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Perché il focus della Nato resterà la Russia

Nato Russia

L’enfasi della Nato non viene posta sulla Cina, ma sulla Russia. L’analisi di Giuseppe Gagliano

 

Il lungo e articolato documento elaborato durante il vertice di Bruxelles della Nato ribadisce alcuni punti fermi in perfetta coerenza politica e strategica con l’attuale amministrazione Biden.

Contrariamente a quanto sostenuto da numerosi giornalisti-analisti che hanno letto solo in parte – o superficialmente – il documento articolato in 79 punti, l’enfasi viene posta prevalentemente non sulla Cina ma sulla Russia, come dimostra eloquentemente una lettura integrale del documento licenziato durante il vertice di Bruxelles.

Vediamo allora di entrare nel dettaglio del documento.

Le azioni aggressive della Russia costituiscono una minaccia alla sicurezza euro-atlantica. Con queste parole viene immediatamente indicato il ruolo di destabilizzazione globale della Russia. Ma quali sono le ragioni di questa pericolosità?

I DODICI PUNTI DELLA NATO SULLA RUSSIA

In primo luogo, mentre la NATO mantiene i suoi impegni internazionali, la Russia continua a violare i valori, i principi, la fiducia e gli impegni delineati nei documenti concordati che sono alla base delle relazioni NATO-Russia. La Nato ha sospeso ogni pratica cooperazione civile e militare con la Russia, pur rimanendo aperta al dialogo politico. Fino a quando la Russia non dimostrerà il rispetto del diritto internazionale e dei suoi obblighi e responsabilità internazionali, non si potrà tornare al “business as usual”. La Nato continuerà a rispondere al deterioramento del contesto di sicurezza migliorando la deterrenza e la sua posizione di difesa, inclusa una presenza avanzata nella parte orientale dell’Alleanza.

In secondo luogo il crescente rafforzamento militare multi-dominio della Russia, la postura più assertiva, le nuove capacità militari e le attività provocatorie, anche vicino ai confini della NATO, nonché le sue esercitazioni su larga scala senza preavviso e a scatto, il continuo rafforzamento militare in Crimea, il dispiegamento di moderni missili a doppia capacità a Kaliningrad, l’integrazione militare con la Bielorussia e le ripetute violazioni dello spazio aereo alleato della NATO, minacciano sempre più la sicurezza dell’area euro-atlantica e contribuiscono all’instabilità lungo i confini della NATO e oltre.

In terzo luogo, la Russia ha anche intensificato le sue azioni ibride contro alleati e partner della NATO, anche tramite delegati. Ciò include tentativi di interferenza nelle elezioni alleate e nei processi democratici; pressioni e intimidazioni politiche ed economiche; campagne di disinformazione diffuse; attività informatiche dannose. Include anche attività illegali e distruttive da parte dei servizi segreti russi sul territorio alleato, alcune delle quali hanno causato la morte di cittadini e causato ingenti danni materiali.

In quarto luogo, la Russia ha continuato a diversificare il suo arsenale nucleare, anche dispiegando una serie di sistemi missilistici a corto e medio raggio. La Russia ha ricapitalizzato circa l’80% delle sue forze nucleari strategiche e sta espandendo le sue capacità nucleari perseguendo armi nuove e destabilizzanti e una vasta gamma di sistemi a doppia capacità. La Russia continua a usare una retorica nucleare aggressiva e irresponsabile e ha aumentato la sua continua enfasi sulla destabilizzazione degli esercizi convenzionali che includono sistemi a doppia capacità. La strategia nucleare della Russia e la modernizzazione, la diversificazione e l’espansione dei sistemi di armi nucleari globali, compreso l’aumento qualitativo e quantitativo delle armi nucleari non strategiche russe, supportano sempre più una posizione più aggressiva di intimidazione strategica.

In quinto luogo la Nato, in funzione di contenimento anti russo, sostiene l’integrità territoriale e la sovranità di Ucraina, Georgia e Repubblica di Moldova all’interno dei loro confini internazionalmente riconosciuti. Nello specifico il recente massiccio rafforzamento militare e le attività destabilizzanti della Russia all’interno e intorno all’Ucraina hanno ulteriormente intensificato le tensioni e minato la sicurezza. Proprio per questo la Nato invita la Russia a smettere di alimentare il conflitto fornendo sostegno finanziario e militare alle formazioni armate che sostiene nell’Ucraina orientale. Ribadiamo il nostro pieno sostegno alla missione speciale di monitoraggio dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) in Ucraina. Sottolineiamo l’importanza di garantire la sua sicurezza e l’accesso pieno e senza ostacoli in tutto il territorio dell’Ucraina, compresa la Crimea e il confine Russia-Ucraina, in conformità con il suo mandato.

In sesto luogo la Nato rifiuta il riconoscimento russo delle regioni dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud della Georgia come Stati indipendenti .

In settimo luogo la Nato condanna il rafforzamento militare russo che limita la navigazione navigation del Mar Nero e al Mar d’Azov e ai porti ucraini.

In ottavo luogo, sempre in funzione anti-russa, la Nato legittima la sua presenza avanzata in Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia attraverso l’allineamento con i piani e garantendo la capacità dei quattro gruppi tattici pronti al combattimento di operare con le forze di difesa nazionale in modo integrato. Proprio per questo la Nato ha aumentato i contributi alla Forward Presence su terra, mare e aria nella regione del Mar Nero.

In nono luogo la NATO sottolinea l’aumento qualitativo e quantitativo delle armi nucleari russe non strategiche. La NATO continuerà a rispondere in modo misurato e responsabile ai significativi rischi posti dal missile russo 9M729 e da altri missili a corto e medio raggio alla sicurezza degli Alleati. La proposta della Russia per una moratoria sul dispiegamento di missili a medio raggio in Europa è incompatibile con il dispiegamento unilaterale e in corso da parte della Russia di tali sistemi nel continente e non impedirebbe alla Russia di costruire tali missili al di fuori del suo territorio europeo; questa proposta non è quindi credibile e non accettabile.

In decimo luogo, il continuo atteggiamento militare aggressivo della Russia, il suo rifiuto di rispettare pienamente i suoi obblighi ai sensi del Trattato sui Cieli Aperti, la sua continua attuazione selettiva del Documento di Vienna e la sua incapacità di lunga data di attuare il Trattato sulle forze armate convenzionali in Europa, continuano a minare sicurezza e stabilità nell’area euro-atlantica. La Nato chiede per questo alla Russia di tornare alla piena attuazione e al rispetto della lettera e dello spirito di tutti i suoi obblighi e impegni internazionali, che è essenziale per ricostruire la fiducia, la trasparenza militare e aumentare la prevedibilità nella regione euro-atlantica.Per questo la Nato invita la Russia ad essere aperta e trasparente riguardo alle sue esercitazioni istantanee senza preavviso, esercitazioni su larga scala e movimenti di truppe su larga scala, in conformità con i suoi impegni nel Documento di Vienna, in particolare alla luce del suo recente rafforzamento dentro e intorno all’Ucraina.

In undicesimo luogo, per quanto concerne l’intricata questione della Bielorussia, gli alleati rimangono profondamente preoccupati per gli sviluppi in Bielorussia dall’agosto 2020. Le politiche e le azioni della Bielorussia hanno implicazioni per la stabilità regionale e hanno violato i principi alla base del partenariato. La NATO rimarrà vigile e monitorerà le implicazioni per la sicurezza dell’Alleanza. L’inaccettabile dirottamento di un aereo civile nel maggio 2021 e il successivo arresto di un giornalista e del suo compagno che viaggiavano a bordo hanno messo in pericolo la sicurezza dei civili ed è stato un grave affronto al dissenso politico e alla libertà di stampa. La Nato chiede alla Bielorussia di rispettare il diritto internazionale, rispettare i diritti umani e le libertà fondamentali e rilasciare immediatamente e incondizionatamente tutti i prigionieri politici, compresi quelli appartenenti all’Unione dei polacchi in Bielorussia. Gli alleati sono pronti per un partenariato NATO-Bielorussia reciprocamente vantaggioso, tenendo conto delle condizioni politiche e di sicurezza.

In dodicesimo luogo, la Nato porta aventi scelte assai precise sulla Georgia e sul’Ucraina sempre in funzione di contenimento anti russo. Infatti la Nato ribadisce la decisione presa al vertice di Bucarest del 2008 sul fatto che la Georgia diventerà membro dell’Alleanza con il Piano d’azione per l’adesione (MAP) come parte integrante del processo. La Nato sta infatti lavorando a stretto contatto con la Georgia sulla sicurezza nella regione del Mar Nero, in risposta alle attività sempre più destabilizzanti della Russia.

Per quanto concerne l’Ucraina la Nato ribadisce la decisione presa al vertice di Bucarest del 2008 secondo la quale l’Ucraina diventerà membro dell’Alleanza con il Piano d’azione per l’adesione (MAP) come parte integrante del processo. I programmi nazionali annuali della Commissione NATO-Ucraina (NUC) rimangono il meccanismo attraverso il quale l’Ucraina porta avanti le riforme relative alla sua aspirazione all’adesione alla NATO. L’Ucraina dovrebbe fare pieno uso di tutti gli strumenti disponibili nell’ambito del NUC per raggiungere il suo obiettivo di attuare i principi e gli standard della NATO.

UN SOLO PUNTO PER LA CINA

Per quanto riguarda la Cina c’è un solo passo – punto 55 – in questo lunghissimo documento nel quale il Dragone viene connotato nel modo seguente: le ambizioni dichiarate della Cina e il comportamento assertivo presentano sfide sistemiche alla base delle regole d ordine internazionale e ad aree rilevanti per la sicurezza dell’Alleanza. La Nato è preoccupata per quelle politiche coercitive che sono in contrasto con i valori fondamentali sanciti dal Trattato di Washington. La Cina sta rapidamente espandendo il suo arsenale nucleare con più testate e un numero maggiore di sofisticati sistemi di consegna per stabilire una triade nucleare. È opaco nell’attuazione della sua modernizzazione militare e della sua strategia di fusione militare-civile pubblicamente dichiarata e inoltre sta cooperando militarmente con la Russia, anche attraverso la partecipazione ad esercitazioni russe nell’area euro-atlantica. Proprio per questo la Nato chiede alla Cina di mantenere i suoi impegni internazionali e di agire responsabilmente nel sistema internazionale, compresi i domini spazio, cibernetico e marittimo, in linea con il suo ruolo di grande potenza.

L’insieme di queste analisi costituiscono da un lato una piena legittimazione della postura posta in essere sia dall’amministrazione Trump che della amministrazione Biden in relazione alla Russia ma dall’altro lato costituiscono indubbiamente un nuovo capitolo della nuova guerra fredda tra America e Russia. In buona sostanza l’America e la Nato non possono accettare la proiezione di potenza russa che mette in discussione l’egemonia globale americana conseguita a partire dal 1949.

A COSA SERVE IL MULTILATERALISMO AGLI STATI UNITI

In relazione al cosiddetto multilateralismo sul quale tanto si è discusso sia in Europa che negli Stati Uniti, questo non è altro che uno strumento per consolidare l’egemonia globale americana dividendo con gli alleati i costi e le responsabilità. Infatti la Nato e l’UE sono solo strumenti indispensabili non solo e non tanto per il mantenimento dell’equilibrio di potenza internazionale ma soprattutto per il mantenimento della egemonia americana a livello globale. Insomma il multilateralismo diventa indispensabile solo nella misura in cui serve a rafforzare la logica di potenza americana su scala globale. Tuttavia l’Europa – come dimostra eloquentemente il caso della Germania e di Nord Stream 2 -non può collocare a latere la sua stretta collaborazione di natura economica sia con la Russia che con la Cina nonostante la Nato e nonostante gli Stati Uniti.

Per dirla tutta: Venezia partecipava alle crociate ma nello stesso tempo commerciava con il mondo arabo per salvaguardare la sua potenza economica. Alleati sì ma non sudditi o servi sciocchi e ossequiosi con il padrone.

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