Mondo

Leonardo-Finmeccanica, ecco come De Gennaro e Profumo invocano una difesa alla Macron

di

emmanuel Macron Fintech

L’Italia deve seguire il modello Francia nel settore della difesa, dello spazio e della cybersicurezza.

E’ l’auspicio che si coglie dalle conclusioni del rapporto Ambrosetti-Leonardo sul futuro della difesa in Italia presentato di recente a Cernobbio.

Ad attirare le attenzioni di Leonardo (ex Finmeccanica) è in particolare “la programmazione di lungo termine degli investimenti in ambito militare della Francia”, come si evince da un box di approfondimento contenuto nel rapporto Ambrosetti.

Ma non solo. La Francia è indicata anche per altre ragioni. Ecco quello che si legge nel rapporto Ambrosetti-Leonardo.

Uno strumento di influenza nelle relazioni geopolitiche (e industriali) nel settore AD&S – è scritto – “è rappresentato dagli accordi Government-to-Government (G2G), attraverso i quali l’Amministrazione (il Governo o un suo rappresentante) è l’unico soggetto responsabile della stipula di un contratto come parte negoziale e gestisce direttamente l’attività di vendita di sistemi di difesa e sicurezza con lo Stato estero richiedente”.

“Negli ultimi anni si è registrato un notevole incremento degli accordi G2G a livello internazionale – è il caso di Stati Uniti d’America, Regno Unito e Francia – in risposta all’evoluzione del mercato degli equipaggiamenti militari e alle crescenti richieste dei Paesi acquirenti”, si legge nel rapporto.

Inoltre, tali accordi consentono di creare un rapporto “privilegiato” di partnership con i Paesi cui si forniscono mezzi e sistemi che contribuiscono alla loro difesa e sicurezza.

Commenta e critica il rapporto Ambrosetti-Leonardo: “In Italia, ad oggi, l’applicazione di questo strumento (già adottato negli Stati Uniti d’America, nel Regno Unito e in Francia) è parziale, poiché la normativa in vigore limita il coinvolgimento dello Stato o del Ministero della Difesa al mero supporto tecnico-amministrativo e non ne prevede il coinvolgimento diretto nelle trattative commerciali”.

Dalla critica alla richiesta/auspicio per legislatore e governo: “Prevedere un dimensionamento adeguato delle risorse finanziarie stanziate alla Difesa, allineandosi ai valori dei Paesi comparabili (ad esempio, Francia e Regno Unito rispettivamente con 1,97% e 2,12% del PIL nazionale rispetto all’1,37% in Italia), con risorse specifiche e congrue per progetti di innovazione e Ricerca e Sviluppo”, si legge nel report scritto dagli analisti di Ambrosetti e dagli uomini di Leonardo-Finmeccanica.

Gli addetti ai lavori sono ansiosi di vedere se il governo Conte come e quanto invece taglierà i fondi come messo anche per iscritto nel recente comunicato della presidenza del Consiglio sulla manovra; prospettive che stanno facendo borbottare in casa di Leonardo.

Ecco di seguito il box di approfondimento della ricerca Ambrosetti-Leonardo con il “case study – La programmazione di lungo termine degli investimenti in ambito militare della Francia”:

La Francia ha varato la Legge di Programmazione Militare 2019-2025 che delinea una visione di lungo termine per la Difesa francese, denominata Ambition 2030, nella quale si pone l’obiettivo di “avere forze armate bilanciate e ad ampio spettro, in grado di garantire le capacità operative essenziali per la difesa della Nazione e di assicurare l’autonomia strategica della Francia anche in relazione allo sviluppo di un’autonomia strategica a livello europeo”.

Inoltre, la legge alloca circa 200 milioni di Euro tra il 2019 e il 2023 per la Difesa (escluse le pensioni) e definisce i quattro pilastri su cui fondare lo sviluppo futuro per il settore:

1. Fattore umano: incrementare il personale di 6.000 unità (di cui 3.000 impiegati in intelligence e tecnologie digitali).

2. Capacità operative: accelerare il tasso di rinnovo dell’equipaggiamento militare, con specifici target da raggiungere per ciascuna forza armata (Esercito, Marina e Aeronautica Militare).

3. Autonomia strategica: investire sulle capacità critiche affinché la Francia possa svolgere un ruolo centrale nelle coalizioni internazionali ed essere protagonista del consolidamento del comparto europeo; incrementare il numero di combattenti cyber da 3.000 a 4.000, con un investimento dedicato di 1,6 miliardi di Euro.

4. Sfide future: incremento dei fondi per innovazione in R&S da 730 milioni di Euro a 1 miliardo di Euro nel 2022; 1,8 miliardi di Euro all’anno per programmi di armamento strategici per il futuro (al 2030), che rappresenteranno un’importante leva per l’economia e l’occupazione nazionale.

I SUBBUGLI IN FRANCIA TRA FINCANTIERI E LEONARDO

COME IN LEONARDO SI BORBOTTA PER I TAGLI ALLA DIFESA

TUTTI GLI ATTRITI SUL CASO VITROCISET

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Articoli correlati