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La pillola anticoncezionale sarà gratuita?

Pillola Anticoncezionale Gratuita

Era attesa per mercoledì la decisione dell’Aifa che avrebbe potuto rendere gratuita la pillola anticoncezionale almeno per tutte le donne sotto i 25 anni e invece… Ecco le ragioni per cui non è andata come previsto

 

La pillola anticoncezionale non è diventata gratuita. Il grande clamore che si era creato intorno all’incontro che si è tenuto mercoledì scorso presso l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) è svanito.

All’ordine del giorno della riunione era infatti prevista anche la “Rimborsabilità dei contraccettivi orali. Discussione congiunta Cts-Cpr”, ovvero tra Commissione tecnico scientifica (Cts), che può dare il via libera alla rimborsabilità dei farmaci, e Commissione prezzi (Cpr) che stringe gli accordi con le aziende sul costo dei medicinali.

L’aspettativa era che, sulla scia di quanto accaduto a inizio anno in Francia, anche in Italia la pillola anticoncezionale sarebbe stata gratuita almeno per tutte le donne sotto ai 25 anni, ma ecco perché non è andato tutto liscio e soprattutto perché molto probabilmente non se ne farà nulla nemmeno nei prossimi mesi.

PERCHÉ LA PILLOLA NON È DIVENTATA GRATUITA…

Il motivo che avrebbe spinto l’Aifa a lasciare tutto in sospeso, prolungando ancora un’istruttoria che va avanti da mesi, sarebbe principalmente economico.

Come osservava Repubblica, l’operazione costerebbe circa 200 milioni di euro, “ma la Cpr, come succede di solito quando un farmaco passa a carico dello Stato dopo essere stato a pagamento per i cittadini, probabilmente contratterà con le aziende produttrici prezzi più bassi, cosa che farebbe scendere la spesa totale”, ipotizzava il quotidiano.

Intervento che, si legge su La Stampa, “secondo alcuni esperti qualora le aziende produttrici avessero mai acconsentito a ridurre i prezzi, lo sconto non sarebbe andato oltre il 30% e quindi l’impatto sulla spesa farmaceutica pubblica sarebbe stato comunque considerevole”.

…E PERCHÉ POTREBBE NON ESSERLO NEMMENO NEL PROSSIMO FUTURO

Ma sembra anche difficile che questa battaglia possa essere vinta nel prossimo futuro perché gli organi direttivi dell’Aifa scadranno a novembre ed essendo di nomina governativa appare alquanto improbabile che i nuovi possano essere favorevoli.

COSA SAREBBE POTUTO CAMBIARE

La scelta di rendere gratuita la pillola anticoncezionale per tutte le donne sotto i 25 anni, secondo i dati dell’Aifa, sarebbe andata incontro a 2,5 milioni di italiane e sarebbe stato sufficiente recarsi in farmacia invece che al consultorio, pur continuando a presentare una prescrizione medica.

Inoltre, rendendo la pillola gratuita ci sarebbe potuta essere una riduzione delle interruzioni di gravidanza volontarie (Igv). In Francia, infatti, dove dall’inizio di quest’anno viene offerta a tutte le donne sotto i 25 anni – ma dal 2013 esisteva già una norma di questo tipo per le ragazze tra i 15 e i 18 anni – le Igv sono passate dal 9,5% del 2012, al 6% nel 2018.

Non solo. Per l’Italia avrebbe anche significato un passo avanti dato che secondo lo European Contraception Policy Atlas 2022, il nostro Paese, su temi quali l’accesso ai mezzi di contraccezione, il livello di consulenza sulla pianificazione familiare e la quantità di informazioni disponibili online sulla contraccezione è al pari di Turchia, Serbia, Croazia, Ucraina, Lituania, Lettonia, Bulgaria e Svizzera.

Il motivo? Mancano informazioni chiare e facilmente reperibili e non si tiene conto dei bisogni economici.

Fonte: European Contraception Policy Atlas 2022

QUANTO COSTANO LE PILLOLE ANTICONCEZIONALI

Le pillole estroprogestiniche di ultima generazione costano tra i 14 e i 20 euro al mese, mentre quelle più ‘vecchie’ meno di 5 euro.

Solo queste ultime sono state gratuite fino al 2016, quando Aifa decise di metterle a pagamento per ragioni economiche.

LE REGIONI CHE GIÀ LA OFFRONO GRATUITAMENTE

In Italia sono solo tre le regioni che, con i propri soldi e attraverso i consultori, offrono gratuitamente ad alcune fasce della popolazione la pillola anticoncezionale: Emilia Romagna, Toscana e Puglia.

Le disposizioni particolari variano a seconda della regione, ma generalmente sono interessate le donne tra i 14 e i 25 anni, coloro che hanno un reddito basso o che si sono sottoposte a un’interruzione di gravidanza.

COME È CAMBIATA LA PILLOLA DAGLI ANNI ’50 A OGGI

Farmaco nato nel 1955, divenuto simbolo delle proteste femministe di allora e di oggi, la pillola anticoncezionale blocca l’ovulazione attraverso ormoni di sintesi, anche se quelle attuali non sono le stesse di settant’anni fa. Per essere efficace va presa quotidianamente.

Secondo i dati Aifa, le pillole anticoncezionali più utilizzate sono quelle estroprogestiniche di quarta generazione, seguita da quelle di terza generazione.

Per ottenerla è necessaria la prescrizione medica, che va rinnovata ogni sei mesi.

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