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Monoclonali anti Covid: fatti, nomi e polemiche

Crisanti Vaccini Covid

Chi apprezza e chi critica il via libera di Aifa all’utilizzo degli anticorpi monoclonali di Regeneron ed Eli Lilly

 

In Italia Aifa ha autorizzato l’uso degli anticorpi monoclonali messi a punto a Regeneron e Eli Lilly. Costano circa 1.200 dollari a dose e sono destinati solo a persone a rischio dopo essere state contagiate.

E mentre Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, apprezza il passo in avanti nella lotta a Covid, Andrea Crisanti, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova e professore di Microbiologia, è convinto che l’utilizzo di questi farmaci rappresenti solo uno spreco di soldi.

COSA HA DECISO AIFA

Nei giorni scorsi, la Commissione tecnico-scientifica dell’Agenzia italiana per il farmaco ha dato il via libera all’uso, condizionato al trattamento  degli anticorpi monoclonali casirivimab/imdevimab, sviluppati e prodotti in collaborazione da Regeneron Pharmaceuticals e La Roche, e degli anticorpi monoclonali bamlanivimab e etesevimab, messi a punto da Eli Lilly.

I farmaci, secondo quanto deciso da Aifa, potranno essere somministrati solo a pazienti ad alto rischio di sviluppare forme gravi di malattia, con possibili esiti mortali. Dovranno essere scelti pazienti in fase precoce dell’infezione

UNA DECISIONE FRETTOLOSA?

Che il via libera rappresenti una decisione frettolosa?, chiede il Corriere della Sera a Nicola Magrini, direttore Generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco, facendo notare che proprio Aifa ha definito i dati sugli anticorpi monoclonali “immaturi”.

“Gli anticorpi monoclonali sono potenzialmente promettenti per una certa tipologia di pazienti ben definita, quindi si è deciso di dare un’apertura all’uso in via eccezionale e temporanea”, risponde Magrini. “Non è un via libera, non è un’approvazione piena. Spetta all’Ema l’approvazione e successivamente ad Aifa stabilire la rimborsabilità e il ruolo terapeutico di questi farmaci in rapida evoluzione anche alla luce degli studi clinici tuttora in corso che anche noi stiamo promuovendo”.

WALTER RICCIARDI FESTEGGIA LA NUOVA ARMA ANTI COVID

E se non è un’approvazione piena, è comunque un passo avanti da festeggiare per Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute. “Ora la struttura commissariale potrà cominciare a ordinare i monoclonali. Il risultato dell’approvazione è stato raggiunto ed il passo successivo è quello di utilizzare al meglio tali terapie, ovvero in modo appropriato e tempestivo”, ha detto Ricciardi.

NESSUN ORDINE

Entusiasmo che però viene smorzato dai fatti. Eli Lilly ha dichiarato che non sono giunti pre-ordini dal governo italiano, riporta Ansa.

ELI ILLY PRONTA

L’azienda di Latina BSP Pharmaceuticals, produttrice degli anticorpi monoclonali della Eli Lilly, si tiene comunque pronta e fa però sapere che la “capacità produttiva dello stabilimento, se necessario, potrebbe essere aumentata”. Per ora la BSP ha avviat la produzione di 2 milioni di fiale di Bamlanivimab destinate a Usa e mercati esteri.

CRISANTI: SPRECO SOLDI

Il via libera, condizionato e limitato, dell’Aifa agli anticorpi monoclonali non piace ad Andrae Crisanti, direttore del laboratorio di microbiologia dell’Università di Padova. “Penso sia uno spreco di soldi senza precedenti. In presenza di un vaccino, spendere 2-4mila euro per un anticorpo monoclonale senza nessun dato che dimostri che sono in grado di prevenire l’infezione grave, quando poi c’è il trial dell’Eli Lilly che dimostra che nei pazienti gravi sono controproducenti, penso che sia sbagliato”, afferma Crisanti, interventuto a Oggi è un altro giorno, su Rai Uno.

LE PAROLE DI SILVESTRI

Alla polemica di Crisanti risponde Guido Silvestri, docente negli Usa alla Emory University di Atlanta.

“Ci dicono di evitare polemiche tra esperti, perché creano confusione tra il pubblico. In linea di massima sono d’accordo con questo principio, ma le affermazioni del collega Crisanti sono davvero scientificamente inspiegabili, e creano inutile confusione su un argomento già abbastanza complesso e polarizzato”, sostiene Silvestri, secondo quanto riporta Fanpage. “Basti ricordare che i tedeschi, certo non noti per i loro sprechi di soldi, hanno appena comprato anticorpi per 200 milioni di Euro (per non parlare di americani, canadesi, ed israeliani). Detto con grande rispetto ma altrettanta chiarezza, queste affermazioni fanno il paio con quelle di alcuni mesi fa, in cui lo stesso collega sosteneva che i vaccini contro Covid erano rischiosi perché, secondo lui, non si facevano i test sul campo”.

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