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Ecco come Sileri stronca Guerra e i burocrati del ministero della Salute

Pierpaolo Sileri Juventus Napoli

Come e perché il sottosegretario alla Salute, il medico Pierpaolo Sileri, ha nuovamente criticato l’alta dirigenza amministrativa del dicastero retto da Roberto Speranza

 

Inviti (inascoltati) 15 mesi fa a comprare respiratori e incrementare le terapie intensive.

Rassicurazioni (poi rivelatesi farlocche) di Ranieri Guerra sull’aggiornamento del piano pandemico.

Verbali del Cts chiesti e mai ricevuti.

E addirittura collaboratori diretti di Sileri non pagati per mesi dal ministero.

Ecco le ultime accuse del sottosegretario al Ministero della Salute, Pierpaolo Sileri, ai vertici amministrativi del dicastero della Salute retto da Roberto Speranza.

Ecco tutti i dettagli.

LE CRITICHE DI SILERI A GUERRA

“Ranieri Guerra, a dicembre 2020, continuava a dirmi che aveva lasciato un piano aggiornato. Piano che io non ho mai trovato”. Non ha mezzi termini il sottosegretario al Ministero della Salute, Pierpaolo Sileri, che intervenendo ad Omnibus, programma di La7 racconta quanto è avvenuto nei mesi scorsi.

SILERI: MI DICEVANO CHE IL PIANO PANDEMICO ERA STATO AGGIORNATO

Partiamo da uno degli argomenti più spinosi di questi mesi: il mancato aggiornamento del piano pandemico. “Alcune cose si capiscono nel tempo. Fino a dicembre, quindi per tutto maggio, giugno luglio, agosto, continuavano a dirmi, alcuni che ora non sono più qui al Ministero, che il piano pandemico era stato aggiornato. C’è voluta la procura d Bergamo per confermare che il piano era quello del 2006”, afferma Sileri intervenendo ad Omnibus.

COSA DICEVA GUERRA A SILERI

“Le garantisco che nonostante un e-mail ricevuta il 15 aprile del 2020, nella quale si diceva che era stato aggiornato nel 2008-2009 ci sono stati soggetti all’interno del Ministero che erano convinti, forse a forza di dire una bugia diventa verità, che il piano pandemico era stato aggiornato”, continua Sileri, aggiungendo che “Ranieri Guerra a dicembre del 2020 continuava a dirmi che aveva lasciato un piano aggiornato. Piano che io non ho mai trovato. Lei capisce che è anche difficile avere risposte”.

IL SILENZIO DEL CTS

Risposte, secondo quanto afferma il sottosegretario alla Salute mai concesse anche dal Cts, il Comitato Tecnico Scientifico. “Lei dimentica che probabilmente che io non ho mai avuto i verbali del Cts. Lei dimentica che su 30 domande fatte al Cts io non ho mai avuto risposta”, sostiene Sileri. “Agostino Miozzo, candidamente, nel mese di ottobre 2020 mi dice <<Si guarda, io ho avuto disposizioni di non dare informazioni>>. Ancora devo capire chi è che aveva dato queste disposizioni”.

L’ALLARME INASCOLTATO

Sileri, dunque, tagliato fuori, Eppure settimane prima dello scoppio della pandemia era stato proprio l’attuale sottosegretario alla Salute, come racconta lui stesso, a capire il pericolo e a chiedere interventi seri.

“Io il 28-29 gennaio 2020 ho chiesto di comprare i respiratori. Io avevo detto che forse il virus sarebbe arrivato da noi e che quindi era meglio assumere nuovo personale ed aumentare i posti di terapia intensiva, in medicina interna”, racconta Sileri lasciando intendere che l’allarme è rimasto inascoltato.

ALL’OMS VERBALI FALSI

Le accuse di Sileri vanno ben oltre la sola pandemia. “Abbiamo un’Italia, e purtroppo il Ministero della Salute lo ha dimostrato, che quando venivano fatte le certificazioni di qualità inviate all’Oms eccetera, veniva scritto che era tutto apposto”.

Una prevenzione fatta di sola burocrazia, spiega Sileri: “Io ho sentito una sconcertante intervista fatta dal Direttore Generale della prevenzione, in cui riferiva che questi report che mandavano all’Oms, di cui l’ultimo fatto i primi di febbraio 2020, era burocrazia. Come può cambiare un Paese se non si responsabilizza l’amministrativo”.

UN UFFICIO NON PAGATO

E dalla burocrazia dipenderà il mancato pagamento dell’ufficio di Sileri? “Io ho avuto un ufficio completamente non pagato. Ho un capo della segreteria, da quando sono stato viceministro, mai retribuito. Ho avuto un Generale dei Carabinieri mai consolidato nel mio ufficio, un Tenente dell’Aeronautica che non è mai stato pagato, in tutto per sei mesi. Tutto si può dire al sottoscritto, tranne che non abbia lavorato a testa bassa e con il massimo della trasparenza”.

“Sarà un piacere per me, quando avrò finito il mio mandato, chiamare i giornalisti, dare la password del mio computer e lasciarlo a vostra completa disposizione”, spiega Sileri sostenendo che “ci sarà modo” di parlare della verità, ma “Prima dobbiamo portare i morti a 10, 5, 0 morti al giorno e poi fare i conti con chi ha sbagliato”.

LA SMENTITA DI SILERI A SPERANZA E GUERRA

Pierpaolo Sileri, comunque, non è nuovo a queste dichiarazioni.

Sul mancato aggiornamento del piano pandemico, intervenendo a Report, aveva confessato: “Che il piano pandemico fosse vecchio è vero”. “Credo che qualche spiegazione da questo punto di vista dovrebbe essere data”, aveva detto Sileri, smentendo Ranieri Guerra e chi lo difendeva, ovvero il ministro alla Salute Roberto Speranza.

SILERI: PIANO DEL 2006. FATTO NULLA ANCHE PER INFLUENZA

Lo stesso sottosegretario alla Salute, intervistato da La Verità retrodata il piano al 2006, aggiungendo: il punto non è avere un piano ‘vintage’, bensì avere un piano che, anche se vecchio, sia stato declinato a livello periferico”.

“Che cosa è stato fatto per l’influenza? – aggiunge Sileri – Io, da quando sono tornato in Italia, cioè tra il 2005 e il 2018, in ospedale non ho mai fatto un corso sull’influenza. O sul bioterrorismo. O sugli attacchi nucleari”.

SILERI: ECCO CHI E COME HA SBAGLIATO

E sempre al quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, Sileri aveva aggiunto: “Guerra ha mandato una lettera datata 15.09.2017 in cui c’è un appunto sul rinnovo del piano. La stessa cosa ha fatto Claudio D’Amario nel 2018 con il ministro Giulia Grillo”.

“E infatti Lorenzin e Grillo si sono mosse. La prima ha istruito la pratica, la seconda l’ha portata avanti con tanto di gruppi di lavoro“. Il punto è che “se io fossi stato direttore generale avrei scritto una nota relativa al piano che riepilogasse quanto avvenuto negli ultimi dieci anni. Non una semplice paginetta”.

SILERI ED IL DISAPPUNTO SULLE LUER LOCK

Il disappunto di Sileri con le scelte Ministeriali, viene fuori anche sulle scelte delle siringhe luer lock per le vaccinazioni fatte da Domenico Arcuri, l’ex Commissario Straordinario all’emergenza. Per Sileri, più che ad evitare lo spreco della dose del vaccino (improbabile anche con le siringhe standard) bisognava fare attenzione alla sicurezza degli operatori.

“Sarei molto più attento invece alla copertura dell’ago: un conto è vaccinare qualche decina di persone; un altro qualche milione di italiani. E io devo tutelare i miei colleghi, che non raramente si pungono mentre si rincappuccia la siringa. Avere l’ago che si può coprire, per poi gettare tutto, è l’aspetto più importante. Questo protegge l’operatore”, aveva detto Pierpaolo Sileri a Quarta Repubblica.

“Le luer, che si avvitano, permettono di evitare qualche spreco, come avviene quando magari la siringa si apre. Ma, francamente, è molto improbabile che accada. Quasi impossibile, a dire il vero”, aveva aggiunto Sileri.

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