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Pfizer, ecco il listino prezzi dei vaccini per gli Stati. Numeri e polemiche

Pfizer

Vaccini Pfizer anti Covid: fatti, numeri e commenti

 

Da azienda nota per farmaci come Xanax e Viagra, Pfizer con il suo vaccino anti Covid è diventata un player politico capace di decidere le sorti dei Paesi e di plasmare il corso della pandemia. Secondo quanto rivelato dal Financial Times, ci sarebbero luci e ombre sulla casa farmaceutica che più di tutti domina il mercato dei vaccini e anche sul suo amministratore delegato Albert Bourla, “supplicato” – scrive FT – da diversi leader politici.

COME STABILIRE I PREZZI

In un’intervista di aprile scorso al Corriere della Sera, Bourla spiegò che il vaccino viene venduto a centinaia di governi con un sistema a tre prezzi. “Per i Paesi avanzati le dosi costano ‘come un pasto’ (circa 20 euro), […] Nei Paesi a reddito medio, diamo il vaccino a quasi la metà del prezzo e nei Paesi a basso reddito lo diamo a prezzo di costo”.

E qui, il giornalista del Corsera, Federico Fubini. fa notare oggi che, per quanto ammirevole sia l’intenzione la conseguenza è che in questo modo Pfizer sta dando la priorità ai Paesi ricchi, dove può trarre maggiori profitti.

I LEADER CHE HANNO ADULATO BOURLA

Tramite e-mail, messaggi o chiamate, i leader di tutto il mondo, fa sapere il FT, hanno supplicato Bourla di ricevere ordini, sperando in alcuni casi che potesse salvare le loro carriere politiche – anche se non ha sempre funzionato. Come nel caso dell’ex primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che con le sue 30 telefonate detiene il record ma non è comunque riuscito a vincere le ultime elezioni.

Bourla, prosegue il quotidiano britannico, è diventato l’amministratore delegato più richiesto al mondo. A giugno è volato in Cornovaglia per il vertice del G7, parcheggiando il suo jet privato accanto all’aereo del primo ministro Boris Johnson, qualche settimana dopo è stato accolto alle Olimpiadi dall’allora primo ministro giapponese Yoshihide Suga e a settembre, durante un evento, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden lo ha presentato come l’“amico Albert”.

MA BOURLA CHI HA TRASCURATO?

Non tutti i leader, però, sono stati ascoltati allo stesso modo. “Ma mentre i politici occidentali andavano a braccetto con Bourla – scrive il FT – i leader di molti Paesi più poveri erano esasperati per il virus che dilaniava le loro popolazioni non vaccinate”.

Alla fine dello scorso anno, Strive Masiyiwa, il miliardario dello Zimbabwe che coordina il team di vaccinazione dell’Unione africana, aveva convinto Pfizer a fornire 2 milioni di dosi iniziali per cominciare a vaccinare i circa 5 milioni di operatori sanitari in Africa.

Masiyiwa, che aspettava con impazienza una bozza di contratto, si sentiva sempre rispondere che l’avrebbe ricevuta la settimana seguente. “Poi siamo arrivati ad aprile”, ha dichiarato.

QUALCUNO ERA PASSATO AVANTI

Quando Masiyiwa a maggio ha visto l’Unione europea stipulare un contratto per 1,8 miliardi di dosi ha protestato con Bourla, ma alla fine ha ricevuto solo alcune dosi da un’iniziativa gestita dall’amministrazione Biden.

I PROFITTI DI PFIZER

A differenza di AstraZeneca e Johnson & Johnson, Pfizer non ha mai considerato di vendere il suo vaccino senza realizzare un profitto.

L’azienda, che finora ha consegnato più di 2 miliardi di dosi, prevede che le vendite del vaccino raggiungeranno i 36 miliardi di dollari nel 2021, almeno il doppio di quelle del competitor Moderna.

LO SQUILIBRIO MONDIALE

Gran parte della popolazione mondiale e degli esperti riconosce che i vaccini anti Covid sono stati un importante successo della scienza, ma è altrettanto innegabile che non si è trattato di un successo che ha riguardato tutti, aumentando sempre di più il divario tra Paesi ricchi e poveri.

Lawrence Gostin, professore di diritto sanitario globale alla Georgetown University, ha detto al FT: “Non sono anti-Big Pharma… Penso che abbiano creato un miracolo, un trionfo scientifico. Ma dire che stanno esercitando il loro potere in modo equo, apertamente, con un senso di compassione, è manifestamente falso”.

COME È ANDATA LA DISTRIBUZIONE

Basti pensare che fino a oggi il 66% delle persone che vive nei Paesi del G7 ha ricevuto due dosi di vaccino. In Africa solo il 6%.

E con la comparsa della variante Omicron è in atto la corsa al richiamo. Come riporta il quotidiano britannico, il numero di persone nei Paesi ad alto reddito che hanno ricevuto la dose booster è quasi il doppio del totale delle prime e seconde dosi nei Paesi a basso reddito.

Ma i vaccini che i Paesi occidentali si sono voluti assicurare – a qualsiasi prezzo – nemmeno li utilizza tutti. Gordon Brown, ex primo ministro britannico e ambasciatore Oms, ha affermato che sono circa 100 milioni le dosi accumulate dai Paesi occidentali che potrebbero andare sprecate entro poche settimane.

CAMBIERÀ MAI QUALCOSA?

Come ha commentato Fubini oggi sul Corriere: “Siamo molto più avanti noi ma, anche se ci liberassimo degli scrupoli etici, non stiamo facendo i nostri interessi: abbiamo scelto di lasciare spazio al virus in Africa perché circoli e generi varianti che minano le nostre certezze”.

E infatti, sebbene gli esperti continuino a ripetere “nessuno è al sicuro finché tutti non sono al sicuro” chissà per quanto altro tempo dovremo ancora sentirlo prima che qualcosa cambi realmente.

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