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Roberto Mancini è anche un po’ Pirlo?

Il passaggio dalla squadra di Gazprom in Russia, la campagna per la società multata dall’Antitrust, Facile Ristrutturare, le contestazioni in Premier League e non solo... Che cosa si dice e che cosa non si dice sul passato del nuovo commissario tecnico della Nazionale di calcio, Roberto Mancini, dopo la figuraccia con Pirlo... Estratto da Appunti di Stefano Feltri

E così la nazionale italiana ha un nuovo allenatore, Roberto Mancini, per la verità già fin troppo conosciuto. Il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, ha azzerato il team appena costituito, via Paolo Maldini e Leonardo, e recuperato l’allenatore marchigiano.

Nella versione ufficiale, il problema con il nome di Andrea Pirlo sembra sia dipeso più dai rapporti di potere tra i vertici della federazione, non tanto la sua sponsorizzazione ancora in essere con la società russa di scommesse Fonbet.

Ma siamo sicuri che Mancini sia davvero meglio? Come si spiega nel dossier qui sotto – per abbonate e abbonati – il curriculum di Mancini come testimonial e figura pubblica è molto più lungo e di alto profilo rispetto a quello di Pirlo.

Tra i tanti dettagli ora dimenticati nella carriera di Mancini, c’è l’aver allenato la squadra della città di Vladimir Putin, San Pietroburgo, di proprietà di Gazprom. E ovviamente il passaggio dall’Arabia Saudita impegnata, con Mohammed bin Salman, a ripulirsi l’immagine usando il calcio.

Lo Spiegel ha poi scoperto giri strani di soldi ai tempi del Manchester City, accusato di aver dato informazioni solo parziali e distorte su quanto e come pagava Mancini come allenatore.

E poi il ruolo di testimonial di un’azienda che era anche sponsor della nazionale, Facile Ristrutturare, appena sanzionata dall’Antitrust perché barava sullo sconto Iva in fattura e millantava recensioni entusiastiche che non c’erano.

Ma questi sono tutti dettagli che non mettono in dubbio l’adeguatezza di Mancini per il ritorno alla guida degli Azzurri.

Perché c’è una caratteristica cruciale di Mancini che manca a Pirlo: ha ricevuto il premio Atreju 2021 direttamente dalle mani di Giorgia Meloni (un presepe, sono soddisfazioni) e si è speso, da marchigiano, per la riconferma del governatore delle Marche di Fratelli d’Italia, Francesco Acquaroli, che gli aveva peraltro fatto avere un contratto da 600.000 euro come testimonial della Regione.

Mancini testimonial – Il dossier

Roberto Mancini è tornato alla guida della Nazionale italiana il 28 luglio 2026. La nomina è stata annunciata dal presidente della FIGC Giovanni Malagò. Claudio Ranieri è stato scelto come direttore tecnico della FIGC e presidente del Club Italia.

La decisione è arrivata dopo il ritiro della candidatura di Andrea Pirlo, bloccata per la collaborazione pubblicitaria con la società russa di scommesse Fonbet.

Facile Ristrutturare e le sanzioni

Tra il 2022 e il 2023 Mancini è stato testimonial di Facile Ristrutturare insieme a Paola Marella. La società era anche Premium Partner della Nazionale.

Nel dicembre 2023 l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha sanzionato Facile Ristrutturare e la controllante Renovars per complessivi 4,5 milioni di euro.

L’Autorità ha accertato la diffusione di recensioni positive non autentiche, il dato falso secondo cui il 98 per cento dei clienti sarebbe stato soddisfatto e l’applicazione di un costo non comunicato chiaramente per i materiali acquistati con Iva agevolata.

Nel provvedimento Mancini è citato come uno dei «noti testimonial» della società. L’AGCM collega la pagina che riportava il dato del 98 per cento alla partnership con la Nazionale e all’impiego dell’immagine di Mancini e Marella.

Nel gennaio 2025 il TAR del Lazio ha respinto il ricorso delle due società contro il provvedimento.

Nel luglio 2026 la Guardia di finanza ha eseguito sequestri per oltre quattro milioni di euro nell’ambito di un’indagine per bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio. Sette persone risultano indagate.

La società è in concordato preventivo con debiti superiori a 180 milioni di euro.

Meloni e Atreju

L’11 dicembre 2021 Mancini partecipò ad Atreju, la festa nazionale di Fratelli d’Italia. Era commissario tecnico della Nazionale e reduce dalla vittoria agli Europei. Salì sul palco con Giorgia Meloni e Francesco Acquaroli.

Il premio Atreju assegnato a Mancini consisteva in un presepe tradizionale. Prima di riceverlo, l’allenatore disse: «Sono venuto perché sapevo in cosa consisteva il premio».

Meloni spiegò il significato del dono: «In un tempo nel quale si vorrebbe dire che il Natale non va celebrato, noi ti premiamo con un presepe tradizionale».

Meloni ringraziò Mancini per avere fatto sventolare la bandiera italiana con la vittoria agli Europei. Mancini rispose di essere stato felice di avere dato una grande gioia agli italiani in un momento difficile.

La premiazione si concluse con l’inno di Mameli. Meloni pubblicò poi una fotografia dell’incontro, definendosi «onorata» di avere consegnato il premio al «grande Roberto Mancini» davanti a «tantissimi patrioti».

Nel giugno 2023 Mancini fu inoltre scelto come testimonial della campagna del governo «Tutte le droghe fanno male, scegli le emozioni vere».

Lo spot fu realizzato dal Dipartimento per le politiche antidroga e dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria. La campagna fu presentata alla Camera durante un evento concluso da un intervento della presidente del Consiglio.

Arabia Saudita, ripulire l’immagine

Mancini si dimise dalla Nazionale italiana il 13 agosto 2023. Il 27 agosto fu nominato commissario tecnico dell’Arabia Saudita con un contratto quadriennale. La stampa italiana e internazionale indicò un compenso di circa 25 milioni di euro netti all’anno. Lasciò l’incarico nell’ottobre 2024, dopo quattordici mesi.

Nel video diffuso dalla federazione saudita per annunciare l’incarico, Mancini disse: «Ho fatto la storia in Europa, ora è il momento di fare la storia con l’Arabia Saudita».

Nel febbraio 2023 Amnesty International aveva accusato la FIFA, per l’assegnazione all’Arabia Saudita del Mondiale per club, di essere complice di una «evidente operazione di ripulitura reputazionale attraverso lo sport».

Amnesty ricordava che le autorità saudite avevano condannato persone a pene comprese tra dieci e quarantacinque anni di carcere per avere espresso pacificamente le proprie opinioni online. Citava inoltre le esecuzioni capitali e i processi gravemente iniqui: in una sola giornata del 2022 furono messe a morte 81 persone.

Nel dicembre 2024, dopo l’assegnazione dei Mondiali 2034, Amnesty denunciò i rischi per i lavoratori migranti e parlò del pericolo di «un decennio di sfruttamento, discriminazione e repressione» legato al torneo.

Zenit, nella città di Putin

Mancini allenò lo Zenit San Pietroburgo dal giugno 2017 al maggio 2018. Il club è controllato da Gazprom. Il contratto triennale fu indicato in circa 4,5 milioni di euro all’anno.

L’incarico arrivò tre anni dopo l’annessione russa della Crimea e l’inizio della guerra nel Donbass.

Il 18 ottobre 2017 gli fu chiesto di commentare le critiche di Vladimir Putin per il numero ridotto di calciatori russi schierati dallo Zenit contro la Real Sociedad. Mancini rispose: «Sono d’accordo, non posso non essere d’accordo con il nostro presidente».

Il 24 novembre 2017, rispondendo a una domanda sulla pressione della stampa, disse che le opinioni dei giornalisti e dei tifosi non lo condizionavano e aggiunse: «È come chiedere al presidente Putin se la stampa eserciti un’influenza su di lui».

Il 26 gennaio 2018, in un’intervista al sito ufficiale dello Zenit, gli fu chiesto se la squadra avesse bisogno di nuovi giocatori. La risposta integrale fu:

«Il problema di Ivanovic non è tanto calcistico, ma esclusivamente medico, ed è sorto al di fuori del calcio. Ha un problema a un occhio. Si sta sottoponendo ad accertamenti medici e contiamo che possa recuperare in tempo per la partita contro il Celtic in Scozia. Non c’è nulla di grave. Quanto ai nuovi giocatori, avevo già detto in estate che avremmo voluto acquistare due o tre calciatori con passaporto russo. Allora non ci siamo riusciti e adesso faremo un altro tentativo. Vedremo che cosa potremo fare. Del resto, lo stesso presidente Putin ci ha detto di comprare giocatori russi. Noi ascoltiamo il presidente». (Sorride.)

Nel marzo 2018 Mancini elogiò l’organizzazione dei Mondiali in Russia. Disse di aspettarsi un torneo organizzato ad alto livello e ricordò la costruzione dei nuovi stadi.

Il 7 marzo 2022, dopo l’invasione su vasta scala dell’Ucraina, definì la situazione «drammatica», espresse vicinanza al popolo ucraino e parlò delle persone innocenti che morivano in guerra.

Aggiunse: «Penso che anche in Russia ci siano tante persone che questa guerra non l’approvano».

Manchester City: gli stipendi

Mancini allenò il Manchester City dal dicembre 2009 al maggio 2013. I documenti di Football Leaks pubblicati da Der Spiegel nel 2018 e nel 2022 ricostruiscono due contratti paralleli.

Il contratto con il Manchester City è datato 19 dicembre 2009, durava tre anni e mezzo e prevedeva uno stipendio base di 1,45 milioni di sterline netti a stagione, oltre a premi e incentivi.

Lo stesso 19 dicembre 2009 Mancini sottoscrisse un secondo accordo, anch’esso della durata di tre anni e mezzo, per fornire servizi di consulenza tecnica all’Al Jazira di Abu Dhabi. Il compenso era di 1,75 milioni di sterline all’anno. La prestazione minima richiesta era di quattro giornate di consulenza all’anno.

Le due parti fisse ammontavano a 3,2 milioni di sterline all’anno. Per l’intera durata dei contratti, il valore nominale complessivo era di circa 11,2 milioni di sterline, ai quali si aggiungevano bonus, aumenti e altri benefici previsti dal contratto del City.

I due contratti portavano la stessa data, avevano la stessa durata e risultavano firmati per le due controparti dalla stessa persona.

L’accordo con Al Jazira conteneva una clausola di riservatezza che vietava di divulgarne l’esistenza o i termini senza il consenso scritto dell’altra parte.

Il circuito dei pagamenti

Nel 2018 Der Spiegel pubblicò un’email del settembre 2011 nella quale un dirigente del City spiegava che alcuni pagamenti dovevano essere formalmente effettuati da Al Jazira.

Il Manchester City avrebbe inviato il denaro ad Abu Dhabi United Group, ADUG, la holding proprietaria del club inglese; ADUG lo avrebbe trasferito ad Al Jazira con le istruzioni per il pagamento.

La ricostruzione indicava che nel 2011 almeno una parte del denaro destinato a Mancini passò da Manchester ad Al Jazira e poi a Sparkleglow Holdings, società registrata a Mauritius.

I documenti pubblicati nel 2022 aggiunsero un secondo gruppo di email. La società Italy International Services, collegata a Mancini, emetteva fatture trimestrali. Il denaro veniva trasferito dal City ad ADUG, da ADUG ad Al Jazira e infine alla società indicata nelle fatture. In un’email del luglio 2012 il direttore finanziario del City Graham Wallace chiese al responsabile delle finanze Andrew Widdowson di procedere «come di consueto» e organizzare il trasferimento.

Le contestazioni

Nel febbraio 2023 la Premier League contestò formalmente al Manchester City otto violazioni relative all’obbligo di comunicare tutti i dettagli della remunerazione dell’allenatore per le stagioni dal 2009-10 al 2012-13, corrispondenti al periodo di Mancini. Il procedimento riguarda il club. Il Manchester City ha negato ogni irregolarità.

Nel marzo 2023 Mancini dichiarò: «Non sono stato contattato né convocato da nessuno e non penso che qualcuno mi contatterà. Ho pagato le tasse. È tutto in regola».

Al 28 luglio 2026 la decisione della commissione indipendente non è ancora stata pubblicata.

 

(Estratto da Appunti)

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