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Perché non mi convincono le scelte del ministero della Sanità

Regioni Sanità

La lettera dell’avv. Antonio de Grazia

 

Caro direttore,

ho sempre letto con molta attenzione le analisi dei dati della pandemia elaborati dalla Fondazione Hume di Luca Ricolfi (e da ultimo i preziosi saggi di Mario Menichella). Non intendo fare alcuna polemica sui così detti “dati grezzi”: formula esoterica della mancanza di trasparenza da parte del Ministero della Sanità e dell’Istituto Superiore di Sanità. Prima dei dati vi sono altre osservazioni.

Se tutta la popolazione italiana si fosse sottoposta, fin dall’inizio della pandemia (febbraio 2020), periodicamente a tamponi antigenici o molecolari, avremmo un monitoraggio, un tracciamento costante e razionale.

Ma così non è stato: in realtà, vi è stata sottovalutazione dei contagi nei soggetti vaccinati o plurivaccinati. In breve: solo chi non è vaccinato deve sottoporsi periodicamente (anche tre o quattro volte alla settimana) all’esame del tampone. In questo caso, il tracciamento è costante e periodico: e riguarda tutti i soggetti non vaccinati, asintomatici o paucisintomatici o sintomatici.

Nel caso, invece, dei soggetti vaccinati, non vi è alcun tracciamento periodico universale: infatti, solo i soggetti vaccinati sintomatici (o coloro che hanno avuto un contatto stretto con un contagiato) si sottopongono al tampone antigenico o molecolare. Ne segue che la platea dei vaccinati asintomatici e contagiati è indubbiamente sottostimata.

Così pure non viene eseguito alcun tracciamento periodico dei guariti, ovvero dei soggetti dotati di immunizzazione naturale. Ciò malgrado, il Ministero della Sanità tratta i soggetti guariti come paria: il guarito – senza alcuna evidenza scientifica (evidence based medicine) – potrebbe di nuovo contagiarsi, e dunque deve sottoporsi alla somministrazione vaccinale per lavorare o avere una vita di relazione quasi normale.

Il Ministero della Sanità, con spregio del metodo scientifico, considera i soggetti guariti in modo eguale, benché alcuni guariti – a distanza anche di quasi due anni – abbiano anticorpi neutralizzanti in quantità cospicua. In tal caso, per questi soggetti guariti vi è il rischio – qualora si vaccinassero – di una reazione spropositata, imprevedibile del sistema immunitario, con pericolosi effetti collaterali.

Ma la Medicina di Stato, unica e dogmatica, del Ministro Speranza è infallibile.

Così è, se vi pare. Un caro saluto. Avv. Antonio de Grazia

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