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Fregate Naval Group alla Grecia, ecco le manovre di Francia e Stati Uniti

Naval Group

Accordo tra Parigi e Atene per la vendita di tre fregate Fdi di Naval Group: tutte le manovre dietro le quinte di Stati Uniti e Francia secondo la ricostruzione del quotidiano francese La Tribune

 

Nella gara d’appalto per le fregate greche, c’è stato un prima e un dopo rispetto alla crisi dei sottomarini australiani tra Francia e Stati Uniti.

È quanto sottolinea la ricostruzione del quotidiano francese La Tribune a cura di Michel Cabirol: “Dietro le quinte emerge una trattativa tra Grecia e Francia per la vendita di tre fregate Fdi” di Naval Group.

Ricordiamo che lo scorso 28 settembre il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis hanno firmato un contratto militare per l’ordine da parte di Atene di tre fregate Fdi (più una opzionale) come parte del rafforzamento della “partnership” strategica” tra Francia e Grecia.

L’annuncio arriva dopo la cancellazione di un contratto da 55 miliardi di euro da parte dell’Australia, che ha preferito una partnership strategica con Stati Uniti e Regno Unito.

Un duro colpo per il colosso navale francese e il governo Macron. Il Future Submarine Program riguardava la fabbricazione di 12 sottomarini (Naval Group), dotati del sistema d’arma (Lockheed Martin). Il primo sottomarino sarebbe dovuto entrare in servizio nel 2034 e l’ultimo all’inizio del decennio 2050.

Dopo la débâcle dei sottomarini australiani riprende quindi l’attività di esportazione per il gruppo transalpino Naval Group. Ad Atene, la Francia venderà 3 fregate “Belharra”, imbarcazioni di 4.600 tonnellate per oltre 120 metri di lunghezza, attrezzate con radar ultramoderni concepiti da Thales.

Atene aveva lanciato nel 2020 una gara d’appalto per quattro fregate e il rinnovamento delle sue fregate Hydra. La francese Naval Group ha battuto quindi la concorrenza: l’americano Lockheed Martin e gli europei Damen e Fincantieri.

Secondo La Tribune, “Se Washington ha finora bloccato piuttosto bene la gara internazionale per l’ammodernamento della marina greca, Parigi è riuscita a mettere un piede nella porta per vincere”.

Tutti i dettagli.

L’ATTIVISMO DI MACRON

L’acquisizione da parte della Grecia di aerei da combattimento Rafale e ora di tre fregate Belharra che saranno costruiti in Francia, a Lorient, è “testimonianza di fiducia e dimostrazione della qualità dell’offerta francese”, aveva detto all’Eliseo Emmanuel Macron dopo la firma.

Questo accordo ha permesso alla Francia di riprendersi dalla crisi dei sottomarini australiani e di uscirne a testa alta, sottolinea La Tribune. Ma al centro c’è la direzione sapiente del presidente Macron secondo Cabirol: “Il presidente sentì che c’era un colpo da giocare contro gli Stati Uniti e lanciò un’operazione, che potrebbe in parte cancellare la crudele delusione generata dalla perdita del contratto dei sottomarini australiani (tra gli 8 e i 15 miliardi di euro volati per Naval Group)”.

LE SPERANZE DI NAVAL GROUP

Prima della cancellazione del contratto per i sottomarini australiani, nessuno credeva in una vittoria di Naval Group nella gara della marina ellenica sottolinea La Tribune. Nonostante per il gruppo cantieristico francese aggiudicarsi questa commessa era vitale per il carico produttivo del sito di Lorient.

Secondo la Tribune “allora gli Stati Uniti e il suo campione Lockheed Martin stavano tirando le fila ad Atene, che ha legittimamente bisogno del potere americano per arbitrare i numerosi conflitti tra Turchia e Grecia in particolare nel Mediterraneo orientale”.

LE MANOVRE DI WASHINGTON CON ATENE

D’altronde, ricorda Cabirol sul quotidiano francese, “Washington aveva già svolto appieno il suo ruolo di arbitro nella regione a spese della Francia. Secondo le nostre informazioni, Washington ha fatto deragliare un contratto tra Naval Group e Atene nel luglio 2020. Tre giorni prima della firma di un contratto per due fregate Fdi armati con missili da crociera MdCN, gli Stati Uniti hanno vietato questa acquisizione dalla Grecia. Avevano già provato a imporre Lockheed Martin”.

“In compenso, Atene ha espresso rapidamente il desiderio di acquistare Rafale (18, di cui 12 di seconda mano) ma ha lanciato una gara d’appalto internazionale per l’ammodernamento della propria flotta da combattimento per coinvolgere gli industriali americani. Lockheed Martin, molto ben radicata ad Atene, vi partecipa offrendo una fregata derivata dalla LCS (Littoral Combat Ship) della Marina Militare” ha ricostruito La Tribune.

Inoltre, a metà settembre Mitsotakis aveva già annunciato l’acquisto a sorpresa di sei caccia francesi Rafale, oltre a un precedente contratto del valore di 2,5 miliardi di euro, firmato a gennaio.

LA RIMONTA FRANCESE

Per la Francia tutto si accelera dopo la telefonata del 22 settembre tra Emmanuel Macron e Joe Biden. “Sei giorni dopo l’inizio della crisi dei sottomarini, i due capi di Stato hanno annunciato “impegni” per ripristinare la fiducia duramente colpita, il presidente americano ora spera in un “ritorno alla normalità”” ricorda La Tribune.

La via d’uscita dalla crisi tra Francia e Stati Uniti richiederà “tempo” e richiederà “atti”, ha detto il 23 settembre il capo della diplomazia francese Jean-Yves Le Drian al suo omologo americano Antony Blinken, nel corso di un’intervista bilaterale a New York.

Sarebbe stato difficile per gli Stati Uniti silurare di nuovo un’offerta francese, evidenza La Tribune.

Il contesto è idealmente favorevole alla rimonta di Parigi in Grecia. Ed ecco che “L’offerta di Naval Group ha finalmente conquistato il governo greco” scriveva il 28 settembre l’Usine Nuovelle. “La Grecia consola la Francia dal fiasco australiano”, titola Les Echos.

L’accordo firmato con Atene “contribuisce a proteggere la sicurezza, la sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale dei nostri due Stati, promuovendo nel contempo la sicurezza, la stabilità e la prosperità nelle regioni di interesse comune”, ha assicurato Macron.

Tuttavia, ancora non è detta l’ultima parola. Come chiosa Cabirol, Parigi e Atene hanno tre mesi per rafforzare l’accordo e quindi firmare un contratto definitivo per le tre fregate Fdi di Naval Group.

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