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Cina e importazioni parallele: cosa fa la Russia per attenuare le sanzioni

Dopo l’uscita di Apple e Samsung, i marchi cinesi hanno conquistato il mercato degli smartphone in Russia. Mosca, intanto, porta avanti il sistema di importazioni parallele. Tutti i dettagli

 

A tre mesi dall’uscita di Apple (statunitense) e Samsung (sudcoreana) dalla Russia per via dell’aggressione all’Ucraina, il mercato nazionale degli smartphone è finito in mano ai marchi cinesi.

I BRAND CINESI DOMINANO LE VENDITE DI SMARTPHONE IN RUSSIA

Stando ai dati di Counterpoint Research, lo scorso maggio Xiaomi, Realme, Honor (originariamente di proprietà di Huawei) e Oppo hanno rappresentato insieme il 61 per cento delle vendite di smartphone in Russia, rispetto al 44 per cento dell’anno precedente.

LA CRESCITA DI REALME

A crescere di più è stato Realme: a maggio 2021 la sua quota di mercato in Russia era appena del 4 per cento; un anno dopo è arrivata al 12 per cento. Nei primi sei mesi del 2022 Realme ha venduto 1,1 milioni di telefoni in Russia, rispetto ai 498mila della prima metà del 2021: i dati provengono da un’indagine della società russa Marvel Distribution ripresa da Fortune.

LE IMPORTAZIONI PARALLELE

Il Sole 24 Ore aggiunge che nel primo semestre del 2022 Samsung ha perso il 15 per cento delle vendite in Russia, e Apple il 14 per cento. Gli iPhone e i MacBook stanno tuttavia facendo ritorno nei negozi delle grandi catene russe come re:Store, Ozon, Wildberries e Svyaznoy.

La Russia sta utilizzando un meccanismo per le “importazioni parallele”, pensato per proteggere i consumi nazionali dall’isolamento commerciale portato avanti dall’Occidente. Lo schema, in sostanza, permette alle società russe di acquistare prodotti dalle aziende che hanno sede al di fuori fuori del paese con le quali c’erano già stati rapporti legali di compravendita.

LE TIPOLOGIE DI PRODOTTI SULLA LISTA

Nella lista dei beni che rientrano nel meccanismo in questioni ci sono dispositivi elettronici (come quelli di Apple, appunto), parti auto, materiali per l’edilizia, cosmetici, prodotti tessili e attrezzature elettriche, tra le altre cose.

“DIFENDERE GLI INTERESSI DEI CONSUMATORI NAZIONALI”

“Uno dei princìpi dietro alla compilazione dell’elenco”, ha dichiarato il ministro del Commercio russo, “è stato quello di difendere gli interessi dei consumatori nazionali sui prodotti di quelle aziende straniere che hanno lasciato il mercato russo a causa del regime di sanzioni imposto dai paesi ostili”. Non si tratta di merce contraffatta, ma di prodotti originali. Anche se alcune normative sulla proprietà intellettuale non si applicheranno più.

IL COMMENTO DI POLEVOY

Dmitry Polevoy, ex-economista capo del fondo statale russo per gli investimenti diretti, ha detto a Reuters che bisognerà capire “fino a che punto i produttori chiuderanno gli occhi di fronte al fatto che i loro prodotti vadano in Russia”.

TRIANGOLAZIONI PIÙ COSTOSE

Il Sole 24 Ore scrive che la lista dei prodotti sottoposti al regime di importazione parallela – nella quale compaiono marchi come HP, Toshiba, LG, Volkswagen, LEGO, Prada e Valentino – vale il 36 per cento del totale delle merci importate dalla Russia. Mosca potrà importare quei beni anche da paesi terzi, forse da quelli in Asia centrale, ma probabilmente a un prezzo più alto, visto l’allungamento dei tragitti e dei tempi di consegna.

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