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Immigrazione e Ue, ecco novità, incognite e rischi del Conte 2. Parla Gaiani (Analisi Difesa)

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I numeri aggiornati sugli sbarchi, le mosse del governo M5s-Pd e gli accordi in fieri con i Paesi Ue commentati da Gianandrea Gaiani, direttore di Analisi Difesa e coautore tra l’altro del libro “Immigrazione, la grande farsa umanitaria”

 

“Per i clandestini sentirsi dire che sbarcando in Italia andranno poi in Germania o Francia è un incentivo non irrilevante a tentare la sorte in mare. Per la gioia e il business di Ong e trafficanti. Ogni forma di accoglienza di clandestini in Italia o in Europa incoraggia i traffici illegali e favorisce le tragedie in mare”. Gianandrea Gaiani, direttore di Analisi Difesa, e già consigliere di Matteo Salvini al Viminale in tema di sicurezza, commenta così con Start Magazine gli effetti della “svolta” del Conte 2 sull’immigrazione.

RUOLO CRUCIALE DI PALAZZO CHIGI E COLLE

Mentre la regìa sembra di fatto passata dal ministero degli Interni dell’era Salvini a Palazzo Chigi e Quirinale, in attesa del vertice di lunedì a La Valletta tra Italia, Germania, Francia, Malta e Finlandia (in qualità di presidenza di turno del Consiglio Ue) e Commissione europea. Summit cruciale per definire in concreto il seguito alle dichiarazioni di intenti di Parigi e Berlino sulla reale redistribuzione dei migranti.

SALVINI FUORI, AVANTI MIGRANTI. I NUMERI

Intanto gli sbarchi sono in aumento. Riassume Gaiani: “L’incremento dei flussi migratori nella fase post-Salvini è già ben evidente anche dopo soli 14 giorni da quando il leader leghista ha lasciato il Viminale”. Da inizio anno al 5 settembre (giorno in cui Salvini lasciò il ministero) sono sbarcati 5.624 migranti – media 22,7/giorno. Negli ultimi 14 giorni ne sono sbarcati in 946, con una media 67,57/giorno. Analizza Gaiani: “Che siano state le politiche attuate da Salvini a far crollare del 70% i flussi rispetto al 2018 e di oltre il 90% rispetto al 2017 lo dicono i numeri. Fino ad oggi, quest’anno sono sbarcate 6.570 persone contro 20.850 nello stesso periodo del 2018 (ministro Minniti fino al 1° giugno, poi Salvini) e 102.954 l’anno precedente (governo centrosinistra con ministro Minniti)”.

ACCORDO BLUFF?

Gaiani, coautore tra l’altro del libro “Immigrazione, la grande farsa umanitaria”, incalza: “A convincere trafficanti, clandestini, per lo più tunisini, e Ong che ‘la pacchia è ricominciata’ sono stati diversi fattori. Innanzitutto l’uscita di Salvini dal governo. Ma molto hanno influito le dichiarazioni di molti esponenti della nuova maggioranza che hanno chiesto discontinuità rispetto alle politiche dei porti chiusi e soprattutto ha pesato l’improvvida dichiarazione di Conte circa un accordo con la Ue per la ridistribuzione che di fatto non c’è”.

LA LEGA INTERROGA CONTE

Un punto, quest’ultimo, su cui la Lega, già annuncia battaglia. Twitta il senatore del Carroccio Paolo Arrigoni: “Se Conte firmerà a Malta con Francia e Germania il programma (capestro) Ue di ricollocazione dei migranti si assumerà la grave responsabilità di una nuova invasione di clandestini in Italia”. Arrigoni, insieme ai colleghi Toni Iwobi e Cristiano Zuliani ha depositato a Palazzo Madama un’interrogazione al presidente del Consiglio.

QUEI PUNTI DA SCRIVERE. ANCHE PER LE MONDE

Il punto è chiarire la ripartizione non solo dei richiedenti asilo, ma anche dei migranti economici, così come la rotazione dei porti di sbarco. La Francia farà la sua parte fino in fondo? Per ora, sono punti interrogativi. Un aspetto evidenziato anche dal parigino Le Monde a margine del bilaterale Macron-Conte di due giorni fa. Il quotidiano progressista francese legge l’incontro come mossa per ristabilire “buoni rapporti tra i due paesi, dopo un anno di tensioni con i leader della precedente coalizione populista al potere, in particolare sulla questione della migrazione”.

MACRON E GLI INTERESSI ECONOMICI

Ma perché la Francia di Macron dovrebbe oggi convertirsi sulla via della redistribuzione? L’analista Paolo Quercia, intervistato dal Sussidiario.net, ammette che la posizione è difficile da comprendere fino in fondo. Tra interessi francesi in Libia, la necessità di Macron di contenere Marine Le Pen e l’alleanza tra Le Pen e Salvini. Ma anche la rivalità con l’Italia in campo economico.

IL RISCHIO DELLE (SOLITE) DICHIARAZIONI DI INTENTI

Il rischio che il vertice a Malta possa naufragare è concreto. Lo rileva l’Ansa: “Parigi e Berlino continuano a parlare di redistribuzione dei soli richiedenti asilo, una quota minima di coloro che sbarcano, con i migranti economici che dovrebbero rimanere negli hotspot dei paesi di primo approdo fino al rimpatrio”. Annota Matteo Guidelli dell’Agenzia nazionale: “Ma l’Italia – spalleggiata da Malta all’ultimo vertice di Helsinki – ha già respinto questo accordo, chiedendo la redistribuzione di tutti i migranti e la rotazione del porto di sbarco. Il rischio è, dunque, che si arrivi all’ennesima dichiarazione d’intenti o, nella migliore delle ipotesi, ad una posizione comune sulle possibili sanzioni ai paesi ‘ribelli’ e sul ruolo sempre più centrale dell’Ue nei rimpatri”.

IL RICHIAMO DEL CAPO DELLO STATO

Quel che è certo è che nelle ultime ore la partita è stata condotta da Palazzo Chigi e Quirinale. Sergio Mattarella, al termine dell’incontro con il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, ha rilanciato la necessità di un’intesa a livello europeo che consenta di uscire dalla gestione emergenziale di un fenomeno sempre più strutturale. Individuando “meccanismi automatici” per la redistribuzione in Europa dei migranti e rimpatri “a carico dell’Ue”. È Bruxelles, sottolinea il capo dello Stato, che deve “adottare e assumere” su di sé “l’onere dei rimpatri”, perché “è in grado di farlo con maggiore efficacia di quanto non possono fare i singoli Paesi, rimpatriando, con rispetto della loro condizione e dei diritti umani, coloro che non hanno titolo per l’asilo e non vanno mantenuti nei Paesi europei”.

OK DELLA SPAGNA, MA NIENTE SUMMIT PER MADRID

Elementi di cui hanno discusso anche il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il collega spagnolo Fernando Grande-Marlaska Gomez. Si esprime “piena sintonia” nel maggiore coinvolgimento dell’Ue. Ma la Spagna non parteciperà all’incontro di Malta.

LA “NOVITÀ” CHE PIACE IN VATICANO

Intanto la “novità” del Conte 2 in termini di immigrazione piace in Vaticano e nella Chiesa italiana. L’Osservatore Romano plaude ai giallorossi. Pur riconoscendo che “resta, anche se non perentoria, la richiesta di Parigi di distinguere tra rifugiati e migranti cosiddetti economici”, il quotidiano ufficioso della Santa Sede guarda con simpatia al tentativo: “È evidente la volontà di lasciarsi alle spalle prese di posizione sovraniste”.

IL PLAUSO DI AVVENIRE

Più esplicito Marco Tarquinio. Il direttore del quotidiano della Conferenza episcopale italiana, Avvenire, riserva una stoccata al leader leghista Salvini: “Nessuna presa in ostaggio, finalmente… niente più giochi di parole e di (pre)potenza sulle teste di esseri umani in fuga dalla Libia e salvati in mare da una nave della nostra Guardia costiera o dall’imbarcazione di un’organizzazione umanitaria. E niente avvisi di garanzia e notifiche di sequestro del mezzo a chi si è adoperato perché nessun altro perdesse la vita. Era ora”. Dei decreti sicurezza – scrive Tarquinio – “non finiremo mai di vergognarcene”. “Norme senza luce e senza alta legalità”, da cancellare al più presto. Per ripulire “idealmente i muri d’Italia. E le porte e le finestre che ogni muro deve avere”.

“MA LA SVOLTA NON C’È”

Di tutt’altro avviso Gaiani. Intervistato da TgCom 24 il direttore di Analisi Difesa nega vi sia al momento una svolta nella questione dell’immigrazione illegale che veda i paesi Ue pronti a condividere con l’Italia i clandestini sbarcati: già col precedente governo molti casi si erano risolti con sbarchi e suddivisione dei migranti con i partner Ue. Suddivisioni che in molti casi sono rimaste però lettera morta poiché la Ue è pronta a farsi carico solo di chi ha diritto allo status di rifugiato, cioè spesso meno del 10 per cento dei clandestini sbarcati in Italia.

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