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Tutte le cose turche fra Turchia, Grecia, Cipro e Francia su Eastmed e non solo

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EastMed

Le mosse di Parigi anti Turchia nel grande gioco del Mediterraneo Orientale. Le tensioni fra Turchia e Grecia. Il ruolo dei giacimenti di Cipro. E il dossier Eastmed. L’articolo di Marco Orioles

La Francia, riferisce il Guardian, invierà navi militari a pattugliare il Mediterraneo Orientale e, in particolare, le acque nei pressi di Cipro.

È quanto ha deciso il presidente Emmanuel Macron dopo aver ricevuto a Parigi il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis, precipitatosi in Europa per ottenerne il sostegno di fronte ai reiterati atti ostili del rais turco Recep Tayyip Erdogan.

Mitsotakis ha espresso profonda gratitudine nei confronti del capo dell’Eliseo, sottolineando durante la conferenza stampa congiunta come le navi francesi in partenza per il Mediterraneo rappresentino i “garanti della pace”.

Una pace che Mitsotakis preferirebbe perseguire attraverso “la giustizia internazionale”, da lui definita “l’unico modo per risolvere le differenze nel Mediterraneo Orientale”. Ma giacché è proprio la giustizia ad essere messa a repentaglio dalle mosse turche, ecco che Francia e Grecia si ripromettono – per dirla con le parole del premier greco – di cementare “una nuova cornice di difesa strategica”.

L’intervento di Parigi al fianco dei greci in difficoltà è stato apertamente rivendicato da Macron, che parlando al fianco del premier greco ha espresso la sua “preoccupazione per l’attuale comportamento della Turchia” ben esemplificato, tra le altre cose, “dall’arrivo di mercenari siriani sul suolo libico” in aperta violazione degli accordi presi durante la conferenza di Berlino.

Ma più che le ingerenze turche nella lontana Libia, sono quelle che Ankara fa in casa greca a inquietare Atene (e Parigi). Non è passato molto tempo da quando il ministro della Difesa turco Hulusi Akar ha preteso dalla Grecia, che ha respinto la richiesta al mittente, la demilitarizzazione di 16 isole del mar Egeo. E sono in continuo aumento i casi di violazione dello spazio aereo greco da parte di jet militari turchi.

Sono tutte provocazioni che fanno salire la tensione tra i due alleati Nato, al punto da spingere il ministro greco della Difesa, Nikos Panagiotopoulos, a dichiarare che le forze armate da lui guidate “stanno valutando tutti gli scenari, incluso quello di un impegno militare”.

Tra i motivi di attrito tra i due Paesi vicini, spicca in questo periodo la disputa sui diritti di esplorazione nelle acque di Cipro e quelli sullo sfruttamento dei giacimenti di gas rinvenuti non lontano dall’isola che dal lontano 1974 è occupata per metà dalla Turchia.

Rigettando le pretese turche, il governo di Nicosia ha deciso di tirare diritto con i suoi progetti che lo vedono in partnership con varie compagnie energetiche, tra cui Total ed Eni. Erdogan, dal canto suo, ha risposto minacciando di inviare nelle acque cipriote nuove navi a effettuare prospezioni indipendenti, e passando più di una volta dalle parole ai fatti – cosa che ha fatto anche in questi giorni, come illustrano i tweet dell’analista Marco Florian, general manager di MED 2025.

https://twitter.com/marcoflorianmed/status/1223321933888008194?s=11

https://twitter.com/marcoflorianmed/status/1223604849155153922?s=11

Per inciso, i comportamenti della Turchia le hanno recentemente attirato anche la condanna del nostro ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che in un colloquio con il suo omologo turco, Mevlut Cavusoglu, gli avrebbe espresso “la preoccupazione dell’Italia per la presenza di navi turche impegnate in attività di perforazioni non autorizzate a sud della Zona economica esclusiva di Cipro” a proposito anche del dossier Eastmed.

Ad esacerbare una situazione già pesante ci ha pensato poi l’intesa raggiunta a fine novembre tra Turchia e Governo di Tripoli per la nuova delimitazione delle rispettive zone economiche di interesse esclusivo nel Mediterraneo orientale.

Una mossa che Macron, ricevendo a Parigi Mitsotakis, ha deplorato “nei termini più chiari”, visto e considerato che si tratta – come molti hanno correttamente osservato – di un attacco frontale agli interessi energetici di Grecia e Cipro, ma anche di Egitto, Israele. E dell’Italia.

Nel mirino di Erdogan, in effetti, c’è un progetto faraonico come Eastmed – il gasdotto che dovrebbe collegare i giacimenti di gas nei mari di Israele e di Cipro con l’Italia, passando per la Grecia – dal quale Ankara è esclusa. Un progetto che l’intesa turco-libica mette a repentaglio in quanto, come ha sottolineato Start Magazine, fa diventare la Turchia “il Paese a cui proprio Cipro, Israele e Grecia dovrebbero chiedere il nullaosta per far approdare il gasdotto Eastmed (…) sulle coste greche”.

Resta da vedere ora se la contromossa di Atene e Parigi sortirà gli effetti sperati sul Sultano di Ankara. Vi è tuttavia già qualcuno che nutre dei dubbi, ed è proprio Florian, che con un puntuto thread Twitter ieri ha messo in evidenza tutte le ambiguità di Parigi.

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