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La Nuova Zelanda tradisce Trump e Five Eyes per allearsi con la Cina sulla Via della Seta?

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La Nuova Zelanda volta le spalle alla coalizione Five Eyes e sostiene la Nuova Via della Seta cinese. Fatti, commenti e scenari dopo l’articolo di The Times

Rivoluzione all’interno dello scacchiere geopolitico mondiale. La Nuova Zelanda si sgancia dagli Usa e dagli alleati della coalizione Five Eyes per supportare la Cina nel progetto di realizzazione della nuova Via della Seta, in cui le grandi istituzioni finanziarie cinesi investono per per sviluppare nuovi schemi di trasporto in tutto il mondo, con l’obiettivo di facilitare il commercio.

La mossa avrà sicuramente importanti ripercussioni. D’altronde gli Usa non hanno mai nascosto la loro diffidenza contro la Cina e hanno da sempre ostacolato apertamente il progetto di espansione di Pechino e delle sue aziende, come Huawei accusata di essere strumento di intelligence nelle mani del Governo cinese, che vuole raggiungere il controllo dei vertici di comando digitali del mondo. Andiamo per gradi.

LA COALIZIONE FIVE EYES

L’alleanza dei Five Eyes è composta da cinque Paesi anglofoni: Australia, Canada, Nuova Zelanda, Regno Unito e Stati Uniti. Tutti si sono impegnati a condividere informazioni di intelligence per combattere le campagne di interferenze straniere.

IL PRIMO “TRADIMENTO”

La Nuova Zelanda, però, ha voltato le spalle agli alleati e ha scelto di aderire alla Nuova via della seta, il megaprogetto infrastrutturale su scala globale sviluppato dalla Cina. Come si legge su The Times, infatti, il primo ministro neozelandese, Jacinda Ardern, ha dichiarato il proprio apprezzamento per il progetto ritenendolo “realmente evoluto”.

Il ministro del Commercio della Nuova Zelanda, David Parker, si è detto convinto che il paese potrà ottenere soltanto vantaggi dalla partecipazione all’iniziativa cinese.

UNA MOSSA ATTESA?

L’appoggio della Nuova Zelanda alla Cina non sorprende più di tanto. Come ricorda The Times, infatti, nel 2008 fu proprio la Nuova Zelanda il primo paese ad economia avanzata a firmare un trattato di libero scambio con la Cina, che da allora è diventata il suo secondo partner commerciale e primo importatore di prodotti caseari.

NUOVA VIA DELLA SETA: UN PROGETTO CHE NON PIACE ALL’OCCIDENTE

Attesa o meno, comunque, la mossa susciterà delle reazioni e delle conseguenze. Se in tanti, infatti, guardano alla Nuova Via della Seta come occasione di sviluppo, numerosi sono i critici. Diversi Paesi occidentali, Usa in primis, ritengono che il progetto possa rappresentare una minaccia alla sicurezza nazionale per la partecipazione delle grandi aziende cinesi al progetto, in massima parte controllate dallo Stato, in settori strategici come difesa, telecomunicazioni e trasporti.

L’unico obiettivo del programma, per i critici, è promuovere gli interessi strategici di Pechino e attuare, persino, una forma di “colonializzazione del debito “.

L’OCCHIOLINO ALL’AMERICA

Ad una mano tesa a Pechino, da parte del governo di Wellington, corrisponde anche un occhiolino all’America: la Nuova Zelanda, infatti, ha deciso di vietare all’azienda per le telecomunicazioni cinese Huawei di partecipare allo sviluppo della rete di telefonia mobile ad alta velocità 5G nel Paese.

LA DIFFIDENZA USA VERSO LA CINA

Quest’ultima mossa significa credere alle accuse di spionaggio che gli Usa hanno più volte formulato contro Huawei. Come racconta l’analisi di Fabio Vanorio (qui l’articolo completo), “ senatori repubblicani Tom Cotton, (R-Arkansas), e John Cornyn, (R-Texas), entrambi membri del Select Committee on Intelligence del Senato, hanno identificato Huawei come un “cavallo di Troia” del governo cinese (la CIA statunitense avrebbe provato l’esistenza di finanziamenti provenienti dal People’s Liberation Army, dalla National Security Commission cinese e da una terza branca del sistema di intelligence cinese) tramite il quale Pechino intenderebbe raggiungere il controllo dei vertici di comando digitali del mondo”.

Per Washington la tecnologia 5G di Huawei, vista la normativa cinese che impone ai soggetti aziendali di collaborare con l’apparato intelligence dello Stato, potrebbe contenere  backdoorutilizzate per consentire pratiche di spionaggio politico, economico, militare o tecnologico da parte di Pechino.

FIVE EYES IN PERICOLO?

Eliminare Huawei dalle aziende che possono concorrere alla realizzazione della rete 5G i Nuova Zelanda basterà a non mettere in pericolo l’alleanza Five Eyes? Difficile dirlo, soprattutto se alle mosse a favore di Pechino da parte del Governo di Wellington si aggiunge anche la decisione del Governo Britannico so di continuare a consentire a Huawei la possibilità di fornire c.d. tecnologia “non-core” a compagnie telefoniche britanniche.

COSA ASPETTARSI

Il peggio deve ancora venire, geopoliticamente parlando. Gli Stati Uniti come ipotizza il generale Carlo Jean, nell’intervista rilasciata a Marco Orioles su queste pagine (web), infatti, “daranno seguito alle loro minacce, procedendo con l’embargo sulla trasmissione di informazioni classificate”.

ANCHE LA NATO IN PERICOLO?

Anche la Nato, allora, sarebbe in pericolo, anche se “ci sono già paesi di prima e seconda categoria: i primi ricevono tutte le informazioni, anche le più segrete; gli altri invece ricevono informazioni non strategiche per gli Usa”, dice Jean.

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