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Serie A, ecco la vera guerra tra società di calcio su Sky-Dazn

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Come si dividono le società di calcio di serie A sui diritti tv. Fatti, nomi, numeri e ricostruzioni

 

Dallo scontro sul rettangolo di gioco a quello nelle aule dell’assemblea di Lega: i club di A si dividono sul tema fondi e diritti tv.

Mai come quest’anno, a causa delle difficoltà economiche, le società del massimo campionato italiano di calcio sentono il peso delle decisioni da prendere in materia di cessione dei diritti tv e al possibile ingresso della cordata di private equity formata da Cvc, Advent e Fsi nella media company delle Serie A. L’importanza di queste scelte ha infuocato il clima delle ultime assemblee di Lega creando due schieramenti distinti: le sette sorelle e il club dei 9.

CHE COSA E’ SUCCESSO OGGI ALL’ASSEMBLEA DELLE SQUADRE DI SERIE A

Niente da fare per l’assegnazione dei diritti audiovisivi della Serie A per le stagioni 2021-24. Nella assemblea svoltasi questa mattina in video collegamento, i club hanno votato sulle offerte arrivate da Dazn e da Sky Italia senza raggiungere la maggioranza utile all’assegnazione: 11 i voti favorevoli all’offerta di Dazn, 9 gli astenuti. In una nota la Lega di Serie A ha precisato che la trattazione del tema proseguira’ in una nuova assemblea, prevista per la prossima settimana.

LE (NUOVE) SETTE SORELLE E IL CLUB DEI 9 IN SERIE A

A lungo, nel racconto di questo campionato, si è parlato delle “sette sorelle” pronte a darsi battaglia per il titolo (Milan, Inter, Roma, Lazio, Atalanta, Napoli e Juventus). In assemblea invece, le “nuove” sorelle (Milan e Roma sono state sostituite da Fiorentina e Verona) hanno deciso di mettere da parte i rancori del campo per fare fronte comune su temi centrali come diritti tv e ingresso dei fondi nella media company.

Dopo due assemblee in cui non si è arrivati ad una decisione, questi club hanno inviato una lettera al presidente della Lega di A, Paolo dal Pino, chiedendogli di rompere ogni indugio e accettare l’offerta di Dazn (840 milioni all’anno per 7 partite in esclusiva e 3 in coabitazione che potrebbero portare altri 70 milioni nelle casse delle società) per i diritti audiovisivi del triennio 2021-2024.

Il club dei 9, formato da Roma, Bologna, Torino, Crotone, Genoa, Sampdoria, Sassuolo, Benevento e Spezia, non convinto dall’offerta di Dazn, più sotto il profilo della copertura streaming nazionale e internazionale che dall’aspetto economico, ha risposto con un’altra lettera indirizzata a Dal Pino confutando accuse mosse dalle sette sorelle. Nella risposta emerge la preferenza del club dei 9 per l’offerta presentata da Sky (750 milioni annui per i diritti su satellite oltre alla possibilità di avere un canale di Lega che potrebbe fruttare da 50 a 70 milioni extra, secondo il Sole24ore) che garantirebbe subito alla firma un assegno da 505 milioni, oltre alla promessa di saldare la rata da 130 milioni ancora pendente dalla scorsa stagione.

Ma lo scontro non si limita alla questione dei diritti, bensì coinvolge anche il tema fondi. Nonostante l’approvazione all’unanimità nell’assemblea del 19 novembre 2020 per l’ingresso nella media company di A della cordata di private equity, come fanno notare i 9 club nella loro lettera, le sette sorelle vorrebbero che fosse data priorità alla cessione diritti tv per poi, in un secondo momento, pensare all’accordo con Cvc-Advent-Fsi.

LA GUERRA FREDDA SULL’ASSE ROMA-TORINO

A rendere ancora più rovente il clima è il rapporto tra i leader di queste due fazioni: Urbano Cairo per le nove medio-piccole e Claudio Lotito per le big. È ormai da più di un anno che i presidenti di Torino e Lazio non perdono occasione per beccarsi, come ha fatto notare il quotidiano La Verità: lo scontro in Lega è soltanto l’ultimo capitolo di una storia di rivalità che si divide tra campo e tribunali civili e sportivi.

I due hanno spesso polemizzato sul tema del protocollo sanitario. Il 2 marzo si sarebbe dovuta giocare Torino-Lazio, ma a causa del focolaio Covid accesosi tra le fila dei granata, l’Asl piemontese ha bloccato la squadra creando una situazione molto simile a quanto successo per Napoli-Juventus: partita inizialmente data vinta 3-0 a tavolino ai bianconeri e, poi, in seguito alla decisione del giudice sportivo, ancora da recuperare. Qualche mese prima, a novembre 2020, Cairo tramite le sue testate, non ha risparmiato bordate al rivale Lotito facendo aprire un’inchiesta per “violazioni del protocollo da parte della Lazio”, in particolare per la positività di Ciro Immobile non comunicata alla Asl.

Oggi, dopo l’ennesima fumata grigia, il presidente Dal Pino ha chiuso l’assemblea chiedendo alle società di ritrovare l’unità di intenti che nei scorsi mesi ha caratterizzato in lavoro in lega: l’unico modo per ripartire è farlo tutti insieme.

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