Caro direttore,
ho letto il tuo tweet di oggi sull'”articolone”, come scrivi, del Corriere della Sera in cui ironicamente sottolinei i “meritati elogi – tante volte ripetuti – per Carlo Cimbri, numero uno del gruppo banco-assicurativo Unipol” evidenziando che “nell’articolo manca solo un dettaglio di nessunissimo conto, davvero irrilevante: Unipol è azionista di Rcs”.
Interessante articolone del Corriere della Sera (Rcs) su Unipol, zeppo di meritati elogi – tante volte ripetuti – per Carlo Cimbri, numero uno del gruppo banco-assicurativo. Molto bene. Nell’articolo manca solo un dettaglio di nessunissimo conto, davvero irrilevante: Unipol è…
— Michele Arnese (@Michele_Arnese) June 10, 2026
Ecco, sento il bisogno di intervenire e dissentire perché Cimbri – azionista o meno di Rcs di Cairo – di meriti a mio avviso ne ha a iosa ed è giusto riconoscerglieli, come del resto sempre oggi il vegliardo ma mai domo Giuseppe Guzzetti sottolinea sulla Stampa. Vorrai forse dirmi che anche lì ci sono conflitti di interessi?
Io non potrei essere più d’accordo, dato che Cimbri non solo è riuscito a trasformare Unipol in una “multiservizi” ma anche e soprattutto a interpretare il cambiamento politico in atto così da scrollarsi di dosso per tempo l’immagine di Gruppo storicamente e unicamente legato alle cooperative rosse emiliane e al mondo quindi di sinistra.
Del resto la Regione stessa, tradizionalmente rossa, ormai tra Lega e Movimento 5 Stelle ha visto le sue cooperative sbiadirsi e non avere tanto padrini politici né essere cinghie di trasmissione della sinistra come in passato. Dunque onore al merito a Cimbri per aver saputo cambiare in corsa. Si potrebbe dire che c’è un certo cerchiobottismo nel suo agire: che sia per questo che piace tanto al Corriere delle Sera? Ah, saperlo…
Quello che è certo, come ti facevo notare già in tempi non sospetti, è che non piace solo dalle parti di via Solferino, ma anche molto da quelle di Dagospia e di Nicola Porro sul Giornale. Riuscire ad avere attenzioni benevole sia dai quotidiani filo governo sia dall’organo dell’antimelonismo militante è da veri numeri uno. E Cimbri di sicuro lo è.
A margine segnalo che alla quinta edizione del Forum del Think Tank della mobilità The Urban Mobility Council promosso dal Gruppo Unipol dedicato al tema della sicurezza stradale che si è tenuto proprio in questi giorni fosse presente pure il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini.
Ma ti dirò di più, direttore. Cimbri è così lungimirante che non solo ha capito prima di tutti come si sarebbe trasformato lo scenario politico italiano, ma ha pure precorso i tempi scommettendo su Twitter appena Elon Musk ci è salito a bordo. Una scommessa fortunata col debutto in Borsa di SpaceX, non manca si sottolineare – guarda caso – Il Giornale: “frutterà al gruppo 180 milioni”. Si legge nel pezzo: “Tra coloro che hanno creduto in Musk c’è stato anche Carlo Cimbri che attraverso il gruppo assicurativo aveva partecipato a un club deal internazionale per permettere al miliardario di acquistare Twitter, oggi X, con un investimento di 100 milioni. Dopo vari passaggi, X è confluita in Space X. […] , in virtù della prossima Ipo di Space X, potrebbe arrivare a valere oggi 280 milioni: in pratica, una plusvalenza teorica di 180 milioni”.
Intesa Sanpaolo e Unipol sono le migliori in Italia. Entrambe hanno investito in X e SpaceX che si quota in borsa venerdì e faranno molti soldi. Antitesi il pubblico, come Cassa depositi e prestiti, incapace di investire nel futuro come stanno facendo i migliori fondi sovrani
— Andrea Stroppa 🐺 Claudius Nero's Legion 🐺 (@andst7) June 9, 2026
Lo stesso Andrea Stroppa, referente di Musk in Italia, spende buone parole per il Gruppo e tira le orecchie ancora una volta a chi orbita dalle parti del Governo, prendendosela con Cdp “incapace di investire nel futuro”.
Cimbri, invece, sì che sa investire e cogliere segnali dal futuro, da buon uomo che ha imparato a governare venti e maree per restare a galla in tutte le stagioni, politiche e non solo…
Un saluto,
Francis Walsingham





