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Tensioni tra Lega e Fratelli d’Italia sulla presidenza del Copasir

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Copasir

Perché ci sono divergenze fra Lega di Salvini e Fratelli d’Italia di Meloni sulla presidenza del Copasir (comitato per la sicurezza della Repubblica). Fatti, nomi, indiscrezioni e pareri di giuristi (in maggioranza favorevoli alla posizione di Fratelli d’Italia)

“La legge istitutiva del Copasir ne affida la presidenza all’opposizione. Non vedo come qualcuno possa pensare di violare in modo palese una legge molto chiara”. È stata netta Giorgia Meloni nel commentare, all’AdnKronos, la polemica tutta interna al centro destra sullo stallo nell’organismo parlamentare di controllo dei servizi segreti attualmente presieduto dal leghista Raffaele Volpi. Il nome scelto da Giorgia Meloni per il ruolo di presidente del Copasir è quello del senatore Adolfo Urso, presidente di Farefuturo e attualmente vicepresidente del Copasir. 

Cos’è il Copasir

Il Copasir, Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, è un organo del Parlamento della Repubblica che esercita il controllo parlamentare sull’operato dei servizi segreti italiani. Il Copasir verifica che l’attività del Sistema di informazione per la sicurezza svolga le sue attività nel rispetto della Costituzione e delle leggi, nell’esclusivo interesse della Repubblica. È stato istituito nel 2007 in sostituzione del precedente Copaco (Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti). Ha una composizione bicamerale, è cioè formato da da 5 senatori e 5 deputati scelti in maniera da garantire la rappresentanza paritaria della maggioranza e delle opposizioni. La legge di riforma del comparto intelligence 124 del 2007, prevede, all’art. 30, che la presidenza e metà dei componenti del comitato spettino a forze politiche dell’opposizione.

Il precedente di Massimo D’Alema

La legge, dunque, parla chiaro. Essendo Fratelli d’Italia l’unica forza parlamentare di opposizione la presidenza spetterebbe, de plano, al partito di Giorgia Meloni. Dal Carroccio però stanno facendo resistenza non volendo cedere una poltrona di assoluta rilevanza all’interno dell’impianto istituzionale. A supporto della sua tesi il partito guidato da Matteo Salvini, alcuni esperti citano il caso di Massimo D’Alema il cui partito, nel corso del Governo Monti, passò dall’opposizione al governo ma l’ex ministro degli Esteri mantenne la poltrona del Copasir. Fa notare un addetto ai lavori: a onor del vero all’epoca Massimo D’Alema si dimise, successivamente gli uffici di presidenza delle Camere deliberarono, con il consenso della Lega, che essendo quello di Monti un governo esclusivamente tecnico senza ministri o sottosegretari politici e senza nemmeno parlamentari, poteva restare. “Il precedente non è calzante, perché i ministri di quel governo erano tecnici – ha detto Giorgia Meloni all’AdnKronos -. Oggi, invece, abbiamo una situazione nella quale il presidente del Copasir dovrebbe vigilare su ministri della sua stessa maggioranza o, in alcuni casi, del suo stesso partito”.

Il costituzionalista Curreri: la presidenza del Copasir spetta a FdI

La questione travalica l’ambito politico per finire sul banco dei costituzionalisti. “Dal punto di vista legislativo non c’è dubbio che la presidenza del Copasir spetti a FdI, perché è l’unico partito che ha votato contro la fiducia al governo Draghi – dice il costituzionalista Salvatore Curreri, docente dell’Università Kore di Enna, all’AdnKronos -. Lo ripeto, bisogna partire dal presupposto che legislativamente parlando la ratio è chiara: trattandosi di una Commissione di controllo, la sua guida va a un membro dell’opposizione. Poi, se le forze politiche ritengono, come hanno fatto nel caso di D’Alema con il governo Monti, che il presidente attuale goda di una stima bipartisan e Fdi è d’accordo, allora le cose possono anche rimanere come sono”. Per procedere in tal senso è necessario l’accordo con il partito di Giorgia Meloni, che al momento sembra mancare. “In questa vicenda il diritto di veto ce l’ha solo Fdi – precisa il costituzionalista -. Se Fdi non ci sta e rivendica la presidenza del Copasir, i presidenti di Camera e Senato non possono fare altro che dar corso a questa richiesta”. 

Carrino (giurista): “Il precedente di D’Alema non vale”

“Non vale un precedente, non può mettere da parte una norma di legge”, ha sottolineato il professor Agostino Carrino, ordinario di Istituzioni di diritto pubblico all’Università di Napoli Federico II. “La ratio della norma, infatti, ha una funzione di garanzia da parte del Parlamento che è prioritaria e non può certo essere derogata da una decisione che non sia presa all’unanimità da tutte le forze politiche – continua il giurista all’AdnKronos -. Solo con l’accordo di tutti i partiti si può derogare la norma che attribuisce la presidenza del Copasir all’opposizione.

Prof. Baldassarre: “Caso D’Alema prassi contraria alla norma”

Il caso di D’Alema con il governo Monti fu una prassi contraria alla norma di legge quindi “è nulla e non può essere considerata come un precedente”, ha rimarcato il professore Antonio Baldassarre, presidente emerito della Corte Costituzionale all’AdnKronos. Anche Baldassarre invoca l’accordo unanime tra tutti i partiti per derogare alla norma che impone di assegnare la presidenza del Copasir all’opposizione. “Nel caso D’Alema – ha detto il giurista all’Adnkronosci fu un accordo di tutte le forze politiche che decisero di non applicare la norma. Non si tratta di una prassi conforme alla norma ma di una prassi contraria alla norma e quindi nulla. E non vale come precedente. Va applicata la legge, punto e basta”. 

Nicola Lupo: “La prassi ha previsto eccezioni”

Una voce dissonante tra gli esperti è stata quella quella di Nicola Lupo, professore di Diritto parlamentare alla Luiss e già consigliere istituzionale dell’ex ministro dell’Economia e delle finanze, Giovanni Tria, nominato pochi giorni fa dal ministro leghista allo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, consulente economico sul dossier vaccini per la produzione industriale nazionale. Secondo il prof. Lupo la natura di governo di “unità nazionale” può consentire una deroga alla normativa. “Sulla presidenza del Copasir a un esponente dell’opposizione esiste un vincolo piuttosto rigido – ha detto Lupo a Formiche.net -, ma si riferisce al momento dell’elezione. E la prassi ha previsto eccezioni”.

La composizione dell’organismo di garanzia 

La questione della presidenza del Copasir va tenuta distinta da quella della composizione dell’organismo di garanzia che, a norma di legge, dovrebbe essere composto da cinque esponenti dell’opposizione e cinque della maggioranza. “Se l’opposizione non ha cinque rappresentanti come mi sembra in questo caso, ad impossibilia nemo tenetur…”, ha sottolineato il prof. Baldassarre. “Sovrarappresentare FdI con l’assegnazione della presidenza e di cinque membri del Copasir mi sembra eccessivo – ha chiosato il prof. Curreri all’AndKronos -. Si può, invece, lasciare tutto così com’è e, a maggior ragione, attribuire la presidenza al partito della Meloni, a patto che per forze politiche abbiano il buon senso di accogliere tutte le richieste avanzate da FdI”. Serve, ha concluso il professor Curreri, “un patto della serie a cortesia si risponde con cortesia”.

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