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Ecco perché gli Stati Uniti continuano a vendere armi all’Arabia Saudita

Saudita

L’analisi di Giuseppe Gagliano

 

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha approvato il suo primo importante accordo sulle armi al Regno dell’Arabia Saudita sotto il presidente Joe Biden, con la vendita di 280 missili aria-aria del valore fino a 650 milioni di dollari.

Il pacchetto includerebbe 280 missili aria-aria avanzati a medio raggio AIM-120C-7/C-8 (AMRAAM), 596 lanciatori missilistici LAU-128 (MRL) insieme a contenitori e attrezzature di supporto, pezzi di ricambio e supporto tecnico. L’appaltatore principale sarà Raytheon Technologies.

Se approvato, l’accordo sarebbe la prima vendita all’Arabia Saudita da quando l’amministrazione Biden ha adottato una politica di vendita solo armi difensive all’alleato del Golfo.

Il Dipartimento di Stato aveva approvato la vendita il 26 ottobre, ha detto un portavoce, aggiungendo che la vendita di missili aria-aria arriva dopo “un aumento degli attacchi transfrontalieri contro l’Arabia Saudita nell’ultimo anno”.

La vendita “è pienamente coerente con l’impegno dell’amministrazione di porre fine al conflitto nello Yemen”, ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato in una dichiarazione. I missili aria-aria assicurano che “l’Arabia Saudita abbia i mezzi per difendersi dagli attacchi aerei Houthi sostenuti dall’Iran”, ha specificato.

Dopo le relazioni amichevoli dell’amministrazione Trump con Riyadh, l’amministrazione Biden ha ricalibrato il suo approccio all’Arabia Saudita sulle preoccupazioni sui diritti umani e sulla guerra nello Yemen.

Due considerazioni semplici e laconiche. La prima: l’impatto delle armi non contribuisce in modo rilevante al peggioramento delle condizioni ambientali attuali? Le nazioni europee e non che si riuniscono per decidere i destini ambientali del mondo non sono anche fra i principali produttori ed esportatori di armi?

La seconda considerazione: davvero era pensabile – era realisticamente pensabile – che dopo oltre mezzo secolo di rapporti nel campo petrolifero e nel campo di armamenti tra Arabia Saudita e Stati Uniti l’attuale amministrazione Biden decidesse di attuare un cambio di rotta a 360 gradi? La risposta l’avevamo già esplicitata in un articolo proprio su queste pagine. E non solo.

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