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Il vaccino contro la malaria sarà davvero un game-changer per i Paesi in via di sviluppo?

Vaccino Malaria

Numeri, fatti e commenti su Mosquirix, il vaccino contro la malaria

 

Lo storico annuncio dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che ha approvato il primo vaccino al mondo per prevenire la malaria è stato accolto come un game-changer per i Paesi in via di sviluppo. Ma quanto e come questo grande passo avanti cambierà le sorti dei Paesi in cui la malaria è una malattia endemica?

I NUMERI DELLA MALARIA

Per capire l’entità e la gravità della malaria è necessario porre l’attenzione sui numeri. Secondo il World Malaria Report 2020 dell’Oms, ogni anno i casi stimati sono 229 milioni sparsi in 87 Paesi in cui la malattia è endemica.

Nel report si legge poi che i decessi sono 409 mila e che a essere più colpiti sono i bambini al di sotto dei 5 anni, per l’esattezza i due terzi del totale (67%), circa 274 mila all’anno. Seguono poi le donne incinte e le persone sieropositive.

DOVE IL VACCINO POTREBBE FARE LA DIFFERENZA

Nel mondo sviluppato, ricorda Ispi, la malaria non è una malattia molto diffusa. In Europa, per esempio, ha un’incidenza di circa 2 mila casi all’anno – spesso tra persone che fanno ritorno da Paesi in cui la malattia è endemica.

Il 94% dei casi, infatti, si registra solo in Africa, in sei Paesi in particolare: Nigeria, Congo, Tanzania, Burkina Faso, Mozambico e Niger. Qui si trova il maggior numero di persone che si infettano attraverso le punture delle zanzare femmine infette del genere Anopheles.

Oltre che in Africa, Mosquirix – il primo vaccino per prevenire la malaria ma anche una qualsiasi malattia parassitaria – potrebbe fare la differenza in India e in tutto il Sudest asiatico, dove si registrano gli altri casi.

In India, in particolare, scrive Quartz, sono già stati fatti passi avanti passando dai 20 milioni di casi del 2000 ai 5,6 milioni del 2019 – il più grande calo nel Sudest asiatico, secondo l’Oms. Il Paese, tuttavia, rappresenta ancora circa l’86% di tutti i decessi per malaria nella regione e ora il governo sta puntando alla completa eradicazione della malattia endemica entro il 2030.

Fonte: World Malaria Report 2020

CAUSE E CONSEGUENZE DELLA MALARIA

Mosquirix, il primo vaccino contro la malaria ad aver raggiunto un’efficacia del 77% negli studi clinici di fase 2, è stato definito da molti, tra cui il direttore dei Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie, John Nkengasong, un “game-changer”.

La malaria, infatti, oltre a essere una piaga per le vittime che continua a mietere, produce due conseguenze che si ripercuotono sull’economia e la crescita dei Paesi più colpiti: da una parte annienta i bambini e quindi gli impedisce di avere una vita, dall’altra rende ancora più povere le persone e le famiglie che riescono a sopravvivere alla malattia, ma che devono sostenere importanti spese mediche.

La malattia, come scrive Axios, è così sia una conseguenza della povertà che una delle sue cause. Secondo alcune stime, la malaria rallenta la crescita economica annuale dell’Africa fino all’1,3%.

SARÀ VERAMENTE UN GAME-CHANGER?

È innegabile che il vaccino sia una pietra miliare ma probabilmente da solo non risolverà il problema della malaria, commenta il New York Times.

Per essere efficace è necessario somministrarne tre dosi entro il primo anno di vita e una quarta a 18 mesi. Questo rende la sfida molto complicata. Non tutti infatti potranno permettersi di raggiungere un centro di vaccinazione, sia per una questione economica che logistica.

Concorda con il quotidiano americano anche l’analista Matteo Villa che su Ispi commenta: “Anche così, la protezione indotta proteggerà da 3 casi gravi su 10: ben lontani dai 9 su 10 dei vaccini contro il nuovo coronavirus”.

Ridurre ora l’impatto della malaria sull’economia però è ancora più importante perché il Covid-19, scrive Axios, potrebbe far cadere fino a 88 milioni di africani in condizioni di estrema povertà, dato che la pandemia ha cancellato decenni di progressi per lo sviluppo globale.

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