Si doveva scegliere fra la repubblica e la monarchia. E il 2 giugno 1946 quasi il 90 per cento degli italiani andò a votare esprimendosi a favore della repubblica. Nessun altro referendum ha mai visto una partecipazione così massiccia. Neppure quelli su grandi battaglie civili come il divorzio o l’aborto che comunque hanno ampiamente superato l’80 per cento di affluenza. Di quanto è successo dopo e anche in tempi recenti forse è meglio non parlare per carità di patria. C’era quel 2 giugno di ottant’anni qualcosa di unico e irripetibile. Dal risultato del voto dipendeva il destino dell’Italia e tutti ne erano consapevoli. E c’era anche la soddisfazione di esercitare un diritto di scegliere che il regime fascista aveva negato per vent’anni.
Di quanto avvenne prima, durante e subito dopo il referendum istituzionale del 1946 hanno scritto grandi firme del giornalismo come Luigi Barzini Jr e Indro Montanelli. Per celebrare l’ottantesimo anniversario di quelle giornate eccezionali conviene affidarsi alla lettura di qualche libro. La bibliografia sull’argomento è molto ampia e, per le solite inderogabili ragioni di spazio, tocca limitarsi a selezionare alcuni titoli accettando il rischio di involontarie omissioni. La ricostruzione storica più recente e più aggiornata è “Storia della Repubblica. L’Italia dalla liberazione ad oggi (1945-2026)” di Guido Crainz (Donzelli, 448 pagine,28 euro) che, nella nuova edizione, arriva fino ai nostri giorni. Di pochi anni prima ma assai puntuale anche perché totalmente concentrato su quei giorni è “2 giugno 1946. Storia di un referendum” di Federico Fornaro (Bollati Bori
Ripercorrere le giornate del referendum non è soltanto un modo per celebrare gli ottant’anni della Repubblica ma qualcosa che dà orgoglio e anche speranza. Si riscopre la forza morale di un popolo stremato dalla guerra e dalla dittatura è stato comunque capace di attraversare e superare momenti difficili. Gli eventi di quei giorni da citare sarebbero tanti ed è meglio lasciare ai libri il compito di ricordarli. A beneficio della sintesi qui sembra più appropriato sottolineare la lezione di democrazia e di libertà che emerge proprio dalla lettura dei libri. Con il referendum del 2 giugno 1946 gli italiani si divisero tra repubblica e monarchia ma rimasero sempre e comunque uniti. A parte qualche polemica presto superata sul conteggio dei voti, non protestarono più di tanto gli sconfitti né esagerarono in esultanze i vincitori. Il passaggio da una monarchia ormai screditata alla Repubblica era ormai per tutti un fatto compiuto e soprattutto c’era da costruire il nuovo Stato. Si spera caldamente che la lezione del 1946 non venga mai ignorata.




