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La sottovariante Gryphon sostituirà Omicron?

Gryphon

Negli Stati Uniti XBB, nota come Gryphon, è aumentata del 140% nell’ultimo mese e in Italia l’Iss ne ha riscontrato un ‘significativo aumento’. È questa la sottovariante rintracciata nei passeggeri positivi provenienti dalla Cina e arrivati a Milano? Tutti i dettagli

 

È Gryphon la nuova variante che sta travolgendo la Cina e che potrebbe sostituire Omicron a livello mondiale?

L’abolizione di quasi tutte le misure restrittive legate alla politica zero Covid e l’impennata di casi, dovuta alle poche vaccinazioni e a vaccini relativamente efficaci, unite alla possibilità di viaggiare potrebbero essere un mix esplosivo per una nuova ondata di contagi non solo in Cina, dove è già in corso, ma anche nel resto del mondo.

Ma quello che in particolare preoccupa gli esperti è che la sottovariante XBB del virus Sars-CoV-2, nota anche come Gryphon, possa prendere il sopravvento e diventare dominante perché in grado di evadere sia l’immunità derivata dai vaccini sia dall’infezione.

Intanto, molti Paesi, tra cui Italia, Giappone, Malesia, Taiwan e India hanno imposto il tampone per chi arriva dalla Cina, gli Stati Uniti lo chiedono anche a chi proviene da Macao e Hong Kong che, allineandosi alle indicazioni di Pechino, sta ugualmente eliminando la maggior parte delle restrizioni per i visitatori a cui da oggi non chiederà più di sottoporsi al tampone.

Ieri però quasi un passeggero su due atterrato a Milano Malpensa dalla Cina è risultato positivo al Covid. Motivo per cui il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha disposto tamponi obbligatori e il sequenziamento del virus, indispensabile per individuare eventuali varianti.

COSA SAPPIAMO DI GRYPHON

Gryphon, nome attribuito dai media alla sottovariante XBB è la ‘figlia’ della ricombinazione di altre due sottovarianti di Omicron: BA.2.10.1 e BA.2.75.

Nella sottovariante XBB sono state rilevate mutazioni non solo sulla proteina Spike, ma anche quattro sulla nucleoproteina N, che ha la funzione di proteggere il genoma virale, e cinque sull’enzima necessario al virus per riprodurre il suo materiale genetico.

Secondo gli esperti è la responsabile dell’elevato numero di contagi in Cina, dove starebbe circolando da ottobre.

PERCHÉ PREOCCUPA

“Sta circolando un vero e proprio sciame di varianti, alcune delle quali rappresenterebbero una evoluzione convergente, prime tra tutte la XBB, la quale sta rapidamente sostituendo sottovarianti comuni, come BQ.1 e BQ.1.1”, ha detto il virologo Francesco Broccolo, dell’Università del Salento.

“A farla avanzare così velocemente – ha spiegato – sarebbe una mutazione, chiamata F486P, che le permetterebbe di sfuggire agli anticorpi generati sia da infezioni da Omicron 5, sia dai vaccini, compreso il vaccino a mRNA bivalente. Inoltre rafforzerebbe il legame con il recettore ACE2, cioè la porta di entrata del virus, presente soprattutto sulle cellule dell’epitelio respiratorio”.

Oltre alla preoccupazione per la diffusione di Gryphon, Walter Ricciardi, professore di Igiene all’Università Cattolica, ha ricordato che milioni di contagi aprono alla possibilità che una nuova variante più patogenica emerga. Intanto, è atteso per oggi il responso su quale variante è stata riscontrata nei passeggeri positivi arrivati ieri a Milano.

COSA C’È DI STRANO

Per Broccolo però né l’abbandono delle restrizioni né la minore efficacia dei vaccini non a mRNA basterebbero a giustificare quanto sta accadendo in Cina: “Sta accadendo qualcosa di molto importante, il numero di decessi per Covid è incontrollabile e finora si è solo accennato alla possibilità che circolino una o più nuove varianti”.

Un altro aspetto che non quadra è stato evidenziato dal genetista Massimo Zollo, coordinatore della Task force Covid-19 del Ceinge di Napoli, il quale ha riferito che le sequenze genetiche depositate dalla Cina nella banca internazionale Gisaid, aggiornate al 22 dicembre, indicano che “stanno circolando soprattutto le sottovarianti BA.5.2 e BF.7 e che sono 81 le sequenze della sottovariante XBB depositate al 9 dicembre”. Questo, secondo l’esperto, indica “che il virus Sars-CoV-2 sta migliorando nella capacità di replicarsi” ma anche che il sequenziamento delle varianti è stato interrotto o non è stato reso pubblico.

LA DIFFUSIONE DI XBB NEL MONDO

Sebbene per ora si tratti di un’ipotesi, Gryphon sembrerebbe collegata anche al rialzo dei casi registrato negli Stati Uniti. A New York, in particolare, è aumentata del 140% nell’ultimo mese, facendo registrare un tasso di ricovero ospedaliero superiore a quello visto con la variante Delta.

Secondo Our World in Data, che cita i dati derivanti dalle sequenze genetiche depositate nel database Gisaid, XBB si è già rapidamente diffusa in almeno dieci Paesi, sei dei quali europei: Regno Unito, Belgio, Spagna, Germania, Francia, Italia, Stati Uniti, Australia e Canada.

LE VARIANTI PIÙ DIFFUSE IN ITALIA

In Italia, se nella flash survey dell’Istituto superiore di sanità (Iss) del 18 novembre XBB.1 (ricombinante omicron/omicron) era pari al 2,4% dei casi, nell’ultimo aggiornamento del 23 dicembre XBB (ricombinante dei sotto-lignaggi omicron BJ.1 e BM.1.1.1) viene segnalata come ‘altamente trasmissibile e con mutazioni associabili a immune evasione’.

Tuttavia, secondo l’Iss, Omicron 5 rimane ancora ampiamente predominante, con una prevalenza a livello nazionale pari a 90,6%. Si nota però un ‘significativo aumento’ pari al 64,1% (vs 30,7% della precedente indagine) di BQ.1, nota come Cerberus.

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