Mondo

Jole Santelli: liberale e socialista, garantista di ferro

di

Casellati Papetee

Grazie Jole Santelli per la passione della tua vita: la politica al servizio del cittadino. Il ricordo di Paola Sacchi

 

In una delle sue ultime apparizioni televisive, per essere stata coraggiosamente la prima presidente di Regione a far rimettere i tavolini fuori dai bar, dal momento che la Calabria è stata toccata molto meno dal Covid rispetto a altre regioni, a Jole Santelli un giornalista tendenza Cinque stelle dette della irresponsabile. Senza mai chiamarla presidente. Jole, la ex governatrice scomparsa prematuramente a 51 anni, non si scompose. Dette una lezione di civiltà e di libertà che è responsabilità.

Forzista della prima ora, avvocato molto preparato, certo antifemminismo quello più subdolo dei giornali di sinistra lo subì sulla sua pelle fin da quando era una giovane assistente parlamentare del senatore Marcello Pera.

Ma in Calabria, con questa donna “forte, tenace”, come la ha definita la senatrice anche lei di Fi Stefania Craxi, il centrodestra ha anche dimostrato che non è quella accolita di oscurantisti sui diritti civili che certo mainstream di sinistra ha dipinto.

Lei, azzurra della prima ora, era una liberale e socialista, garantista di ferro. E il suo vice Antonino Spirlì, indicato dalla Lega di Matteo Salvini, che ora guiderà pro tempore la Calabria, è uno scrittore, gay dichiarato. Ma uno contro il politicamente corretto e gli estremismi che rischiano davvero di essere liberticidi del disegno di legge Zan.

Jole e il suo vero femminismo di donna autonoma, che ha vissuto, fino all’estremo delle sue forze piegate dalla malattia, la politica come servizio al cittadino, la conoscevo da una vita, ovvero dalla mia vita di giornalista politico-parlamentare.

Spirlì, invece, lo ho conosciuto solo a Catania nella tre giorni leghista contro il processo a Salvini, occasione di riflessione, dibattito sulla Lega di oggi e di domani.

Proprio di cultura e di capacità di “egemonia” culturale anche per il centrodestra si è parlato in un dibattito coordinato dalla scrittrice e opinionista Maria Giovanna Maglie.

Spirlì, il temporaneo successore di Jole, leghista e gay dichiarato, ha fatto una battuta ironica e provocatoria contro il politically correct che rischia di non difendere davvero i diritti: “Ecco, se non mi chiamate ricchione io mi offendo”. Per dire che i diritti non si difendono con leggi dal sapore poliziesco come il provvedimento Zan.

Questa è la Calabria che Jole ci lascia. È una significativa immagine di un centrodestra che governa ormai la stragrande maggioranza del Paese ed è dipinto, invece, spesso in modo demonizzante. Jole, liberale e socialista, una delle componenti più importanti che Silvio Berlusconi seppe raccogliere nella sua Forza Italia e ora Spirlì esponente di una Lega il cui leader Salvini è impegnato in una svolta liberale.

Grazie, Jole, per la tua bella lezione e il tuo sacrificio che però era la passione della tua vita: la politica al servizio del cittadino.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Articoli correlati