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Riuscirà Pfizer nell’impresa di un vaccino per bambini contro il virus respiratorio sinciziale (Rsv)?

Vaccino Virus Sinciziale Bambini

Il virus respiratorio sinciziale (Rsv) provoca ogni anno la morte di circa 102.000 bambini e quest’anno, negli Stati Uniti, i reparti pediatrici sono già saturi. A oggi non esiste ancora un vaccino ma i risultati ottenuti dal candidato di Pfizer lasciano ben sperare

 

Mentre il candidato vaccino contro il virus respiratorio sinciziale (Rsv) di Gsk per over 60 fa passi avanti, anche quello di Pfizer pensato per i bambini sembra dare ottimi risultati.

Secondo i dati diffusi dalla casa farmaceutica, infatti, il vaccino si è dimostrato efficace all’81,8% contro le malattie gravi delle basse vie respiratorie dovute all’Rsv nei neonati dalla nascita fino ai primi 90 giorni di vita, con un’elevata efficacia del 69,4% dimostrata nei primi sei mesi di follow-up.

PERCHÉ UN VACCINO CONTRO L’RSV

Il virus respiratorio sinciziale è una delle principali cause di ospedalizzazione per neonati e bambini piccoli perché può causare un’infezione acuta delle basse vie respiratorie e lo sviluppo di bronchiolite o polmonite.

Ma anche per gli adulti, e gli anziani in particolare, può rappresentare un pericolo provocando gravi manifestazioni respiratorie soprattutto in chi ha un sistema immunitario depresso o indebolito a causa di una malattia o di un trattamento medico.

Inoltre, l’infezione non rende completamente immuni, pertanto la reinfezione è comune, anche se in genere è meno grave. I focolai, di solito, avvengono nei mesi invernali e all’inizio della primavera.

IL CANDIDATO VACCINO DI PFIZER

Fa ben sperare il candidato vaccino di Pfizer, per il quale è stata osservata un’efficacia dell’81,8% contro le malattie gravi del tratto respiratorio inferiore dovute all’Rsv nei neonati dalla nascita ai primi 90 giorni di vita, con un’efficacia del 69,4% per i neonati nel periodo di follow-up di sei mesi. La sperimentazione ha coinvolto circa 7.400 donne in gravidanza appartenenti a 18 Paesi diversi.

Il vaccino è stato somministrato loro e, se approvato, sarebbe il primo al mondo. Pfizer prevede di presentare la prima domanda di autorizzazione entro la fine del 2022.

LE CURE DISPONIBILI

A oggi, infatti, non è ancora disponibile un vaccino per il virus sinciziale. Come ha detto Fabio Midulla, presidente della Società Italiana Malattie Respiratorie Infantili (Simri), ci sono “anticorpi monoclonali per la prevenzione dell’infezione rivolti ai bimbi a maggior rischio di forme gravi, come i piccoli prematuri” ma “nell’ultima stagione hanno potuto giovarsi solo parzialmente di questi farmaci data la inaspettatamente precoce circolazione del virus”.

Intanto, ha aggiunto, “in attesa di avere a disposizione vaccini da utilizzare nelle donne al terzo trimestre di gravidanza, nel settembre 2022 l’Ema ha approvato l’utilizzo per tutti i neonati di un nuovo anticorpo monoclonale rapido nell’agire, con una lunga durata di azione e che offre un’ottima protezione”.

ALCUNI DATI SUL VIRUS RESPIRATORIO SINCIZIALE NEI BAMBINI

In tutto il mondo, affermano i dati riportati da Pfizer, l’Rsv provoca ogni anno la morte di circa 102.000 bambini, di cui la metà sono neonati di età inferiore ai 6 mesi e la maggior parte nei Paesi in via di sviluppo.

Negli Stati Uniti, i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) affermano che ogni anno il virus sinciziale provoca circa 2,1 milioni di visite ambulatoriali (non ospedaliere) tra i bambini di età inferiore ai 5 anni; 58.000-80.000 ricoveri ospedalieri tra i bambini di età inferiore ai 5 anni e 100-300 decessi in bambini di età inferiore ai 5 anni.

NEGLI STATI UNITI GLI OSPEDALI SONO GIÀ SATURI

E proprio negli Stati Uniti la situazione è già particolarmente tesa. “Questo è il nostro marzo 2020” denunciano gli ospedali pediatrici. La causa, si legge sul New York Times, è “un picco drastico e insolitamente precoce di questa infezione respiratoria [che] sta sommergendo le unità pediatriche di tutti gli Stati Uniti, causando lunghe attese per le cure e preoccupazioni per l’inverno”.

Anche la Società Italiana di Neonatologia (Sin) e la Società Italiana di Pediatria (Sip) confermano un consistente anticipo del periodo di inizio della stagione epidemica sia l’anno scorso che quest’anno e portano l’esempio del Regno Unito, dove il tasso di positività all’Rsv è aumentato del 3,9% solo nel mese di settembre, con la più alta percentuale nei bambini al di sotto dei 5 anni (8,2%).

LE CAUSE E IL RISCHIO TRIPLENDEMIA

Come ha spiegato Midulla, l’assenza del virus durante l’inverno 2020-2021, dovuta alle restrizioni pandemiche “ha creato un gruppo di bambini tra 1 e 2 anni senza immunità naturale verso l’Rsv” e per questo, “ora che non ci sono più le restrizioni, nel prossimo autunno inverno potrebbero infettarsi e andare incontro a forme respiratorie gravi”.

Da twindemia, ovvero una “epidemia gemellare” causata dalla combinazione di Covid e influenza stagionale, ora si parla quindi di triplendemia proprio a causa del brusco aumento di casi di Rsv.

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