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Cosa fa la Russia per commerciare con l’India e aggirare le sanzioni

India Russia

La Russia ha effettuato un primo test dell’Instc, il corridoio commerciale con Iran e India che potrebbe aiutarla ad aggirare le sanzioni occidentali. Tutti i dettagli

 

Il giornale economico indiano The Economic Times scrive che il presidente russo Vladimir Putin si è speso per promuovere il Corridoio di trasporto internazionale nord-sud (INSTC), che mira a rafforzare i collegamenti tra la Russia e l’India, attraverso l’Iran.

Dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, Nuova Delhi è diventata una grossa acquirente di petrolio greggio russo, nonostante i tentativi degli Stati Uniti e dell’Europa di isolare economicamente il Cremlino.

LE PAROLE DI PUTIN

A fine giugno, nel suo intervento al sesto Vertice del mar Caspio, alla presenza dei rappresentanti dei paesi dell’Asia centrale e dell’Iran, Putin ha menzionato l’INSTC e l’ha definito “un’arteria di trasporto da San Pietroburgo ai porti in Iran e in India”. Il Corridoio è lungo 7200 chilometri e, nelle intenzioni, dovrebbe coinvolgere la più ampia regione caspica.

I VANTAGGI DELL’INSTC

A giugno la Russia ha effettuato un “test” dell’INSTC, inviando due grossi container di laminati di legno destinati all’India da San Pietroburgo al porto di Astrakhan, sul mar Caspio, e da lì al porto di Bandar-e-Anzali, in Iran. Sono poi giunti via terra al porto iraniano di Bandar Abbas, sullo stretto di Hormuz, per essere infine spediti verso il porto di Mumbai, nell’India occidentale.

Di solito, le merci dalla Russia verso l’Asia meridionale fanno un giro molto più lungo, passando per i porti di Rotterdam (Paesi Bassi), Anversa (Belgio), Valencia (Spagna) e Pireo (Grecia) e attraversando il canale di Suez.

L’INSTC garantisce al commercio russo-indiano un risparmio di tempo (le spedizioni che seguono il Corridoio impiegano venticinque giorni per giungere a destinazione, invece dei soliti quaranta) e forse anche un vantaggio geopolitico: nel lungo periodo la rotta potrebbe infatti diventare un’alternativa al canale di Suez e al Bosforo, riducendo la dipendenza di Mosca dai due stretti e rendendola meno vulnerabile alle sanzioni occidentali.

instc
La mappa mostra, in blu, la rotta percorsa solitamente da una nave portacontainer partita in Russia e diretta in India. In rosso, il percorso dell’INSTC.

L’INSTC potrebbe progredire una volta che verrà ultimata l’espansione della ferrovia trans-iraniana, che ridurrebbe i tempi di spedizione. E potrebbe, inoltre, evolvere in un progetto di connettività eurasiatico alternativo (per quanto su scala decisamente più ridotta) alla Belt and Road Initiative cinese, a cui l’India – rivale regionale di Pechino – non vuole aderire.

IL RUOLO DELL’INSTC NELLE RELAZIONI INDIA-IRAN

In un articolo pubblicato sul portale Eurasia Review e firmato dall’analista militare indiano Patial RC, si legge che per aggirare il progetto del gasdotto TAPI (fra Turkmenistan, Afghanistan, Pakistan e India) che tarda a concretizzarsi, Teheran e Nuova Delhi si sono buttate sull’INSTC.

I due paesi hanno inoltre discusso dei piani di sviluppo congiunto del porto di Chabahar, nell’Iran meridionale, che ambisce proprio a diventare un polo per la commercializzazione degli idrocarburi centroasiatici. L’India vorrebbe che l’infrastruttura rientrasse nel Corridoio di trasporto nord-sud. E Putin, similmente, disse che la Russia ha interesse a fare della regione del Caspio un hub energetico e logistico.

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