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Le novità di Moderna e Gsk contro Hiv, Omicron e malaria

Hiv Omicron Malaria

Moderna avvia i test su dei papabili vaccini contro Hiv e Omicron, mentre Gsk – insieme a Medicines for Malaria Venture – annuncia progressi nella lotta alla malaria, soprattutto per i bambini. Tutti i dettagli

 

Nuovi passi avanti nella ricerca. Moderna ha annunciato ieri di aver somministrato la prima dose di vaccino mRna contro l’Hiv e pochi giorni fa di aver iniziato uno studio di fase 2 su un candidato vaccino anti Covid specifico per la variante Omicron. In Australia, intanto, un nuovo trattamento anti malaria per i bambini ha ricevuto dai regolatori una prima approvazione.

I CANDIDATI VACCINI CONTRO L’HIV

L’Hiv, il virus responsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita (Aids), a distanza di circa 40 anni dalla sua scoperta non ha ancora un vaccino efficace a combatterlo. In tutto il mondo, sono circa 38 milioni le persone che vivono attualmente con l’Hiv, di cui quasi 1,2 milioni negli Stati Uniti.

Adesso la multinazionale Moderna sta portando avanti due strategie di vaccino preventivo contro l’Hiv basate su approcci di targeting e di focalizzazione immunitaria della linea germinale.

Il 27 gennaio scorso aveva fatto sapere di aver somministrato il preparato mRna-1644. Lo studio è ancora nella fase 1 e la sperimentazione clinica riguarda gli antigeni del vaccino veicolati tramite la tecnologia mRna, la stessa adoperata per il suo vaccino anti Covid, Spikevax.

In parallelo a questa sperimentazione in corso, Moderna ha somministrato ieri anche l’altro preparato (mRna-1574) contro l’Hiv a un partecipante dello studio clinico di fase 1.

https://twitter.com/moderna_tx/status/1503360904095834122

I TRIAL

I test di fase 1 per il vaccino mRna-1644, scrive nel comunicato la casa farmaceutica, si svolgeranno in quattro sedi negli Stati Uniti e saranno reclutati 56 volontari adulti sani e Hiv-negativi.

Lo studio di fase 1 sul preparato mRna-1574 che ha l’obiettivo di valutare la sicurezza e l’immunogenicità del vaccino sperimentale con mRna prevede, invece, di arruolare circa 100 adulti Hiv-negativi, di età compresa tra 18 e 55 anni.

CHI C’È DIETRO

Lo studio di fase 1 sul candidato vaccino mRNA-1644, fa sapere Moderna, è sponsorizzato dall’International Aids Vaccine Initiative (Iavi) – un’organizzazione di ricerca scientifica senza scopo di lucro dedita ad affrontare sfide sanitarie globali – e sostenuto dalla Bill & Melinda Gates Foundation.

La sperimentazione del preparato mRna-1574, invece, è sponsorizzata e finanziata dalla Division of Aids del National Institute of Allergy and Infectious Diseases all’interno del National Institutes of Health (Nih).

IL VACCINO ANTI OMICRON

Il 10 marzo, Moderna aveva inoltre annunciato l’avvio di uno studio di fase 2 su un candidato vaccino booster bivalente anti Covid, denominato mRna-1273.214, e specifico per la variante Omicron. Il preparato è stato somministrato al primo partecipante al trial.

Lo studio valuterà l’immunogenicità, la sicurezza e la reattogenicità di mRna-1273.214 come singola dose di richiamo negli adulti dai 18 anni in su che hanno precedentemente ricevuto due dosi di Spikevax e il booster dello stesso (in quantità dimezzata rispetto alle precedenti), con quest’ultimo fatto almeno 3 mesi fa.

IL TRIAL

Per la sperimentazione, Moderna prevede di coinvolgere circa 375 persone, in una ventina di centri negli Stati Uniti. “La nostra piattaforma mRna ci consente velocità e flessibilità per creare un vaccino su misura adatto a colpire nuove varianti che emergono”, ha detto il Ceo di Moderna, Stéphane Bancel. “Il nostro obiettivo – ha aggiunto – era rimanere al passo con il virus e ci impegniamo a produrre e condividere dati con le autorità sanitarie mentre si preparano per il richiamo autunnale”.

L’azienda sta valutando il farmaco sia in uno studio di fase 2 negli Stati Uniti che in uno studio di fase 3 nel Regno Unito, in collaborazione con il National Institute for Health Research (Nihr).

https://twitter.com/moderna_tx/status/1501919600904224771

PASSI AVANTI CONTRO LA MALARIA

Il 6 ottobre scorso, con lo storico annuncio dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), era stato approvato il primo vaccino al mondo per prevenire la malaria. Ieri, i regolatori australiani hanno dato il via libera a un nuovo farmaco per bambini e adolescenti che può curare un certo tipo di malaria che si trova soprattutto nell’Asia meridionale e sudorientale, in Sudamerica e nel Corno d’Africa.

Secondo quanto riferito dalla Medicines for Malaria Venture, che ha collaborato con GlaxoSmithKline (Gsk) per lo sviluppo del farmaco, questo tipo di malaria causa fino a 5 milioni di infezioni ogni anno e i bambini dai 2 ai 6 anni hanno quattro volte più probabilità degli adulti di contrarla.

Si tratta di una singola dose di tafenochina (Kozenis) da usare in combinazione con la clorochina, il farmaco tradizionale contro la malaria. Ma la novità è che questa è la prima volta che il farmaco è stato autorizzato per l’uso nei bambini e probabilmente, scrive il New York Times, porterà ad altre simili approvazioni in tutto il mondo.

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