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Dolore cronico, Parkinson e non solo: cosa può “curare” la neurostimolazione

Dolore Cronico

La neurostimolazione può rivelarsi una terapia efficace contro il dolore cronico e contro i disturbi del movimento. Cosa è, come funziona e cosa prevede

Dolore cronico e disturbi del movimenti sono una vera malattia invalidante con conseguenze dirette, oltre che sullo stato fisico, anche sulla salute mentale e sulla condizione sociale di chi ne soffre. Ansia, depressione e isolamento, infatti, sono alcune delle conseguenze negative di queste patologie, che richiedono necessariamente una cura attiva per migliorare la qualità della vita di chi ne è affetto.

Una terapia comprovata è quella della neurostimolazione, che grazie ad un piccolo dispositivo interrompe i segnali dolorosi e i sintomi motori disabilitanti.

L’EFFETTO DELLA NEUSTIMOLAZIONE SUL DOLORE CRONICO

Scendiamo nei particolari. Il segnale del dolore percorre il midollo spinale e arriva al cervello. Con la neurostimolazione, un piccolo generatore esterno invia degli impulsi a un filo sottile chiamato “elettrocatetere”, che a sua volta eroga questi impulsi ai nervi lungo il midollo spinale. Gli impulsi bloccano i segnali dolorosi prima che raggiungano il cervello. Al dolore, così, subentra una sensazione diversa, piacevole, talvolta descritta come un leggero massaggio.

La terapie proposte promettono di migliorare la capacità di svolgere le attività quotidiane e il riposo, ma il sollievo varia da persona a persona. Abbot, multinazionale attiva nell’health care, ha messo a punto un sistema di prova invisibile St. Jude MedicalTM, che prevede due diverse opzioni di stimolazione: la stimolazione tonica, che prevede l’erogazione di impulsi a intervalli regolari e cadenzati, e la stimolazione Burstdrtm, che eroga pacchetti intermittenti di stimoli, a breve distanza l’uno dall’altro.

NEUSTIMOLAZIONE CONTRO I DISTURBI DEL MOVIMENTO

La neurostimolazione St. Jude MedicalTM – secondo la multinazionale – può rivelarsi utile anche per i disturbi del movimento, per la malattia di Parkinson (PD), il tremore essenziale (ET) e la distonia. In questo caso si parla di stimolazione cerebrale profonda (DBS, Deep Brain Stimulation).

Il trattamento prevede un intervento chirurgico invasivo, che consiste nell’impianto chirurgico di elettrocateteri nelle aree del cervello deputate al controllo dei movimenti, e, inoltre, di un dispositivo medico, simile a un pacemaker cardiaco, capace di inviare degli impulsi elettrici agli elettrodi situati nelle aree cerebrali, bloccando i segnali che provocano i sintomi motori disabilitanti.

LA STIMOLAZIONE DEL GANGLIO DORSALE

Contro il dolore cronico, è anche possibile ricorrere alla “stimolazione del ganglio della radice dorsale”, abbreviato DRG, dall’inglese Dorsal Root Ganglion. Questo tipo di trattamento è mirato a trattare il dolore focalizzato ed è quindi più indicato – secondo la multinazionale . per condizioni come il dolore cronico a carico di una mano, un piede, l’anca, un ginocchio o l’inguine.

La neurostimolazione, che verrebbe effettuata dal sistema Abbott DRG ProclaimTM con Invisible TherapyTM, si concentra lungo la spina dorsale, dove si trovano raggruppamenti di cellule nervose, conosciuti con il nome di gangli delle radici dorsali, che corrispondono ad aree specifiche del corpo in cui si localizza il dolore.

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