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Vaccinati e non vaccinati. Report Iss su contagi e terapie intensive

Covid

Aumentano i casi tra i più giovani e si assottiglia la differenza nei numeri di ospedalizzazioni, ricoveri nelle terapie intensive e decessi tra vaccinati e non vaccinati, ma questo non significa che il vaccino non sia efficace, anzi, secondo gli esperti dell’Iss (Istituto superiore di sanità)

 

Mentre gli esperti si dividono sul dire se sia necessario o meno vaccinare i più piccoli, cresce l’incidenza settimanale dei casi di Covid a livello nazionale, soprattutto tra bambini e ragazzi. Ad affermarlo è il report settimanale dell’Istituto superiore della sanità (Iss) del periodo 8-21 novembre.

CRESCE IL NUMERO DI CASI TRA I GIOVANI (E I GIOVANISSIMI)

Lo avevano già osservato gli Stati Uniti e Israele: i contagi tra gli under 12 stanno aumentando. Anche il presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Giorgio Palù, qualche giorno fa aveva detto: “I dati dell’epidemia ci stanno dicendo che la categoria da 4 a 11 anni è quella che presenta il maggior numero di casi incidenti”.

Ora lo confermano anche i numeri dell’Iss. Sebbene resti stabile a 42 anni l’età mediana dei soggetti che hanno contratto l’infezione, crescono i casi tra i più giovani. In particolare, si registra un forte aumento dell’incidenza nella popolazione in età scolare. È nella fascia 6-11 anni, infatti, che si osserva all’incirca il 50% dei casi diagnosticati nella popolazione 0-19.

“Il 51% dei casi in età scolare è stato diagnosticato nella fascia d’età 6-11 anni, il 32% nella fascia 12-19 anni e solo il 11% e il 6% sono stati diagnosticati, rispettivamente tra i 3 e i 5 anni e sotto i 3 anni”, scrive l’Iss.

Si evidenzia poi, aggiunge il report, anche un aumento del tasso di ospedalizzazione nella fascia sotto i tre anni.

PIÙ CASI TRA I VACCINATI?

“Negli ultimi 30 giorni”, si legge nel report, “sono stati notificati 61.908 casi (37,7%) fra i non vaccinati, 4.260 casi (2,6%) fra i vaccinati con ciclo incompleto, 81.740 casi (49,7%) fra i vaccinati con ciclo completo entro sei mesi, 15.519 (9,4%) fra i vaccinati con ciclo completo da oltre sei mesi e 969 casi (0,6%) fra i vaccinati con ciclo completo con dose aggiuntiva/booster”.

OSPEDALIZZAZIONI, TERAPIE INTENSIVE E DECESSI TRA VACCINATI E NON VACCINATI

Osservando i dati, tra coloro che non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino, sono 3.737 le ospedalizzazioni, 509 i ricoveri in terapia intensiva e 449 i decessi.

Tra i vaccinati con ciclo completo entro sei mesi, invece, le ospedalizzazioni sono 2.437, i ricoveri in terapia intensiva 209 e i decessi 359.

Tra i vaccinati con ciclo completo da oltre sei mesi, le ospedalizzazioni sono 1.187, i ricoveri in terapia intensiva 58 e i decessi 191.

Significa quindi che non ci sono benefici nella vaccinazione? No. Ecco la spiegazione dell’Iss.

L’EFFETTO PARADOSSO

Nel momento in cui le vaccinazioni nella popolazione raggiungono alti livelli di copertura – al 24 novembre, in Italia, la copertura vaccinale con due dosi nella popolazione di età > 12 anni è pari all’87,1% – si verifica il cosiddetto “effetto paradosso”.

Questo fenomeno, spiega l’Iss, indica che il numero assoluto di infezioni, ospedalizzazioni e decessi può essere simile, se non maggiore, tra vaccinati e non vaccinati, per via della progressiva diminuzione nel numero di questi ultimi.

EFFICACIA VACCINO

Il report ricorda inoltre che, per quanto l’efficacia del vaccino nel prevenire qualsiasi diagnosi sintomatica o asintomatica, dopo sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale, scenda dal 72% al 40% rimane elevata l’efficacia vaccinale nel prevenire casi di malattia severa, in quanto l’efficacia per i vaccinati con ciclo completo da meno di sei mesi è pari al 91% rispetto ai non vaccinati, mentre risulta pari all’81% per i vaccinati con ciclo completo da oltre sei mesi rispetto ai non vaccinati.

PROSEGUIRE CON LA DOSE BOOSTER?

Con l’arrivo della variante Omicron, sono diversi gli esperti che rimangono convinti della necessità della terza dose (booster) per stabilizzare la risposta del sistema immunitario. L’immunologo Alberto Mantovani ha detto all’Ansa: “La lezione che deriva dalla variante Omicron è che dobbiamo vaccinarci, vaccinare i bambini e vaccinare il mondo. Finché il virus circola saremo sotto scacco”.

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