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Che cosa significa in Usa l’alleanza fra T-Mobile ed Ericsson

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Usa ed Europa alleate nel 5G, a discapito della Cina: Ericsson e T-Mobile firmano accordo da 3,5 miliardi di dollari per le reti di nuova generazione. Articolo di Giusy Caretto

Ericsson e T-Mobile, terzo operatore mobile Usa dopo At&t e Verizon, con 75 milioni di clienti, hanno siglato un accordo pluriennale da 3,5 miliardi di dollari per la fornitura di apparecchiature 5G per lo sviluppo delle nuove reti negli Usa.

Ericsson, azienda svedese, rifornirà la società americana. Ad influire sulla firma di questo accordo (e magari sugli accordi futuri) potrebbe essere stata anche la guerra commerciale che si è scatenata negli ultimi mesi tra Usa e Cina a colpi di dazi e sfide (anche sul 5G), secondo alcuni osservatori. Ma andiamo per gradi.

L’ACCORDO

La società svedese, secondo l’intesa, fornirà a T-Mobile le ultime soluzioni hardware e software New Radio (NR) compatibili con gli standard fissati dalla 3GPP, con l’obiettivo di potenziare le reti Lte e Lte Advanced nazionali esistenti dell’azienda di telecomunicazione. Nel contratto, da 3,5 miliardi, sono inclusi anche i servizi digitali, compresi i sistemi di orchestration dinamica e Ericsson Cloud Core.

“Abbiamo recentemente deciso di aumentare i nostri investimenti negli Stati Uniti per essere più vicini ai nostri principali clienti e supportarli meglio con le loro implementazioni nel settore 5G; contribuendo a portare internet superveloce nella vita per i consumatori e le imprese in tutto il paese”, ha detto in una nota Niklas Heuveldop, presidente e responsabile di Ericsson North America. “Questo accordo segna un importante traguardo per entrambe le società. Siamo entusiasti della nostra partnership con T-Mobile, supportandoli neò rafforzare, ampliare e velocizzare l’implementazione della loro rete 5G a livello nazionale “.

LA GUERRA USA-CINA

L’alleanza Usa-Europa, sul fronte del 5G, sembra essere una risposta alla guerra commerciale in atto sull’asse Washington-Pechino.

Mentre l’America di Donald Trump valuta se fare scattare dazi fino al 25% su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi, Pechino vuole chiedere all’Organizzazione mondiale del commercio (World Trade Organization) il permesso di imporre sanzioni contro gli Stati Uniti per 7 miliardi di dollari l’anno, con l’accusa che Washington non rispetti le regole sul dumping. Non mancheranno, ovviamente, anni di scontri legali che logoreranno i due Paesi (spaventando anche gli investitori).

TREGUA?

Che Donald Trump sia alla ricerca di una tregua? Si vocifera, infatti, di un possibile ritorno alle trattative da parte di Pechino e Washington per espressa richiesta dell’inquilino della Casa Bianca.

L’OMBRA DEL 5G

Forse, più che una tregua, sta cercando di prendere tempo Donald Trump: diciamocelo, non è certo il tipo che si fa intimorire. E poi, dietro la guerra dei dazi, si nasconde l’ombra di un progetto ben più ampio.

La Casa Bianca, per la strategia America First, tanto sponsorizzata da Donald Trump in campagna elettorale sembra voglia frenare lo sviluppo della Cina, anche e soprattutto sul fronte della tecnologia 5G e dell’intelligenza artificiale, che faranno la differenza per la società di domani (sanità, mobilità, infrastrutture intelligenti e comunicanti).

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