono i primi segnali per costruire una smart city. Ci sono gli esempi di Bologna e di Bari. Bologna ha ambizioni simili a quelle di Lione, con il progetto denominato Inset, infatti, punta a diminuire del 20% le emissioni di gas serra entro il 2020; così come anche il capoluogo emiliano ha avviato un progetto per la gestione integrata dell’illuminazione e dei semafori, per ottenere un risparmio energetico del 40%.

A Bari invece, con il progetto Res Novae ad opera di Enel, Ibm, General Electric, Cnr, Politecnico si punta entro il 2015 a ridurre del 43% la spesa per illuminazione e riscaldamento, tramite una piattaforma per monitorare i consumi pubblici, con analisi di dati e sensori comunicanti.

 

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