In un’escalation improvvisa che ha riportato il terrore della guerra in Libano, Hezbollah ha lanciato razzi e droni contro Israele in risposta all’uccisione del leader supremo iraniano Ayatollah Ali Khamenei, scatenando una dura rappresaglia israeliana con bombardamenti su Beirut e il sud del Paese.
Israele, che ha già dispiegato truppe al confine, sembra intenzionato a lanciare una campagna decisiva per neutralizzare definitivamente la minaccia del gruppo militante, mentre il governo libanese condanna l’azione di Hezbollah come irresponsabile e ne bandisce le attività militari.
L’ATTACCO DI HEZBOLLAH
Hezbollah, il gruppo militante libanese sostenuto dall’Iran, ha rotto un fragile cessate il fuoco durato oltre un anno lanciando razzi e droni contro Israele nella notte tra domenica e lunedì.
Come scrive il New York Times, l’attacco è avvenuto intorno all’1 di notte, con un lancio di missili e uno sciame di droni diretti verso posizioni israeliane.
Hezbollah ha descritto l’azione come una difesa del Libano e una risposta alle aggressioni israeliane ripetute, ma analisti come Maha Yahya del Carnegie Middle East Center la definiscono “una missione suicida”, sapendo che il gruppo non può competere con la superiorità militare israeliana.
Secondo France 24, Hezbollah ha rivendicato l’attacco in un comunicato ufficiale, motivandolo con la vendetta per il “sangue puro” di Khamenei e le incursioni israeliane post-cessate il fuoco del 2024.
La BBC aggiunge che i razzi hanno mirato alla città di Haifa e a un sito di difesa missilistica, ma non hanno causato vittime o danni significativi in Israele, confermando il carattere più simbolico che effettivo dell’operazione.
Come riporta l’Economist, questo intervento limitato suggerisce che Hezbollah, indebolito dalla guerra precedente che ha decimato la sua leadership e il suo arsenale, stia agendo su pressione iraniana, con ufficiali dell’IRGC (Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche) che ne dirigono le mosse dopo la morte dell’ex leader Hassan Nasrallah nel 2024.
LA REAZIONE IMMEDIATA DI ISRAELE
Israele non ha perso tempo a rispondere, scatenando una serie di attacchi aerei su oltre 50 villaggi nel sud e nell’est del Libano, inclusi i sobborghi meridionali di Beirut, roccaforte di Hezbollah.
Come riporta la BBC, le forze israeliane hanno colpito obiettivi come centri di comando, depositi di armi e infrastrutture di intelligence, uccidendo presunti leader come Hussein Meklad, capo dell’intelligence del gruppo. Le esplosioni hanno squarciato la notte, con fumo e incendi visibili in tutta la capitale, e le strade vicino all’aeroporto di Beirut ridotte a macerie.
Il Guardian descrive scene di panico tra i civili: famiglie come quella di Abu Yehya, un operaio di 41 anni, sono fuggite a piedi per ore, rifugiandosi in piazze come Martyrs’ Square, evocando i traumi della guerra del 2024.
Israele ha ordinato l’evacuazione di decine di località, avvisando i residenti di allontanarsi di almeno un chilometro, come dettagliato da France 24.
Il Nyt sottolinea che questa risposta “vertiginosa” ha causato almeno 52 morti e 154 feriti in Libano entro lunedì sera, secondo il ministro libanese degli Affari Sociali Hanin al-Sayyed, con migliaia di sfollati che si preparano a un conflitto prolungato.
LA CONDANNA DEL GOVERNO LIBANESE
La mossa di Hezbollah ha provocato una frattura interna in Libano, con il governo che ha reagito con una condanna senza precedenti.
Come scrive il New York Times, il primo ministro Nawaf Salam ha definito l’attacco un atto che ignora “la volontà della maggioranza dei libanesi”, annunciando dopo un consiglio dei ministri d’emergenza il bando a tutte le attività militari del gruppo e l’obbligo di consegnare le armi allo stato. Questa è la posizione più dura mai presa contro Hezbollah, che da decenni detiene un potere parallelo in Libano.
La BBC riporta che Salam ha etichettato l’azione come “irresponsabile e sospetta”, dando a Israele pretesti per ulteriori attacchi, mentre il presidente Joseph Aoun ha ammonito chi intende trasformare il Libano in un campo di battaglia per conflitti estranei.
L’Economist nota che persino nella base sciita di Hezbollah c’è rabbia: un uomo d’affari citato definisce la decisione “folle e irresponsabile”, e il governo, incoraggiato dal malcontento popolare, sembra pronto a sfidare il gruppo per evitare una nuova guerra civile.
Il Guardian aggiunge testimonianze di residenti esausti, come una donna anonima dei sobborghi di Beirut, che accusa Hezbollah di sacrificare il Libano per l’Iran.
LE CONSEGUENZE UMANITARIE
L’escalation ha innescato una crisi umanitaria immediata, con decine di migliaia di libanesi in fuga dalle zone colpite.
Come riporta il Guardian, almeno 29.000 persone si sono rifugiate in ricoveri d’emergenza entro lunedì sera, con scene di famiglie accampate su materassi sottili sotto il sole, e traffico paralizzato da valigie e coperte.
Residenti come Zeinab, una maestra intervistata dalla BBC, raccontano di essere stati svegliati dalle esplosioni, correndo terrorizzati per le strade con i figli, convinti di non sopravvivere.
Il New York Times evidenzia come il Libano, già stremato dalla guerra del 2023-2024 che ha distrutto villaggi e decimato Hezbollah, stia rivivendo lo stesso incubo: droni israeliani ronzano costantemente su Beirut, e la gente accumula scorte di cibo, acqua e carburante.
L’Economist sottolinea che questa stanchezza diffusa ha eroso il sostegno a Hezbollah anche tra i suoi fedelissimi, con analisti che prevedono un ulteriore declino del gruppo, dipendente dai fondi iraniani ora a rischio dopo la morte di Khamenei.
I PIANI DI ISRAELE
Israele sembra determinato a sfruttare questo momento per infliggere un colpo fatale a Hezbollah.
Come riporta U.S. News and World Report, le forze israeliane hanno dispiegato truppe aggiuntive al confine libanese, occupando posizioni difensive ma pronte a avanzare, con il ministro della Difesa Israel Katz che ha autorizzato il controllo di nuovi siti dopo l’attacco.
Il capo di stato maggiore, Lt Gen Eyal Zamir, citato dal Guardian, ha dichiarato che “l’IDF non concluderà la campagna prima che la minaccia dal Libano sia eliminata”, preparando i soldati a “molti giorni prolungati di combattimento”.
La BBC aggiunge che Zamir ha promesso un “colpo devastante”, con opzioni come un’invasione terrestre “sul tavolo”, secondo il portavoce Brig Gen Effie Defrin.
The Times of Israel descrive gli ultimi attacchi aerei su Beirut, che hanno colpito depositi di armi, centri di comando e persino studi televisivi di Al-Manar, emittente di Hezbollah, con evacuazioni preventive per minimizzare le vittime civili.
Analisti come Lina Khatib, citata dal New York Times, prevedono che “questo sarà la guerra finale tra Hezbollah e Israele, che potrebbe finire con l’obliterazione del gruppo”, con Israele che vede l’opportunità di agire “ora o mai più”.







