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Macron tiene aperta la porta all’Australia sui sottomarini

Macron Sottomarini

Macron dice che la Francia è pronta a rivedere l’accordo sui sottomarini con l’Australia, cancellato con il patto Aukus con Stati Uniti e Regno Unito. Per Canberra, però, la propulsione nucleare ha rappresentato un cambio di strategia. Ecco perché

Il presidente Emmanuel Macron ha fatto sapere che la Francia è disposta a rivedere un accordo con l’Australia sulla fornitura di sottomarini, dopo che, l’anno scorso, la decisione di Canberra di cancellare un contratto multimiliardario aveva provocato una crisi profonda tra i due paesi.

COSA HA DETTO MACRON SUI SOTTOMARINI

Durante una conferenza stampa a Bangkok, Macron ha detto che l’Australia ha ancora la possibilità di costruire insieme o di acquistare sottomarini di fabbricazione francese. Ha tuttavia specificato come, nonostante l’opzione rimanga “sul tavolo”, da Canberra non sono arrivati segnali a procedere in questo senso.

LA RIUNIONE CON ALBANESE

Mercoledì sera, ai margini del vertice del G20 a Bali, Macron si è riunito con il primo ministro australiano Anthony Albanese. Il presidente francese ha detto di aver discusso della questione sottomarini con Albanese, ma gli australiani “non hanno deciso di cambiare strategia su questo punto”.

I SOTTOMARINI NUCLEARI DELL’AUKUS

Nel settembre 2021 l’allora primo ministro australiano Scott Morrison annunciò la cancellazione di un contratto da 58 miliardi per una decina di sottomarini francesi convenzionali; al suo posto, Canberra firmò un accordo per l’ottenimento di sottomarini a propulsione nucleare attraverso un patto sulla difesa con gli Stati Uniti e il Regno Unito chiamato AUKUS. Le relazioni tra Australia e Francia precipitarono.

Dallo scorso maggio, cioè da quando è entrato in carica il governo di centrosinistra guidato da Albanese, i rapporti tra Parigi e Canberra sono migliorati.

UN CAMBIO DI STRATEGIA

Difficilmente, però, l’Australia tornerà sui propri passi: Morrison – ma si tratta di un aspetto strategico che va al di là delle divisioni partitiche – disse che l’AUKUS rappresenta il mezzo per garantire la sicurezza economica al paese e la stabilità all’intero Indo-Pacifico attraverso il contenimento marittimo della Cina, potenza autoritaria che potrebbe voler modificare lo status quo regionale.

Come spiegava l’Economist, il passaggio dalla propulsione diesel-elettrico fornita dalla Francia a quella nucleare dell’AUKUS darà all’Australia la capacità di raggiungere le acque lontane dell’oceano Indiano e di raccogliere informazioni sulle operazioni cinesi in maniera più efficace, potendo immergersi a lungo e senza farsi rilevare facilmente; in caso di necessità, potrà anche lanciare missili a distanze maggiori.

Canberra è preoccupata per i movimenti cinesi nel Pacifico – in particolare attorno a Taiwan – e deve garantirsi l’apertura delle rotte di navigazione per salvaguardare le proprie esportazioni.

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