Sanità

Scuole, lavoro, orari, tamponi. Che cosa prevede l’ordinanza anti Covid della Regione Lazio

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Tutti i dettagli sull’ordinanza della Regione Lazio anti pandemia con gli orari del coprifuoco. Che cosa cambia per scuole e lavoro

Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha firmato ieri sera, con il ministro della Salute, Roberto Speranza, una nuova “Ordinanza ai sensi dell’articolo 32, comma 3 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica. Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019”.

L’ordinanza firmata con il ministro della Salute, Roberto Speranza, prevede lo stop alla circolazione dalle 24 alle 5 a partire da domani e per 30 giorni. Un minuto dopo mezzanotte scatta il coprifuoco. Tutti a casa. Può circolare solo chi dimostrerà con regolare autocertificazione (si torna al passato recente) di aver appena staccato dal lavoro o di dover timbrare il cartellino. E, ovviamente, chi deve andare in ospedale. Per tutti gli altri, sanzioni dai 400 ai 3.000 euro.
Cambia anche la vita degli studenti di licei, istituti superiori e atenei. Esclusi gli alunni del primo anno e le matricole, tutti gli altri si dovranno abituare di nuovo alla didattica a distanza. La quota minima è fissata al 50% per le scuole e al 75% per le università.
Il cuore del documento siglato da Zingaretti e Speranza, però, è dedicato al sistema sanitario regionale. I posti letto per i contagiati raddoppieranno. Quelli di Malattie infettive nelle prossime ore passeranno da 1.190 a 2.381, le terapie intensive da 301 a 532. Poi c’è il caso dei tamponi: dopo mesi di diffidenze, il Lazio apre ai privati sui molecolari per sgonfiare le code ai drive in.
«In questi mesi — spiega il governatore Zingaretti — il nostro lavoro è stato costante. Solo a ottobre sono stati effettuati 300 mila tamponi e siamo la prima regione in Italia per numero di casi testati. Per incrementare l’attività di screening, individueremo strutture private in grado di eseguire almeno 5mila tamponi al giorno». I test costeranno 60 euro — scatteranno denunce per chi gonfierà i prezzi al pubblico — e i risultati dovranno arrivare entro 24 ore. Dall’Aiop del Lazio, l’associazione della sanità privata, spiegano di essere «pronti a raccogliere l’invito della Regione».
Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di Malattie infettive e tropicali e primario al policlinico Tor Vergata, uno degli hub anti-Covid della capitale, lo dice chiaramente: «Ogni nuova misura impiega almeno 14 giorni per produrre effetti. Per le prossime 2-3 settimane avremo comunque numeri sostenuti, Roma? Inizia a essere in sofferenza».

L’ordinanza della Regione Lazio dispone di:

1. Potenziare la rete COVID attraverso l’incremento di posti letto dedicati all’assistenza di pazienti affetti da COVID-19, identificando strutture pubbliche e private ulteriori rispetto a quella già inserite nella rete COVID, anche parzialmente dedicate e provvedere all’ampliamento dei posti di quelle già inserite in rete, fino al raggiungimento di 2913 posti letto di cui 552 dedicati alla terapia intensiva e sub-intensiva.

2. A partire dalla notte tra venerdì 23 ottobre e sabato 24 ottobre, vietare gli spostamenti in orario notturno sul territorio della Regione, dalle ore 24:00 alle ore 5:00 del giorno successivo, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze (a titolo esemplificativo, per i lavoratori, il tragitto domicilio, dimora e residenza verso il luogo di lavoro e viceversa), e per gli spostamenti motivati da situazioni di necessità o d’urgenza, ovvero per motivi di salute.

3. A partire da lunedì 26 ottobre, potenziare la didattica digitale integrata nelle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado e nelle Università. Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado incrementano il ricorso alla didattica digitale integrata per una quota pari al 50 per cento degli studenti, con esclusione degli iscritti al primo anno, mentre le Università incrementano il ricorso alla didattica digitale integrata per una quota pari all’75 per cento degli studenti iscritti, con esclusione delle attività formative che necessitano della presenza fisica o l’utilizzo di strumentazioni.
Gli effetti della presente ordinanza cessano al trentesimo giorno dalla data di pubblicazione.

“Con questo nuovo provvedimento viene rimodulata l’intera rete ospedaliera regionale ampliando e rafforzando i posti dedicati al COVID-19 seguendo l’andamento della curva epidemiologica”, ha detto il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti (Pd).

“In questi mesi – prosegue il presidente – il nostro lavoro è stato costante, non ci siamo mai fermati e grazie alla collaborazione di tutti nel Lazio solo ad ottobre sono stati effettuati 300mila tamponi, oltre 15mila in media al giorno e siamo la prima regione in Italia per numero di casi testati in proporzione alla popolazione”.

“Continuiamo a monitorare costantemente la situazione e stiamo lavorando a implementare e incrementare l’azione di screening, per questo – conclude Zingaretti – stiamo avviando una manifestazione di interesse per individuare strutture private in grado di eseguire almeno 5mila tamponi al giorno”.

QUI il testo dell’ordinanza

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