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Perché in America è virale il dibattito sui vaccini anti Covid

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L’articolo di Marco Orioles

Cosa succederebbe se la lotta al Covid-19 attraverso i vaccini si concentrasse nelle mani di pochi stati ricchi, e tutti gli altri Paesi rimanessero all’asciutto del prezioso preparato che nel frattempo, si spera, uscirà dai laboratori delle case farmaceutiche?

IL RISCHIO DEGLI ACCORDI BILATERALI TRA STATI E AZIENDE FARMACEUTICHE

Non è una domanda astratta, ma la preoccupazione espressa da numerosi scienziati interpellati ieri da Reuters sull’andamento della ricerca contro il Covid-19, che ha visto formarsi numerose partnership tra Stati facoltosi ma anche entità sovranazionali come l’Ue e multinazionali del farmaco come Pfizer, BioNtech, AstraZeneca, e Moderna.

Secondo gli esperti consultati, sarà inevitabile che la concentrazione degli sforzi scientifici e sanitari in un pugno di nazioni porterà le stesse a pretendere di conservare per i propri cittadini i vaccini, mantenendo esposti al virus miliardi di persone che vivono nei paesi più sfortunati. Con conseguenze nefaste in termini di prosecuzione della circolazione del virus.

IL PRECEDENTE DELL’H1N1

E non si tratterebbe di uno sviluppo imprevedibile, visto che esiste un precedente; l’influenza H1N1 del 209/2010, che scatenò la corsa dei paesi ricchi al vaccino lasciando all’asciutto i paesi poveri.

“Se tutti fanno accordi bilaterali, questa non è una via ottimale”, commenta Sethe Berkeley, Ceo della GAVI Alliance che guida il progetto COVAX che si prefigge di realizzare un vaccino accessibile per tutti.

IL “NAZIONALISMO DEI VACCINI” SECONDO MSF

In questo modo, aggiunge Medecins Sans Frontieres (MSF), si alimenterà quello che può essere definito un deleterio “nazionalismo dei vaccini” che andrà a detrimento dello sforzo globale di sradicamento del Covid.

Il problema è duplice. Da un lato alleanze come COVAX non godono del supporto di paesi come Usa, Russia, e Cina. Dall’altro lato, la corsa dei singoli stati ad accaparrarsi le prime dosi di vaccino disponibile è ormai talmente furiosa che persino l’Ue – secondo una fonte di Reuters – non acquisterà vaccini attraverso COVAX.

E siccome, come spiega said Thomas Bollyky, direttore del global health program al Council on Foreign Relations, “la manifattura dei vaccini è una cosa finita”, il risultato sarà inevitabilmente lasciare fuori qualcuno.

Chi è più preoccupato di tutti è Berkley, per il quale “se 30 o 40 paesi hanno il vaccino, ma più di 150 non ce l’hanno, allora l’epidemia infurierà in quei luoghi ( e questo significa che) non potrai avere commercio, turismo, commercio a meno che non ci adoperiamo a rallentare questa pandemia”.

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