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Effetto-Trump sulla Difesa Usa, tutti i dettagli

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I due fornitori statunitensi di tecnologie per la difesa Harris Corp e L3 Technologies si uniranno in un’operazione all-stock che espande il loro posizionamento di mercato e la capacità di partecipare alle gare pubbliche per il settore militare. La notizia, per ora confidenziale, è stata diffusa dal Wall Street Journal e ripresa da Reuters e Bloomberg: l’annuncio ufficiale della “fusione tra pari” dovrebbe arrivare lunedì. Insieme le due aziende hanno un valore di mercato di 33,5 miliardi di dollari (Harris per 18,2 miliardi e 15,3 miliardi per L3); ognuna ricava circa due terzi del fatturato dai contratti col governo americano.

Ad agosto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato il “2019 National Defense Authorization Act”, o NDAA, la legge sulla politica e i finanziamenti per la difesa degli Stati Uniti, stanziando per l’anno fiscale risorse pari a 717 miliardi di dollari.

HARRIS, IL CERVELLO DEGLI F-35

Harris, con sede centrale in Florida, realizza sistemi elettronici e di comunicazione per aree di guerra e per l’intelligence, per il controllo del traffico aereo e i servizi meteo. Harris è stata scelta a settembre da Lockheed Martin per sviluppare e realizzare il chip di nuova generazione (Integrated Core Processor, ICP) del caccia F-35. La tecnologia che Harris fornisce potrà migliorare le funzionalità e l’intelligenza del jet, elaborando i dati per le comunicazioni e il controllo del velivolo, includendo quelli che provengono dai sensori o che appaiono sui display e caschi dei piloti. ICP abilita la “electronic warfare“, la guerra che si combatte sullo spettro elettromagnetico, uno dei settori di competenza di Harris, come si legge sul profilo aziendale (“siamo leader nelle comunicazioni tattiche, electronic warfare, avionica, gestione del traffico aereo, spazio, intelligence e soluzioni meteo”).

L3, GIA’ IN UK PER LA FORMAZIONE PILOTI

L3, che ha i quartieri generali a New York, è una specialista dei sistemi ISR (intelligence, surveillance, recognition) per clienti sia commerciali che della difesa. A luglio ha aperto una struttura in Uk per la formazione di piloti commerciali: investirà 100 milioni di dollari per 8 simulatori di volo e attività di training. Tra le soluzioni per la sicurezza aerea offre una tecnologia di scanning per i bagagli già usata in Nord Europa. Al salone dell’industria aerospaziale di Farnborough, tenutosi a metà luglio, il presidente e Ceo Chris Kubasik ha dichiarato alla Cnbc che “La domanda sul mercato della difesa è molto incoraggiante, sia negli Stati Uniti che nel resto del mondo” e ha sottolineato il ruolo delle attività di M&A per crescere: “Siamo impegnati a spendere 1 miliardo di dollari l’anno in fusioni e acquisizioni”.

TUTTI I PROTAGONISTI DELL’M&A DELLA DIFESA

Le indiscrezioni sull’accordo tra Harris e L3 dimostrano come l’aumento della spesa in difesa voluta dal presidente Donald Trump e dal Partito Repubblicano spinga i contractor americani a cercare operazioni di mercato per aumentare le loro economie di scala e partecipare alle gare pubbliche su progetti di ampia portata.

La stringa di accordi nell’industria americana della difesa e dell’aerospazio è già nutrita: tra i deal più recenti, TransDigm group (componenti per velivoli) ha annunciato nei giorni scorsi di aver comprato Esterline Technologies per 3,6 miliardi di dollari, mentre Boeing ha chiuso l’acquisizione del distributore di componenti KLX annunciata a maggio, espandendosi nel segmento surveillance.

A giugno il fornitore della difesa Northrop Grumman ha comprato Orbital ATK per 7,8 miliardi di dollari; ad aprile General Dynamics Corp ha acquisito CSRA per 9,7 miliardi dando vita a un mega-fornitore di soluzioni It per il governo (per scopi sia militari che civili).

E’ in fase di completamento l’acquisizione di Rockwell Collins da parte di United Technologies, un’operazione da 23 miliardi di dollari annunciata a settembre 2017 che rafforza il posizionamento delle due aziende nella fornitura di tecnologie digitali per l’industria dell’aerospazio, ancora una volta nei settori “caldi” dell’avionica e sistemi di bordo, controllo dei voli e servizi dati.

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