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Come il nuovo governo in Germania discute e si divide su Omicron

Sudafrica

Fatti, numeri e polemiche (politiche) in Germania su come affrontare la variante Omicron. L’approfondimento di Pierluigi Mennitti da Berlino

 

Neppure il tempo di tirare il fiato per il calo dei contagi legati alla quarta ondata, che la diffusione della variante Omicron in Germania apre scenari ancora più inquietanti per la quinta. A lanciare l’allarme è il consiglio degli esperti, fresca struttura messa in piedi da Olaf Scholz per monitorare l’evoluzione della pandemia. Un comitato allargato di cui fanno parte oltre a virologi ed epidemiologi anche medici dell’infanzia, esperti di logistica, tecnici vari, insomma rappresentanti di tutti quei settori che entrano in gioco quando c’è da gestire un’emergenza.

Le previsioni sono ancora pudicamente snocciolate con i condizionali, ma dipingono scenari catastrofici se il governo non interverrà al più presto con misure restrittive sui contatti. Perché, dicono gli esperti, la terza dose di vaccino non sarà sufficiente a tenere la situazione sotto controllo, giacché omicron è in grado di aggirare in parte l’immunizzazione, anche se il booster preserva in larga misura dal decorso grave.

E comunque le somministrazioni della terza dose sono in corso (con qualche intoppo, come nel caso di un ospedale in Nord Reno-Vestfalia, dove ad alcuni bambini è stato somministrato per errore il vaccino sbagliato, Moderna invece di Pfizer, l’unico che Ema ha autorizzato per la fascia di età 5-12). Mentre la variante è già in Germania, e soprattutto avanza velocemente in tutti i paesi confinanti, dalla Danimarca all’Olanda alla Polonia, che stanno tornando a chiudere tutto o quasi. È ormai questione di giorni perché omicron soppianti delta, e il numero dei nuovi contagi, tornato in questo inizio di settimana a salire dopo giorni di discesa, è il segnale che l’inversione di tendenza è iniziata. Peraltro, si parte da una base alta, perché la quarta ondata non si è neppure conclusa.

Se la variante omicron dovesse diffondersi con i ritmi osservati in Gran Bretagna, dicono gli esperti, ci si potrebbe trovare con una parte rilevante della popolazione contemporaneamente contagiata o in quarantena, con gravi ripercussioni sulle strutture critiche del paese. Ospedali, innanzitutto, già oggi in alcuni Länder vicini alla saturazione. Ma anche settori ugualmente strategici per la sicurezza come forze dell’ordine e vigili del fuoco, personale scolastico, addetti alle reti energetiche o ai sistemi di rifornimento. Un’emergenza che potrebbe richiedere l’intervento dell’esercito, per sopperire con i suoi soldati al vuoto di personale civile.

Il “worst case”, lo scenario peggiore disegnato in assenza di misure rapide sulla riduzione dei contatti personali, prevede fino a 700.000 nuove infezioni giornaliere al massimo del picco. Nel momento più acuto della quarta ondata si sono raggiunti massimi di 70.000 nuove infezioni al giorno: è evidente dai numeri che si tratterebbe di una ben diversa dinamica.

Il governo si trova dunque alle prese con una decisione difficile. Scholz riunirà martedì 21 dicembre i presidenti dei Länder, alcuni dei quali hanno già chiesto a gran voce che si torni a individuare misure di contenimento comuni a livello federale. Il neo ministro della Sanità, Karl Lauterbach, assunto al ruolo a furor di popolo in quanto medico, ha per ora escluso un lockdown prima di Natale sul modello olandese.

Le soluzioni che verranno discusse riguarderanno dunque il dopo e probabilmente riguarderanno anche i vaccinati. E qualcosa si muoverà, anche perché sono ancora sotto gli occhi di tutti le conseguenze dell’inattività del precedente esecutivo di fronte all’ondata autunnale e qualche giorno fa il cancelliere Scholz aveva dichiarato che nel contrasto alla pandemia non esistono linee rosse e che la flessibilità del virus richiede risposte pragmatiche. Ma nella nuova maggioranza non mancano diversità di opinione, anche rilevanti. Se da un lato i Verdi premono per un nuovo lockdown, approfittando anche del rallentamento della vita pubblica nel periodo festivo, i liberali puntano i piedi e una parte dei deputati dell’Fdp si è già schierata apertamente contro la proposta di introdurre l’obbligo di vaccinazione.

E le pressioni per le restrizioni si scontrano con una crescente radicalizzazione dell’ambiente no-vax o di quanti contestano proprio tali misure. Ancora nel fine settimana ci sono state manifestazioni diffuse in molte città tedesche, alcune svoltesi in maniera violenta, con scontri fra manifestanti e forze dell’ordine. Mentre aumentano le denunce da parte dei politici di minacce di morte e la settimana scorsa un blitz della polizia ha sgominato una rete di estremisti di destra che progettava azioni contro il presidente della Sassonia.

Ma anche il mondo economico preme per un giusto equilibrio tra aperture e chiusure. E l’Handelsblatt, quotidiano con antenne sensibili verso gli imprenditori, in un editoriale critica la “tattica del salame” adottata finora da tutti i governi tedeschi, compreso quello attuale: una strategia troppo lenta per questa pandemia.

“Nell’insensatezza pre-natalizia, il paese affronta di nuovo con attendismo la prossima, incombente catastrofe”, scrive l’Handelsblatt: “Parole del genere andrebbero usate con parsimonia, ma le esperienze di altri paesi come Gran Bretagna e Olanda indicano proprio questo: un disastro imminente”.

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