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Come si arma il Marocco grazie agli Usa

Marocco Usa

La partnership con gli Usa consentirà al Marocco di consolidare la sua proiezione di potenza economica nel Sahara Occidentale ricca di fosfati. L’articolo di Giuseppe Gagliano

 

Secondo quanto pubblicato dalla International Trade Administration statunitense gli Usa hanno confermato la vendita di velivoli Gulfstream G550 – ordinati nel 2018 – che certamente contribuiranno ad implementare le capacità di rilevamento e di sorveglianza del Marocco.

Inoltre la vendita di Patriot consente al Marocco di diventare il primo Paese africano ad acquisire tali sistemi che andranno ad accrescere le capacità di difesa aerea. Entrambi i sistemi consentiranno al Marocco di contrastare le le capacità missilistiche balistiche – alludiamo al sistema 9K720 ISKANDER-E – dell’Algeria.

Non a caso nel corso dell’ultimo anno il Marocco ha posto in essere colloqui con Washington per il rinnovamento e l’aumento delle capacità delle proprie forze armate raddoppiando le “spese” oltreoceano che sono arrivate a 8,5 miliardi di dollari.

La vendita di queste armi sofisticate è una conseguenza dell’accordo tra il Regno del Marocco e gli Usa, che mirano a ridisegnare sulla base dei propri interessi economici, politici e militari la più ampia regione che va dal Medio Oriente all’Africa settentrionale legittimando la politica di proiezione di potenza israeliana e integrando alcuni paesi arabi nella propria sfera d’influenza.

Non è un caso infatti che il governo israeliano il 7 febbraio abbia siglato un accordo per l’acquisto di aerei da guerra e attrezzature militari statunitensi per un valore di 9 miliardi di dollari.

Ritornando al Marocco, la partnership con gli Usa gli consentirà di consolidare la sua proiezione di potenza economica nel Sahara Occidentale ricca di fosfati. Infatti lo sfruttamento delle miniere di fosfati, di cui il sottosuolo della regione saharawi è ricco, costituisce una delle ragioni del conflitto tra il Marocco e il Fronte Polisario – l’Esercito Popolare di Liberazione Saharawi – sostenuto dalla Algeria.

L’azienda di stato marocchina OPC infatti è leader mondiale nell’estrazione dei fosfati la cui estrazione nel deserto marocchino è ritenuta tra le più accessibili al mondo e che vengono ampiamente utilizzati in agricoltura per la produzione di fertilizzanti impiegati soprattutto nei paesi del Nordamerica come il Canada e gli Stati Uniti, che sarebbero in grado di emanciparsi dalla Cina dalla quale dipendono.

Tuttavia questi accordi agevolano certamente la presenza italiana che è al quinto posto tra i partner commerciali del Marocco, con cui nel 2019 ha firmato un partenariato strategico, con una continua crescita negli scambi commerciali sia nel settore militare che in quello energetico. Ma favoriscono anche l’Ue in relazione ai flussi migratori.

Gli accordi posti in essere infatti con il Marocco — analoghi a quello con la Turchia e la Libia — consentano di ricevere dalla Unione europea circa 100 milioni di euro per il controllo militare delle frontiere. Superfluo osservare che anche l’Ue — come gli Usa — non riconoscono il Fronte Polisario.

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