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Erik Prince, chi è il trumpiano accusato dall’Onu di violazione dell’embargo in Libia

di

Erik Prince

L’articolo di Giuseppe Gagliano sull’accusa mossa dall’Onu contro Erik Prince, fondatore di Blackwater Worldwide e sostenitore di Trump, per aver violato l’embargo in Libia nel settore degli armamenti per aiutare Haftar

I FATTI E LE ACCUSE

Erik Prince, fondatore di Blackwater Worldwide e importante sostenitore di Donald J. Trump, è stato accusato dall’Onu di avere violato l’embargo posto in essere in Libia nel settore degli armamenti. Secondo questo rapporto l’operazione dal punto di vista economico si aggirerebbe intorno agli 80 milioni di dollari e sarebbe collocabile temporalmente nel 2019.

Questa operazione di ingente e significativo sostegno militare sarebbe andato a vantaggio di Haftar. I mercenari sarebbero arrivati con aerei e navi militari contrabbandati dal Sud Africa e dall’Europa e avrebbero proposto ad Haftar di eliminare il suo avversario politico.

Tuttavia l’operazione non ha avuto buon esito sia perché la Giordania si sarebbe rifiutata di vendere elicotteri Cobra di fabbricazione americana ai mercenari, sia a causa di una aspra disputa con Haftar che li avrebbe costretti a fuggire dalla Libia in barca attraverso il Mediterraneo.

LA REPLICA

L’accusato sia personalmente che per bocca del suo legale non solo ha ovviamente negato di avere fatto un transazione economica di questo genere ma soprattutto ha negato sia di avere incontrato il leader militare Haftar che di averlo sostenuto sul piano militare.

PRIMA VALUTAZIONE

Il New York Times ha avuto la possibilità di visionare una parte della documentazione attinente a questo caso. Documentazione che non solo è molto ampia ma soprattutto molto dettagliata in relazione alle transazioni finanziarie poste in essere da Erik Prince.

SECONDA VALUTAZIONE

È certo un’inconsueta coincidenza che questa supposta transazione economica — e il relativo supporto e sostegno economico che si sarebbero dovuti realizzare — coincida con il cambiamento da parte di Trump nei confronti della Libia. Cambiamento che si è riflettuto non solo nel riconoscimento tributato ad Haftar nella lotta al terrorismo ma che si è concretizzato attraverso il sostegno aperto dell’avanzata dello stesso su Tripoli.

TERZA VALUTAZIONE

Al di là della validità delle accuse che sono state rivolte da parte dell’Onu ci sono tuttavia una serie di dati ormai acquisiti.

In primo luogo Erik Prince avrebbe pianificato nel mese di aprile del 2019 un colpo di Stato che prevedeva l’uso di 5000 contractors per destabilizzare il presidente Maduro potendo contare su un budget di 40 milioni di dollari.

In secondo luogo un piano analogo era stato pianificato nel 2017 dallo stesso Prince per conto degli Emirati Arabi con lo scopo di destabilizzare il Qatar prevedendo l’impiego di 15.000 uomini.

La presenza di questi due precedenti rende quindi assai verosimile l’insieme delle accuse mosse dall’Onu.

Per quanto riguarda l’utilizzo dei contractors, che altro non sono che i moderni mercenari, questo costituisce una delle varianti della guerra moderna nella quale gli Stati preferiscono affrontarsi indirettamente per non sporcarsi le mani sia che siano autoritari come la Russia attraverso il gruppo Wagner sia che siano democratici come la Francia che, attraverso il suo servizio di sicurezza lo Sdce e di Jacques Foccart, si servì del leggendario mercenario Bob Denard in Congo nel 1965.

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