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M5S più sovranista della Lega su difesa e sicurezza. Report Iai

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Che cosa emerge dall’indagine dello Iai e dell’università di Siena su “Gli italiani e la difesa”

Italiani divisi sul fronte politico ma uniti – almeno per certi aspetti – nell’ambito della difesa.

A sostenerlo è l’Istituto per gli Affari internazionali che ha condotto un’indagine insieme al Laboratorio Analisi politiche e sociali dell’università di Siena dal titolo “Gli italiani e la difesa”. Sotto la lente d’ingrandimento sono finite sia la percezione delle minacce sia le preferenze degli italiani su sicurezza nazionale e alleanze nella scacchiera internazionale.

TEMI DI CONVERGENZA

Come si diceva, nonostante sia in atto una forte polarizzazione tra le principali forze politiche che si riflette nel dibattito pubblico, su alcuni temi che riguardano la difesa tra gli elettori italiani sembra esserci una certa convergenza. Il discorso riguarda in particolare alcuni aspetti chiave di cui si è parlato di recente come le nuove iniziative di cooperazione nell’ambito della difesa europea, il ruolo della Nato alla vigilia del suo 70esimo anniversario e l’impiego delle forze armate.

PER LA SICUREZZA NAZIONALE SI GUARDA AI VECCHI ALLEATI

“Nonostante la retorica spesso sovranista delle forze di governo, quando si tratta di garantire la sicurezza nazionale, gli elettori si rivelano favorevoli alla collaborazione con gli alleati di vecchia data” scrivono Alessandro Marrone, responsabile del Programma Difesa dello Iai, e Karolina Muti, ricercatrice junior nei programmi Iai “Sicurezza” e “Difesa”.

Dai risultati dell’indagine emerge che l’approccio cooperativo verso l’Unione europea e verso gli Stati Uniti è l’opzione preferita dal 39% del campione e che il restante 42% preferisce cooperare con uno o con l’altro, con una preferenza spiccata verso l’Ue (31%). Solo una piccola minoranza degli intervistati, il 12%, pensa che una posizione autonoma da entrambi garantisca la sicurezza nazionale nel modo migliore.

COOPERAZIONE PREFERITA A ISOLAZIONISMO SOVRANISTA

Andando ad analizzare i dati dal punto di vista delle scelte politiche, si evince che gli elettori di tutti gli schieramenti preferiscono la cooperazione nella difesa all’isolazionismo sovranista. Tra le diverse fazioni sono gli elettori del Movimento 5 Stelle a dimostrarsi più sovranisti, con il 20% degli intervistati che ha una posizione autonoma da entrambi i partner – Usa e Ue – a fronte del 15% dei leghisti.

IL GRADIMENTO DELL’ALLEANZA ATLANTICA

Che gli elettori non vogliano staccarsi dai “vecchi” partner lo dimostra anche il gradimento per l’Alleanza Atlantica che è vista di buon occhio dal 70% degli intervistati: l’Italia, sostengono, deve continuare a farne parte. Anche in questo caso la preferenza è abbastanza trasversale e interessa tutti gli schieramenti, pur se con sfumature diverse: si va da un minimo di 64% degli elettori (Movimento 5 Stelle) a un massimo di oltre l’80% nelle opposizioni di centrodestra e nel centrosinistra passando per il 72% dei sostenitori del Carroccio. All’interno della Nato, la maggioranza assoluta del campione – il 54% – ritiene che si debba rafforzare il pilastro europeo.

BENE LA COOPERAZIONE NEL CAMPO DELLA DIFESA

L’attitudine dei nostri connazionali per la cooperazione nel campo della difesa viene evidenziata pure dal favore con cui la maggioranza assoluta giudica le recenti iniziative per una Europa della difesa, un ambito tradizionalmente molto sensibile perché viene visto come un baluardo della sovranità degli Stati-Nazione. Il 60% del campione vede di buon occhio una maggiore cooperazione o una maggiore integrazione dei Paesi Ue nel campo militare e dell’industria della difesa. Il 19% si dice invece contrario.

Ancora una volta Marrone e Muti segnalano che si tratta di una preferenza trasversale che va oltre le divisioni partitiche, pur con significative sfumature: la percentuale dei favorevoli oscilla tra il 53% del Movimento 5 Stelle e oltre il 70% delle opposizioni. La Lega si piazza in posizione mediana.

 

ITALIANI SI CONFERMANO ATLANTISTI ED EUROPEISTI

Insomma, la fotografia scattata dallo Iai e dall’università di Siena rivela che nel complesso gli italiani, nonostante il diffuso malcontento verso Bruxelles su altri dossier, sembrano rimanere piuttosto europeisti, atlantisti e aperti alla cooperazione con gli Stati Uniti e con i partner Ue quando si tratta di sicurezza nazionale.

Si tratta di un’indicazione – segnalano Marrone e Muti – che “non dovrebbe sfuggire a un policy maker attento, che abbia a cuore la difesa del Paese e il ruolo dell’Italia a livello europeo e internazionale. La difesa non è certo tra le priorità dei cittadini – proseguono -, ma la modesta convergenza che si è andata a creare in tempi di grande polarizzazione politica potrebbe essere la base per un consenso più solido”.

Chi ha cuore la sicurezza del Paese non dovrebbe ricordare che la costruzione di una difesa europea e di forze armate moderne, sostenibili e integrate con i nostri partner europei e con gli alleati Nato, è “l’unico modo per garantire nel lungo termine l’interesse nazionale dell’Italia”. Ma bisogna fare in fretta, avvisano.

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