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Tutte le grane legali dei vertici di Samsung

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Samsung frode

Il vicepresidente di Samsung Electronics, Lee Jae-yong, erede dell’impero tecnologico sudcoreano, è sotto indagine con l’accusa di aver manipolato i corsi delle azioni nell’ambito di una fusione fra due società del gruppo nel 2015

 

Nuova grana con la giustizia per il leader di Samsung. Martedì i pubblici ministeri sudcoreani hanno incriminato Lee Jae-yong, il capo de facto del gruppo Samsung per accuse di frode contabile e manipolazione del prezzo delle azioni relative a una fusione del 2015.

Si tratta di un nuovo colpo al capo di una delle più rilevanti aziende dell’Asia. L’incriminazione di Lee Jae-yong del 2017 per corruzione ha portato all’impeachment dell’ex presidente Park Geun-hye.

Samsung è il più grande gruppo tecnologico in Corea del Sud, con un giro di affari che rappresenta un quinto del Pil del Paese.

Secondo il Financial Times l’ultima escalation della lunga saga legale che coinvolge Samsung ha suscitato preoccupazione tra gli investitori internazionali.

Eppure le azioni delle principali società Samsung sono rimaste sostanzialmente invariate dopo l’annuncio. Samsung Electronics è cresciuta dello 0,4% e Samsung C&T è cresciuta del 2,3%.

Tutti i dettagli.

NUOVA ACCUSA PER LEE

Il vicepresidente di Samsung Electronics, nome occidentale Jay Y. Lee, è sotto indagine con l’accusa di aver manipolato i corsi delle azioni nell’ambito della controversa fusione delle due affiliate Samsung C&T e Cheil Industries nel 2015.

L’indagine dei magistrati coreani riguarda anche 10 fra dirigenti attuali ed ex. Secondo l’accusa, Lee e gli altri manager hanno in quella occasione messo in atto “uno schema sistemico per prendere il controllo del gruppo Samsung al minor costo”. Utilizzando la pratica di transazioni scorrette, ha detto l’accusa, dispiegando “varie transazioni sleali”.

INCARCERATO NEL 2017

Jay Y. Lee, figlio del presidente del gruppo Lee Kun-hee, è alla guida di Samsung dal 2014 dopo che suo padre ha subito un attacco di cuore.

Nel 2017 i pm hanno incriminato Lee per aver versato tangenti a un amico intimo dell’allora presidente sudcoreano Park Geun-hye in cambio del sostegno del governo per assicurarsi così la leadership.

Lee è stato incarcerato per circa un anno, fino al suo rilascio nel febbraio 2018, per il suo ruolo nello scandalo di corruzione.

FALSA DIVULGAZIONE E FRODE CONTABILE

La nuova accusa è correlata e si concentra sul fatto che Lee e Samsung abbiano usato mezzi illegali per aiutarlo a prendere il controllo del gruppo fondato da suo nonno. La fusione da 8 miliardi di dollari tra le due unità del gruppo Samsung C&T Corp e Cheil Industries nel 2015 è stata vista come la chiave per aumentare il controllo di Lee sul gruppo.

I pubblici ministeri hanno anche affermato che Lee e altri dirigenti Samsung hanno collaborato per gonfiare le attività di Samsung BioLogics Co Ltd per evitare critiche sul fatto che la fusione fosse stata concordata a condizioni favorevoli agli azionisti di Cheil Industries, di cui Lee era il maggiore azionista. Cheil era uno dei principali azionisti di BioLogics.

“Abbiamo preso in considerazione la gravità della questione, che ha disturbato l’ordine del mercato dei capitali”, ha detto Lee Bok-hyun, procuratore capo presso l’ufficio dei procuratori del distretto centrale di Seoul.

LA DIFESA DI LEE

Gli avvocati di Jay Y Lee hanno negato le accuse in una dichiarazione, definendo ingiusta l’accusa, ma hanno detto che gli imputati “parteciperanno coscienziosamente” a un processo.

COSA AVEVA DECISO UN GIURIA INDIPENDENTE A GIUGNO

Lee non sarà arrestato poiché un tribunale di Seoul ha negato a giugno una richiesta dei pubblici ministeri per un mandato di arresto.

I pubblici ministeri hanno deciso di incriminare Lee nonostante la raccomandazione di un comitato civile indipendente a giugno contro tale azione. La decisione della giuria non era vincolante, ma rifletteva un certo sostegno pubblico per l’azienda più importante del paese.

I TIMORI DEGLI INVESTITORI

Come riporta il Financial Times, le recenti accuse hanno riportato sotto i riflettori la successione alla leadership di Samsung e l’opaca corporate governance proprio mentre il gruppo è alle prese con le ricadute economiche della pandemia di coronavirus.

“In qualità di azionista, siamo preoccupati per le lunghe controversie legali e le incertezze”, ha affermato Park Yoo-kyung, consulente di APG Asset Management, il fondo pensione olandese, sentito dal Ft.

Anche un gestore degli investimenti di un hedge fund statunitense ha avvertito che gli ultimi problemi legali potrebbero distrarre il signor Lee dal concentrarsi sulle opportunità di crescita di Samsung. “Anche se le operazioni quotidiane non saranno influenzate, l’aumento dei problemi legali potrebbe rallentare il processo decisionale di Samsung su questioni importanti come le grandi acquisizioni” ha dichiarato al Ft.

NON PIÙ IL PRIMO PRODUTTORE DI SMARTPHONE AL MONDO

Non va dimenticato che Samsung ha perso anche lo scettro di leader mondiale per le vendite di smartphone quest’estate. Nel secondo trimestre del 2020 Huawei ha superato infatti il produttore sudcoreano, secondo la stima di Canalys, società di analisi specializzata nel settore tecnologico. A dispetto della lunga campagna di pressioni statunitensi contro Huawei, il gruppo delle tlc di Shenzhen ha consegnato 55,8 milioni di dispositivi, a fronte dei 53,7 milioni di pezzi di Samsung.

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