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Fate l’amore con il Corriere (e Cairo gode)

Una partnership sponsorizzata su Instagram tra il Corriere della Sera e un produttore di profilattici accende fantasie erotiche utili a salvare il giornalismo dal suo declino (almeno economico)? La letterina di Claudio Trezzano

Caro direttore,

ho letto le parole poco carine che Francis Walsingham ha scritto nella sua recente letterina sugli scioperi dei giornalisti relativamente all’uso che Urbano Cairo farebbe delle proprie testate. Non contento, ha persino riesumato un vecchio post a me noto del sagace Paolo Ziliani che in onestà in quell’occasione mi era sembrato fin troppo velenoso (sosteneva infatti che Cairo fosse l’anagramma di Come-Arricchirsi-Infinitamente-Rovinando-Ogni cosa).

Io invece trovo quell’uomo geniale.

E ti spiego perché. Anzitutto è di scuola berlusconiana. E i fatti storici ci stanno spingendo, governo dopo governo, a rivalutare il buon Silvio Berlusconi, che lo avremo pure preso in giro per i rialzi nelle scarpe ma intanto oggi svetterebbe rispetto ai nanerottoli che punteggiano l’attuale panorama politico.

Sul fronte imprenditoriale, nessuno può criticare l’opera di Berlusconi: le sue imprese sono ancora lì, in piedi nonostante lo streaming, nonostante Netflix e Amazon Prime. La tv continua a essere centrale nella vita e nell’informazione delle famiglie italiane.

Cairo, che ha lavorato a lungo in Fininvest, non ha mai nascosto di averlo preso a maestro.

E ti dirò di più: questo è uno di quei rari casi in cui, sulla lunga distanza, l’alunno potrebbe superare il proprio mentore.

Francis Walsingham, che è uomo d’altri tempi, s’indigna per articoli del calibro di: Non solo Apple Watch: i migliori smartwatch del momento in offerta, Come proteggere la privacy digitale? I gadget per difendere dati personali, smartphone e Pc, Scarpe con i tacchi insopportabili? Quali sono le alternativa per essere eleganti e Come pulire gli occhiali da vista (e da sole) senza danneggiarli? Consigli e accorgimenti, tanto per fare qualche esempio.

Io li trovo invece articoli brillanti, che danno al lettore ciò che il lettore cerca. Che non deve essere per forza l’ennesimo scazzo tra Poste Italiane e Garante Privacy, l’infinito giro di poltrone nelle partecipate, il blabla politico di tutti i giorni, l’ennesimo caso di dossieraggiu (veramente concorrenziale il mercato degli spioni). Si fa presto a volare alto sulle prossime mosse di Sam Altman, ma alla fine la gente vuole sapere Come installare l’intelligenza artificiale su un computer a casa (e a chi conviene farlo).

Ma Cairo è andato oltre. E da qualche ora sulla pagina Instagram del Corriere della Sera rimbalza questa pubblicità:

Come vedi, compare ovunque il logo del Corriere e di fatto per come è strutturato Instagram sembra che a parlare, a sciorinare quel copy, sia proprio la redazione di via Solferino. Intanto, sulla sinistra rispetto alla colonna di testo, in loop scorrono immagini di una coppia che, presa dalla passione, si struscia e s’avvinghia. Non prima di aver “calzato”, doverosamente, il preservativo pubblicizzato.

Ora, in un mondo in cui l’editoria è in forte crisi, io ho trovato questa partnership social semplicemente geniale, che peraltro sarà una bella botta sul grugno per tutti coloro che sostengono che il Corriere sia una testata paludata, che non si espone. Invece “tac!”, ti tira fuori un contenuto che ci saremmo attesi di vedere sul defunto Freeda, che parlava ai giovani, parlava quotidianamente di temi come il sesso e di come farlo divertendosi ma tutelandosi.

Allora suggerisco, se vuoi tenerti stretto lo stipendio in un mondo editoriale in cui come insegna la chiusura di Wired Italia la situazione mi pare stia velocemente precipitando, una nuova linea di contenuti a uso social.

Perché per esempio non pubblicizzare sex toys sui profili di Startmag e del gruppo Innovative Publishing? Un bel dildo a energia solare per Energia Oltre, manette di pelliccia per gli amici di Policy Maker e un vibratore hi-tech di quelli che si comandano a distanza via app da installare su smartphone per i lettori di Start Magazine che finora sono andati in sollucchero leggendo le ultime prodezze di Mark Zuckerberg, dei fratelli Amodei schierati contro il Pentagono e di Sam Altman, ma vuoi mettere l’eccitazione che proverebbero con simili gadget?

Potreste inoltre allegarli assieme ai numeri cartacei della rivista e, nella sezione Salute, testare e recensire device sexy, profilattici e giochi erotici hi-tech proprio come fa il Corriere nella pagina La scelta giusta. Ma, attenzione, qui c’è il fulcro del mio piano: la testata diretta da Luciano Fontana si limita a recensire i device tradizionali (smartphone, laptop, PC, robottini per le pulizie… che barba) mentre voi potreste concentrarvi su quelli sessuali, operando il sorpasso a destra su Urbano Cairo. Alla fine, già nel ’72 Woody Allen arrivava al cinema con quel capolavoro di “Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso… ma non avete mai osato chiedere”. La gente quello chiede e quello vuole leggere.

Ho anche il nome per la sezione, preso parzialmente in prestito dal Corriere: La scelta giusta… a letto. Con buona pace di Francis Walsingham che, non me ne voglia, è sempre lucido e puntuale, ma in fatto di comunicazione è ormai un dinosauro: d’altronde da analista strategico di tattiche sessuali e pubblicitarie capisce un piffero. Ma anche tu non scherzi: possibile che non si vedano dildi variopinti sulle pagine di Start Magazine da questo articolo del 2024? Vedi che la tua giornalista aveva già capito tutto? Premiala dandole la direzione della neonata sezione sui sex toys, mi raccomando!

Io lo trovo un piano geniale. E non è un caso che tra geniale e genitale ci sia una certa assonanza…

Un eccitatissimo

Claudio Trezzano

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