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Amazon sbancherà anche nella sanità?

Amazon Sanità

Amazon Pharmacy, Amazon Care, One Medical, Halo e ora Amazon Clinic. Per Jeff Bezos conquistare con il suo gigante dell’e-commerce Amazon il settore della sanità è una priorità assoluta. Ecco come pensa di fare e i muri contro cui potrebbe andare a sbattere (secondo l’Economist)

 

Amazon ha iniziato a puntare sulla sanità nel 2018 e, mentre si appresta a chiudere nei prossimi giorni Amazon Care, ha recentemente annunciato la creazione di un nuovo servizio online, Amazon Clinic, che offrirà assistenza sanitaria virtuale per oltre 20 patologie.

Segno che il gigante dell’e-commerce non ha intenzione di abbandonare il campo. Anzi, i progetti in corso dimostrano la volontà di perseguire quanto annunciato lo scorso luglio dall’amministratore delegato di Amazon, Andy Jassy, il quale ha dichiarato a Business Insider che l’ingresso del colosso di Jeff Bezos nella sanità “è una priorità assoluta” e che potrebbe diventare un “importante fattore di disturbo”. Tuttavia, per l’Economist “potrebbe essere l’impresa più rischiosa che abbia mai fatto”.

Ecco gli acquisti e i servizi con cui sta tentando di portare scompiglio.

L’ACQUISIZIONE DI PILLPACK, DIVENTATA AMAZON PHARMACY

L’avventura di Amazon nella sanità è iniziata nel 2018 con l’acquisizione per 753 milioni di dollari di PillPack, una farmacia online entrata a far parte di Amazon Pharmacy.

Si tratta di un servizio di assistenza sanitaria online che consegna i farmaci al direttamente a casa. In caso di medicine che non richiedono la ricetta basta effettuare l’ordine mentre, se necessaria, il cliente può semplicemente chiedere al proprio medico di inviare direttamente la prescrizione ad Amazon e attendere la consegna. Per i clienti Prime, inoltre, sono disponibili sconti sui prodotti.

L’interesse di Amazon per le cure primarie, di cui generalmente si occupa il medico di famiglia, per l’Economist “è un passo importante ma logico”. Basti pensare che Walgreens, una catena di farmacie, stima che il settore valga 1 trilione di dollari all’anno.

IL FLOP (SECRET) DI AMAZON CARE

Ma non tutti i progetti vanno a buon fine. Ne è un esempio Amazon Care, il programma di assistenza sanitaria da remoto lanciato nel 2019 e di cui questa estate è stata annunciata la fine per il prossimo 31 dicembre. Stando alle parole del vicepresidente di Amazon Health Services, Neil Lindsay, il servizio di telemedicina presentava delle carenze nonostante gli sforzi della società: “Non è un’offerta abbastanza completa per i clienti di grandi dimensioni a cui ci siamo rivolti e non funzionerà a lungo termine”, affermava una nota.

“Deve significare che qualcosa è andato storto nel calcolo”, è stato il commento rilasciato da un consulente sanitario al Washington Post.

Quanto abbia guadagnato Amazon Care non è chiaro.

AMAZON CI RIPROVA CON ONE MEDICAL

Ma morto un Papa se ne fa un altro. Amazon non si arrende e lo scorso luglio ha acquisito (ma l’accordo è ancora da chiudere) per circa 3,9 miliardi di dollari One Medical, un fornitore di cure primarie con circa 800mila membri che offre servizi di teleassistenza online e cliniche fisse.

HALO E ALTRI SERVIZI

Nel 2020 Amazon ha lanciato il suo dispositivo di fitness-tracking Halo, che monitora lo stato di salute di chi lo indossa.

E nel 2021 Amazon Web Services ha lanciato servizi cloud specifici per le aziende del settore sanitario e delle scienze biologiche.

IL NEONATO AMAZON CLINIC

Circa un mese fa, il gigante dell’e-commerce ha annunciato la creazione di Amazon Clinic, un servizio online presente in 32 Paesi, che offre assistenza sanitaria virtuale per oltre 20 patologie, dall’acne alle allergie.

“Una vetrina virtuale che mette in contatto gli utenti con i fornitori di servizi sanitari terzi”, è stata definita da Amazon. Anche Lindsay in questa occasione ha ribadito che l’assistenza sanitaria “è in cima alla lista delle esperienze da reinventare”.

I clienti di Amazon Clinic possono acquistare farmaci da Amazon Pharmacy e l’azienda potrebbe aggiungere ad Halo una funzione che ricordi agli utenti di prendere le medicine. Inoltre, stando all’Economist, Amazon potrebbe istituire delle cliniche nelle filiali di Whole Foods, la catena di supermercati acquisita nel 2017, e potrebbe anche integrare l’assistenza sanitaria in Prime, che oggi conta circa 200 milioni di membri in tutto il mondo.

L’azienda, secondo il settimanale britannico, scommette sul fatto che l’assistenza primaria diventerà sempre più digitale.

CONTRO COSA RISCHIA DI SCONTRARSI AMAZON

Per l’Economist, tuttavia, Amazon rischia di incontrare diversi ostacoli sulla strada. Il primo è che i risultati non siano entusiasmanti, come nel caso di Amazon Care. Poi va considerata la concorrenza: a settembre, per esempio, la farmacia al dettaglio americana Cvs si è aggiudicata l’acquisizione di Signify Health, un grande fornitore di cure primarie, superando l’offerta di Amazon.

Infine, dovrà fare i conti con le autorità di regolamentazione. La Federal Trade Commission, un’agenzia statunitense che promuove la tutela dei consumatori e l’eliminazione e la prevenzione di pratiche commerciali anticoncorrenziali, sta esaminando l’accordo con One Medical. Inoltre, l’acquisizione e il lancio di Amazon Clinic sollevano interrogativi su chi debba essere autorizzato a detenere dati sanitari sensibili.

“I tentativi di Amazon di sconvolgere l’assistenza sanitaria saranno soggetti a un intenso controllo. Tuttavia, dovrebbe avere un effetto positivo sull’assistenza sanitaria in America”, conclude il settimanale.

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