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Cosa significa l’espulsione dei diplomatici russi decisa dalla Nato

Nato Russia

Il punto di Giuseppe Gagliano

 

L’Alleanza Atlantica ha annunciato, mercoledì 6 ottobre, l’espulsione di otto diplomatici russi in risposta a “presunte attività ostili” come riferisce la Reuters.

LA NATO E LA RUSSIA

Nello specifico la Nato ha deciso di dimezzare la missione della Russia nell’Alleanza come risposta diretta a presunte attività ostili cioè di spionaggio. Questo significa che entro la fine di ottobre gli otto diplomatici russi indicati dalla Nato dovranno lasciare Bruxelles perché appartengono – anche se ovviamente in modo non dichiarato – ai servizi di sicurezza russi.

COSA SIGNIFICA L’ESPULSIONE

Il fatto che a settembre il ministro degli esteri russo avesse tenuto un vertice bilaterale proprio con il segretario della Nato e non lo avesse informato non deve destare alcuna sorpresa: infatti un’attività di controspionaggio quale quella posta in essere dalla Nato deve essere condotta nella massima riservatezza.

D’altronde questa espulsione è anche la conseguenza del fatto che ormai la Russia non viene percepita dalla Nato come un partner ma come un vero e proprio avversario e di conseguenza il consiglio Nato-Russia non è stato utile per normalizzare le relazioni bilaterali. Lo dimostra d’altronde il fatto che la Nato proprio nel giugno del 2021 aveva pubblicato un report nel quale la Russia veniva identificata come la principale minaccia militare, accanto alla Cina.

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