Una corsa silenziosa ma sempre più affollata. L’intelligenza artificiale entra nel cuore dell’industria farmaceutica con un nuovo accordo di peso: Novo Nordisk ha annunciato una partnership con OpenAI per accelerare lo sviluppo di farmaci e trasformare l’intera filiera, dalla ricerca alla produzione. Un segnale che arriva mentre la competizione globale si intensifica e i grandi gruppi, insieme ai colossi tecnologici, spingono sempre più sull’IA per ridurre tempi e costi.
COSA FARÀ NOVO NORDISK CON OPENAI
Novo Nordisk ha fatto sapere che integrerà i modelli di OpenAI in tutta la propria attività, con l’obiettivo di analizzare dataset complessi, individuare candidati promettenti e accorciare il percorso che porta dalla ricerca al paziente.
I progetti pilota partiranno nelle aree di ricerca e sviluppo, produzione e operazioni commerciali, con un’integrazione completa prevista entro il 2026. “Ci sono milioni di persone che convivono con obesità e diabete e che hanno bisogno di nuove opzioni terapeutiche”, ha dichiarato il Ceo Mike Doustdar, sottolineando come l’IA permetta di identificare schemi invisibili e testare ipotesi più rapidamente.
L’accordo include anche la formazione della forza lavoro globale e si basa su rigorosi standard di protezione dei dati e supervisione umana. “L’obiettivo non è sostituire i nostri scienziati, ma potenziarli”, ha aggiunto Doustdar. Tuttavia, da quando ha assunto il ruolo di Ceo ad agosto, sono stati tagliati circa 9.000 posti di lavoro.
LA CORSA CONTRO ELI LILLY E IL RUOLO DELL’IA
La partnership si inserisce in una fase di forte competizione nel mercato dei farmaci contro l’obesità, dove Novo cerca di recuperare terreno rispetto a Eli Lilly. Dopo aver perso il vantaggio iniziale, l’azienda danese punta ora sulla versione orale di Wegovy e su nuovi trattamenti, mentre Lilly ha recentemente ottenuto l’approvazione negli Stati Uniti per la pillola Foundayo.
Intanto, gli analisti prevedono che il mercato globale dei farmaci dimagranti supererà i 100 miliardi di dollari annui nel prossimo decennio, rendendo cruciale ogni accelerazione nei processi di sviluppo. In questo contesto, l’IA viene già utilizzata per ottimizzare attività come la selezione dei pazienti e dei siti per le sperimentazioni cliniche, ambiti in cui i benefici risultano immediati.
E infatti sia Novo che Lilly hanno stretto accordi con Nvidia per la scoperta e lo sviluppo di nuovi farmaci.
AMAZON ENTRA NELLA RICERCA FARMACEUTICA
Parallelamente, anche i grandi gruppi tecnologici rafforzano la loro presenza. Amazon Web Services, per esempio, ha lanciato Amazon Bio Discovery, una piattaforma che consente agli scienziati di eseguire workflow complessi senza scrivere codice, utilizzando modelli biologici capaci di generare e valutare molecole. Il sistema include un agente di IA che supporta nella scelta dei modelli e nell’interpretazione dei risultati, con un flusso integrato che collega direttamente la progettazione alla sperimentazione in laboratorio.
In collaborazione con il Memorial Sloan Kettering Cancer Center, la piattaforma ha già prodotto circa 300.000 nuove molecole di anticorpi, ridotte a 100.000 candidati in poche settimane. AWS sottolinea che l’obiettivo è affiancare gli scienziati, mentre già 19 delle prime 20 aziende farmaceutiche globali utilizzano i suoi servizi cloud.
BIG PHARMA E GLI INVESTIMENTI MILIARDARI NELL’IA
L’accordo tra Novo Nordisk e OpenAI si inserisce in una trasformazione più ampia: negli ultimi anni l’industria farmaceutica ha investito miliardi nell’intelligenza artificiale senza ancora ottenere un farmaco completamente sviluppato con queste tecnologie e pronto per il mercato.
I segnali di cambiamento, però, secondo Quartz, si moltiplicano. Rentosertib di Insilico Medicine, progettato con IA, potrebbe entrare in fase 3 entro 18 mesi, mentre venture capital e startup continuano a rafforzare gli investimenti. Stando a Precedence Research, la spesa globale raggiungerà i 2,51 miliardi di dollari nel 2026 e i 16,49 miliardi entro il 2034, tuttavia, non mancano limiti significativi che vanno dallo sviluppo che può richiedere fino a 15 anni agli alti tassi di fallimento.







