Difesa del Csm, che “non è esente da errori”, “rispetto vicendevole” tra istituzioni, che è legittimo criticare “senza trascendere nella delegittimazione”. Il monito del Capo dello Stato, che dopo undici anni partecipa a una seduta del Consiglio superiore della magistratura (come ricorda, non è consueto che partecipi ai lavori ordinari), di cui è lui stesso presidente, è bilaterale. Vale per tutti, nello scontro incandescente della campagna per il referendum sulla riforma della giustizia. Che ha visto la dura uscita del ministro della giustizia Carlo Nordio contro il sistema correntizio, definito “para-mafioso”, del Csm, ma anche le insolite parole del procuratore Nicola Gratteri secondo cui “indagati e imputati”, in barba alla presunzione di innocenza, sarebbero quelli per il Sì alla separazione delle carriere e al sorteggio che abolirebbe le correnti.
Le parole di Mattarella, che ovviamente non entrano nel merito dello scontro, sono chiare, ben dosate e bilanciate. Ma, mentre escono i primi commenti che riportano a metà il messaggio del presidente, nelle opposizioni non resistono al solito tentativo di tirare per la giacca il Capo dello Stato. E così da esponenti del Pd e del resto della sinistra viene messa nel mirino la premier Giorgia Meloni per aver criticato, in due messaggi video dell’altra sera e di ieri sera, alcune decisioni della magistratura che prevedono risarcimenti per l’espulsione di un immigrato algerino irregolare e per il sequestro della nave Ong Sea Watch dalla quale Carola Rackete si lanciò nel 2019 in uno speronamento ad alto rischio di una motovedetta della Guardia di Finanza.
Si chiede la premier se “una parte della magistratura” voglia addirittura impedire che si faccia applicare la legge e che il governo lotti contro l’immigrazione clandestina, come aveva promesso agli elettori. Un monito duro e molto circostanziato che riguarda precisi episodi. Ma, come accusa il capogruppo del Pd in Senato, Francesco Boccia, sarebbe proprio Meloni la prima a non rispettare il monito di Mattarella, che aveva invitato in mattinata, ad abbassare i toni, con la sua ferma esortazione a un “rispetto vicendevole” tra istituzioni.
Ma vediamo cosa ha detto il Capo dello Stato al Csm. Di cui chiede innanzitutto il rispetto. “Sono qui per ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare, particolarmente da parte delle altre istituzioni, nei confronti di questa istituzione”, scandisce il presidente della Repubblica a Palazzo Bachelet. Dove giunge “spinto dal desiderio di sottolineare il valore del ruolo di rilievo costituzionale del Csm, soprattutto dalla necessità di ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare, da parte delle altre istituzioni, nei confronti di questa”.
Il Csm, prosegue il Capo dello Stato, “non è esente, nel suo funzionamento, da difetti, lacune, errori e nei cui confronti non sono, ovviamente, precluse critiche. Come, del resto, si registrano difetti, lacune, errori e sono possibili critiche riguardo all’attività di altre istituzioni della Repubblica, siano esse parte del potere legislativo, di quello esecutivo, di quello giudiziario”. Ma, dice ancora Mattarella, “in questa sede, che deve rimanere rigorosamente istituzionale ed estranea a temi e controversie di natura politica, più che per le funzioni di presidente di questo consiglio, come presidente della Repubblica avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza, nell’interesse della Repubblica”.
Plauso bipartisan. Il ministro Nordio definisce l’esortazione del presidente della Repubblica a un rispetto vicendevole “estremamente apprezzata, totalmente condivisa”. Osserva il Guardasigilli: “È stata un’esortazione che personalmente ritengo opportuna in questo momento in cui i toni si sono riscaldati forse al di là della ragionevolezza”. Apprezzamento dal centrodestra. Dal Pd e da tutte le opposizioni è un profluvio di elogi per quello che Elly Schlein definisce “un discorso di altissimo profilo” . Plauso anche dal presidente dei Cinque Stelle, Giuseppe Conte. Ma l’invito di Mattarella ad abbassare i toni “è rivolto a 360 gradi”, ricorda Isabella Bertolini, consigliere laico del Csm.







