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Streeting sfida Starmer: chi è e cosa pensa l’ambizioso centrista del Labour

Il ministro della Salute britannico, Wes Streeting, si prepara a dimettersi e a sfidare Keir Starmer per la leadership del Labour. Il profilo del laburista anti Starmer

Il ministro della Salute Wes Streeting è pronto a rassegnare le dimissioni e a lanciare una sfida diretta a Keir Starmer per la leadership del Labour.

Il gesto, riferito da più fonti nelle ultime ore, rischia di aprire una guerra interna che paralizzerebbe il governo e di cui si è avuto un breve assaggio ieri mentre il Re Carlo III leggeva il discorso del trono.

Il duello mette in luce non solo la crisi di autorità di Starmer dopo la pesante sconfitta alle elezioni locali, ma anche il profilo di un politico di 43 anni, abile comunicatore e riformista di destra, considerato da molti il talento generazionale del partito.

La sfida aperta

Come riporta Reuters, Streeting ha incontrato Starmer a Downing Street per meno di venti minuti ieri mattina, poco prima della cerimonia del King’s Speech.

Subito dopo sono circolate le voci di dimissioni e di una candidatura imminente, con il Times che ha dato per primo la notizia. Un portavoce del ministro non ha smentito la possibilità di un passo indietro per lanciare la corsa alla leadership.

La BBC ricorda che Streeting avrebbe bisogno di almeno 81 nominativi di deputati Labour per far scattare formalmente il contest. I suoi alleati hanno lavorato sottotraccia per giorni, telefonando ai colleghi e assicurando che “lui pensa di avere i numeri”, nonostante lo scetticismo di alcuni osservatori.

Starmer, dal canto suo, ha riunito ministri e deputati per avvertirli: “Non possiamo permettere che un contest ci getti nel caos”.

Wes Streeting, il ragazzo dell’East End con l’ambizione di Blair

Nato il 21 gennaio 1983 a Stepney, un quartiere popolare dell’East London, Streeting ha un percorso che mescola storie di riscatto e pragmatismo centrista.

Cresciuto in un quartiere popolare di edilizia pubblica a Tower Hamlets, ha vissuto un’infanzia segnata da difficoltà economiche e instabilità familiare.

Da ragazzo ha frequentato la Westminster City School, una scuola statale comprensiva, e ha ricevuto pasti gratis a scuola a causa delle condizioni economiche della famiglia.

È stato il primo della sua famiglia a frequentare l’università: ha studiato Storia al Selwyn College dell’Università di Cambridge, laureandosi nel 2004. Durante gli anni universitari è stato presidente dell’Unione Studentesca dello stesso ateneo. È stato anche presidente della National Union of Students.

Ha sempre lavorato per mantenersi svolgendo impieghi nel retail e ha iniziato la carriera professionale nel settore del volontariato e delle organizzazioni no-profit, prima di entrare in politica.

Streeting è gay e convive dal 2013 con Joe Dancey, consulente di comunicazione e public affairs, con cui è fidanzato da anni. Ha parlato apertamente delle difficoltà nel conciliare la sua fede cristiana (è anglicano praticante, con influenze evangeliche) con l’orientamento sessuale. Per anni ha cercato di “non essere gay”, un percorso che definisce doloroso, prima di accettarsi pienamente.

Eletto deputato nel 2015, è considerato da ammiratori e critici uno dei migliori comunicatori del governo. Il Financial Times ricorda le sue frasi taglienti: dal celebre avvertimento che “invece di un Paese con un NHS, rischiamo di avere un NHS con un Paese attaccato” fino alla risposta piccata a chi tramava contro di lui da Downing Street.

Ha pubblicato un’autobiografia nel 2023 in cui racconta come la sua vita sia stata salvata da una abbondante colazione inglese che convinse la madre a non abortire.

A 43 anni – la stessa età di Blair e Cameron quando divennero premier – incarna un laburismo blairiano, favorevole al mercato e sospettoso verso i grandi monopoli pubblici, che lo rende atipico nel partito attuale.

I suoi sostenitori lo definiscono “talento generazionale”, come ha detto l’ex ministro Zubir Ahmed, mentre i detrattori lo accusano di essere un calcolatore ambizioso e talvolta indeciso.

I risultati al Ministero della Salute

Streeting guida uno dei dicasteri più difficili, con un NHS sotto stress cronico. Ha ottenuto un aumento di bilancio da 29 miliardi di sterline, ma i tempi di attesa restano elevati: oltre 6 milioni di pazienti in lista per 7,2 milioni di trattamenti.

Come evidenzia il Financial Times, le liste si stanno riducendo a ritmi non superiori a quelli del governo conservatore precedente, e l’obiettivo ambizioso del 92% di pazienti trattati entro 18 settimane entro le prossime elezioni appare difficile da centrare.

Giovedì sono attesi i dati ufficiali sul target di marzo. Streeting sostiene di essere sulla strada per il risanamento più efficace della storia dell’NHS, ma molti esperti e manager sanitari rimangono scettici.

Ha promesso una riforma decennale centrata su prevenzione, cure territoriali e digitale, e ha presentato un Health Bill per abolire NHS England e ridurre i manager.

Critici come Thea Stein del think-tank Nuffield Trust intervistata dal FT notano progressi lenti sulla soddisfazione pubblica e trade-off complicati in tempi di risorse scarse. Il ministro ad esempio non è ancora riuscito a chiudere definitivamente la vertenza con i medici nonostante l’aumento retributivo del 22%.

Un partito diviso e un premier in difficoltà

La mossa di Streeting arriva dopo le pesanti perdite alle elezioni locali e regionali della scorsa settimana. Oltre un quinto dei deputati Labour, inclusi due ministri di gabinetto, ha chiesto a Starmer di farsi da parte.

Il premier ha provato a rilanciare con il King’s Speech, annunciando misure su crescita, energia, difesa e riforme come la nazionalizzazione di British Steel e legami più stretti con l’Ue, ma l’attenzione è rimasta altrove.

La leader conservatrice Kemi Badenoch ha sfruttato il momento, ironizzando sul fatto che Streeting fosse “un po’ distratto ultimamente” e accusando Starmer di essere “in carica ma senza potere”.

Come riporta Bloomberg, il possibile scontro apre la porta a una campagna prolungata che rischia di paralizzare l’azione di governo in un momento di crescita debole, inflazione in rialzo e tensioni internazionali.

I rischi di una guerra fratricida

Se Streeting, esponente della destra blairiana, dovesse formalizzare la sfida, scatterebbe la corsa tra le varie anime del partito.

Sulla cosiddetta “soft left” si guarda ad Andy Burnham, popolare ma senza seggio parlamentare al momento, o a figure come Angela Rayner ed Ed Miliband.

Il Guardian riferisce di un frenetico lavoro della sinistra per trovare un candidato in grado di fermare Streeting, temuto come potenziale “Owen Smith” di questa stagione – ovvero un sfidante che finisce per autodistruggersi.

C’è chi teme un “free-for-all” con personaggi fuori dagli schemi come Yvette Cooper o John Healey. Gli investitori osservano con nervosismo: un premier più a sinistra potrebbe significare politiche fiscali più espansive, mentre Streeting è visto come più prudente sui conti pubblici.

La partita è aperta e potenzialmente lunga. Starmer ha ribadito la volontà di resistere, ma il suo appello a un “governo laburista urgente e attivista” rischia di restare soffocato dal rumore interno.

Streeting, con il suo mix di carisma, ambizione e pragmatismo, ha deciso di giocarsi tutto.

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