Sanità

Cina, a che punto è il vaccino anti Covid di Sinovac

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Numeri, obiettivi e scenari del vaccino Coronavac della società cinese Sinovac approfonditi dalla Cnn

Nel mondo è in pieno svolgimento la corsa a chi sviluppa per primo un vaccino efficace contro il coronavirus, con decine di programmi e di aziende coinvolte in tutto il pianeta nelle sperimentazioni.

Solo sei di questi programmi hanno raggiunto però la cosiddetta fase 3, l’ultima e la più decisiva perché è quella in cui si conducono test in massa su volontari umani per verificare se il vaccino è efficace e quindi presentarlo per l’approvazione alle autorità regolatrici.

SOLO SEI PROGRAMMI PER IL VACCINO ANTI-COVID HANNO RAGGIUNTO LA FASE 3: TRE SONO IN CINA

I sei programmi sono quello sviluppato congiuntamente da AstraZeneca e l’Università di Oxford, quello su cui sono al lavoro Pfizer e BioNthech, quello americano di Moderna, più tre che hanno luogo in Cina: in questo caso si tratta di due vaccini sviluppati da Sinopharm e di uno, sviluppato da Sinovac, che ha attirato l’attenzione della Cnn in questi giorni perché pare il primo ad essere avviato a produzione.

“Se tutto va bene”, ha detto alla Cnn il direttore delle relazioni di Sinovac, Helen Yang, “potremmo avere dei risultati attorno alla fine dell’anno”.

SINOVAC HA COMINCIATO A LAVORARE SUL VIRUS GIA’ A GENNAIO

L’ottimismo di Sinovac si deve al fatto che l’azienda biotech ha cominciato i propri sforzi  sul Coronavac – nome dato dall’azienda al proprio vaccino – già alla fine di gennaio, vale a dire pochi giorni dopo che l’epidemia era scoppiata a Wuhan e poco prima che si espandesse nel mondo.

Per riuscire a essere il primo della lista, Sinovac sta facendo ogni sforzo possibile. Anzitutto, sta lavorando a stretto contatto con le autorità regolatorie per garantirsi, alla fine del processo, un’approvazione rapida del Coronavac.

PER ASSICURARSI UNA MASSICCIA PRODUZIONE, SINOVAC HA COSTRUITO UN IMPIANTO NUOVO DI 20 MILA METRI QUADRI

In secondo luogo, ha costruito appositamente un nuovo impianto di produzione di 20 mila metri quadri che, una volta ottenuta l’approvazione della  National Medical Products Administration e che la produzione sarà a regime, sarà in grado di sfornare 300 miloni di dosi l’anno.

Per rendere ancora più veloce il processo di sperimentazione del Coronavac, Sinovavc ha anche condotto nella fase preclinica una serie di studi paralleli in modo da selezionare solo quelli che avevano maggiore speranza di successo.

GIA’ A MAGGIO SINOVAC PUBBLICAVA SU “SCIENCE” I RISULTATI DEI SUOI ESPERIMENTI SUGLI ANIMALI

In questo modo già nel mese di maggio così Sinovac è stata in grado di pubblicare nella rivista Science i risultati delle sue sperimentazioni sugli animali da cui emergeva che il vaccino induceva effettivamente anticorpi nei gatti e nei topi.

Un mese dopo, inoltre, Sinovac cominciava la fase 2 della sperimentazione su un campione di 600 volontari, scoprendo anche in questo caso che il vaccino riusciva a sviluppare gli anticorpi dopo 14 giorni dall’inoculazione.

Adesso, come accennato, è in pieno corso la fase 3 delle sperimentazioni, che presenta un problema per Sinovac al quale è però già riuscita a trovare un rimedio.

PER ASSICURARSI UN NUMERO SUFFICIENTE DI VOLONTARI PER LA FASE 3, SINOVAC HA STRETTO UN ACCORDO CON L’ISTITUTO BUTANTAN DI SAN PAOLO

In Cina infatti il numero di casi di Coronavirus è drammaticamente calato, con appena duemila nuove infezioni dall’inizio di giugno. Questo ha costretto Sinovac a stilare un accordo con il Brasile, che al momento è il secondo paese più colpito dall’emergenza. Ne è nata una collaborazione con l’Istituto Butantan di San Paolo dove la fase 3 è iniziata a fine luglio con 9 mila volontari.

I patti naturalmente prevedono che, in cambio di questa collaborazione, il Brasile riceva quanto prima 120 milioni di dosi del vaccino.

Sembrerebbe che in Brasile le cose stiano andando per il meglio, se prestiamo fede alla dichiarazione del presidente  dell’Istituto Butantan, Dimas Covas, secondo il quale il Coronavac ha indotto immunità nel 97% delle persone vaccinate.

Covas è talmemte ottimista da predire che la fase 3 potrebbe terminare già ad ottobre – dando il via ad un processo formale di approvazione che richiederà comunque mesi. Covas predice in ogni caso che i brasiliani disporranno del vaccino già nel mese di gennaio.

SINOVAC HA ANCHE UN PIANO B: UNA SPERIMENTAZIONE DI FASE 3 IN INDONESIA

Sinovac ha in ogni caso anche il suo piano b: un’altra sperimentazione in fase 3 appena avviata in Indonesia con 1.620 volontari. Anche qui, i patti sono chiari: l’indonesiana Bio Farm, partner di Sinovac nel progetto, in una dichiarazione rilasciata lunedì ha rivelato che l’azienda biotech cinese si è impegnata a fornire all’Indonesia 50 milioni di vaccini.

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