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Ecco come e perché l’industria tedesca arranca e preoccupa non solo la Germania ma l’Europa

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Germania

Gli ultimi dati congiunturali della Germania, l’analisi delle tendenze, il commento degli esperti.

 

Stretta tra le difficoltà del settore dell’auto e l’intensificarsi della guerra commerciale tra Usa e Cina, l’industria tedesca continua insomma a perdere colpi. Il manifatturiero, infatti, risente della crisi dell’automotive che continua senza sosta, mentre i consumatori disdegnano il diesel a favore dell’auto elettrica e gli esportatori devono far fronte al rallentamento degli ordini dalla Cina.

E’ questo il quadro che si trae dagli ultimi dati congiunturali della Germania, che preoccupano non solo Berlino ma tutte le altre capitali dell’Unione europea per il riverbero dello stallo economico della Germania. Ecco i dati di ieri.

La produzione industriale tedesca è scesa più del previsto in giugno a -1,5% rispetto al mese precedente (contro un consensus di -0,4/-0,5) e con il calo anno su anno (-5,2%) che è il peggiore degli ultimi dieci anni, dai tempi della ripresa dopo la Grande recessione.

Non solo: l’indice sulle aspettative di produzione da parte delle imprese calcolato dall’Ifo, sceso a -5,7 a luglio da -2,1 toccando il minimo dal novembre 2012.

Nel dettaglio, a giugno la produzione di beni semi-lavorati è diminuita del 2%, quella di beni strumentali dell’1,8% e quella dei beni di consumo dell’1,4%. Come ha rilevato il ministero dell’Economia la flessione è stata particolarmente accentuata nei settori della produzione di metalli, di macchine utensili e di auto. Solo la produzione nel settore delle costruzione ha registrato un piccolo progresso (+0,3%).

Il tutto ha rafforzato le previsioni, tra le quali quelle della Bundesbank, di un Pil tedesco che si contrae nel secondo trimestre dell’anno, fino a -0,2%: il dato preliminare sarà reso noto la prossima settimana, il 14 agosto.

«Le aspettative di una produzione in contrazione hanno preso piede nell’industria tedesca», ha ammonito ieri la Business Survey dell’Ifo. «Al momento, le prospettive per l’industria tedesca sono tutt’altro che rosee», secondo il capo economista dell’Ifo Robert Lehmann, in quanto «sempre più imprese stanno annunciando che intendono tagliare la produzione nel prossimo trimestre».

Il ministero dell’Economia tedesco ha diffuso una nota ieri, sostenendo che la Germania resta in rallentamento, con una performance dell’industria manifatturiera «deludente» nel secondo trimestre dovuta principalmente alla produzione di auto e macchinari.

“Il cedimento continuo dell’industria manifatturiera tedesca, esposta fortemente all’export e alle incertezze dello scenario macroeconomico mondiale e anche nello specifico del rallentamento della crescita cinese, rischia di espandersi ai servizi e compromettere così l’intero quadro – ha commentato il Sole 24 Ore – La domanda interna è sostenuta ma la tendenza, in un clima di crescente incertezza, resta quella di un accumulo di risparmi piuttosto che di un aumento degli investimenti: questa è una delle principali preoccupazioni della Bce che il prossimo mese è pronta a lanciare un nuovo “whatever it takes” di misure di ulteriore allentamento monetario dal taglio dei tassi al QE per contrastare i venti negativi sulla crescita europea e dunque sull’inflazione”.

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