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F35, ecco tutte le ultime novità fra Usa, Turchia e Giappone

di

f-35 Regno Unito

Il Dipartimento di Stato americano ha approvato la vendita di 105 F-35 al Giappone, mentre il Congresso Usa spinge Il Pentagono a escludere la Turchia dalla supply chain del caccia Lockheed Martin. Ecco le ultime novità sul programma Jsf

 

Giovedì gli Stati Uniti hanno approvato l’acquisto pianificato da parte del Giappone di 105 velivoli F-35. Tokyo si appresta a diventare il più grande operatore straniero del cacciabombardiere prodotto dall’americana Lockheed Martin.

Nel frattempo, i legislatori statunitensi hanno chiesto chiarimenti al Pentagono circa l’attuale coinvolgimento della Turchia nella catena di approvvigionamento del velivolo. Le aziende turche continuano a fabbricare e fornire parti fondamentali dell’F-35 nonostante il divieto ad Ankara di partecipare al programma.

Tutti i dettagli sulle ultime novità legate al programma Joint Strike Fighter.

IL GIAPPONE ACQUISTA PIÙ F-35

Il Dipartimento di Stato americano ha approvato la vendita di 105 velivoli statunitensi F-35 in Giappone. La vendita riguarda 63 jet F-35A (a decollo convenzionale) e 42 jet F-35B, a decollo corto e atterraggio verticale.

L’ANNUNCIO DI SVILUPPO DI UN CACCIA NAZIONALE

Nel frattempo, il Ministero della Difesa giapponese ha presentato il piano di sviluppo per un nuovo caccia stealth nazionale.

Il Giappone intende avviare la produzione del proprio caccia stealth nell’anno fiscale 2031, e giungere a schierare i primi esemplari nel 2035, anno previsto per il ritiro dal servizio della flotta di cacciabombardieri F-2 attualmente in servizio con le Forze aeree di autodifesa. Secondo il piano il primo prototipo del velivolo potrebbe volare già nel 2024.

In precedenza Tokyo aveva dichiarato che il nuovo caccia nazionale dovrà essere stealth e interoperabile con le forze armate statunitensi. Gli Stati Uniti dovrebbero fornire infatti tecnologie chiave forse provenienti dai velivoli F-22 ed F-35.

SECONDO OPERATORE DEL CACCIA LM

Se il Giappone procedesse con l’acquisto, avrebbe un totale di 147 F-35, diventerebbe cioè il secondo operatore del caccia dopo gli Stati Uniti e poco prima del Regno Unito, che prevede di acquistare 138 velivoli. Diventerebbe anche il quarto operatore della variante F-35B, che viene acquistata dallo Us Marine Corps, dalla Royal Air Force del Regno Unito e dalla Marina italiana.

I DETTAGLI DELLA VENDITA

“Questa vendita sosterrà gli obiettivi di politica estera e gli obiettivi di sicurezza nazionale degli Stati Uniti migliorando la sicurezza di un importante alleato che è una forza per la stabilità politica e il progresso economico nella regione Asia-Pacifico”, si legge nella nota diffusa dall’agenzia di cooperazione alla sicurezza della difesa statunitense.

“È vitale per l’interesse nazionale degli Stati Uniti aiutare il Giappone a sviluppare e mantenere una forte ed efficace capacità di autodifesa”. Afferma il comunicato. Il costo dell’accordo si attesta intorno ai 23 miliardi di dollari con i contraenti della difesa statunitensi Lockheed Martin e Pratt e Whitney indicati come primi beneficiari.

L’INCIDENTE DELL’ANNO SCORSO

Con i nuovi caccia, il Giappone prevede di operare 147 F-35. Il primo squadrone di 13 velivoli è diventato operativo lo scorso anno alla base aerea di Misawa, nel nord-est del Paese.

Dopo 10 giorni dall’operatività nell’aprile 2019 uno di quegli aerei si è schiantato nel Pacifico durante una missione di addestramento notturno.

Si è trattato del secondo grave incidente per la flotta globale di F-35. Il primo risaliva al 28 settembre 2018 e interessò un F-35B dello US Marine Corps che si schiantò durante un volo d’addestramento.

COSA LAMENTANO I LEGISLATORI STATUNITENSI

Sempre questa settimana, i senatori degli Stati Uniti hanno chiesto di rimuovere definitivamente la Turchia dal programma F-35.

“Sfortunatamente, i produttori turchi stanno ancora producendo e consegnando componenti chiave del velivolo nonostante il divieto di tale partecipazione alla linea di produzione del programma“, si legge nella lettera dei legislatori indirizzata al segretario alla Difesa Mark Esper.

Come ricorda Breaking Defense, il Pentagono aveva fissato una scadenza per marzo 2020 per sostituire la partecipazione dell’appaltatore turco, ma a gennaio, la responsabile degli acquisiti del Dipartimento della Difesa Ellen Lord aveva dichiarato che gli Stati Uniti avrebbero consentito a Lockheed Martin e al produttore di motori Pratt & Whitney di andare avanti con i loro obblighi contrattuali con i produttori turchi. Alla fine, le società turche continuerebbero a fornire parti attraverso il lotto 14, con la consegna dei velivoli nel 2022.

“Riteniamo che sia necessaria una maggiore urgenza e speriamo che il Pentagono acceleri il processo per garantire una rimozione più rapida.” hanno sollecitato i senatori.

TURCHIA “CACCIATA” DAL PROGRAMMA F-35

Gli Stati Uniti hanno sospeso infatti la Turchia dal programma Jsf l’anno scorso dopo l’acquisto da parte di Ankara del sistema di difesa antimissilistico russo S-400 l’anno scorso.

A metà giugno il Comitato per i servizi armati del Senato degli Stati Uniti ha dichiarato di aver autorizzato la spesa da 9,1 miliardi di dollari procurarsi 95 velivoli F-35. Tale spesa è specificata nel National Defense Authorization Act del 2021.

I 95 F-35 autorizzati nel disegno di legge sono 14 in più di quelli richiesti dall’amministrazione del presidente Donald Trump. Inoltre, il Comitato del Senato ha autorizzato la US Air Force a mantenere i sei F-35 originariamente venduti in Turchia.

Nel disegno di legge sulla difesa del 2020, il Congresso ha erogato 30 milioni di dollari al DoD per rimuovere la Turchia dal programma e ha reso disponibili altri 250 milioni di dollari per trovare fonti alternative per le parti, ma lo sforzo di sostituzione è stato più difficile del previsto.

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