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Che cosa ha detto Draghi su Putin, guerra, gas, rubli e spesa militare

Draghi Putin

Tutti i dettagli sulla conferenza stampa del presidente del Consiglio, Mario Draghi, presso la sede della Stampa estera a Roma.

 

Le  forniture di gas dalla Russia non “sono in pericolo”.

Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel corso di una conferenza stampa presso la sede della Stampa estera a Roma, a seguito del colloquio telefonico di ieri con il presidente russo Vladimir Putin.

Le aziende europee continueranno a pagare in euro o in dollari, Putin ha rimarcato più volte che questa è una concessione alle aziende europee, ha aggiunto Draghi.

A causa delle sanzioni finanziarie occidentali per l’invasione dell’Ucraina, la Russia sta valutando di richiedere il pagamento per le sue esportazioni di gas in rubli anziché nei soliti euro o dollari. Proprio giovedì il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato che i paesi “ostili” dovranno acquistare rubli per la valuta stipulata nei loro contratti per i successivi acquisti di gas russo.

Eppure Putin, ha sottolineato il presidente del Consiglio, “mi ha detto che i contratti esistenti” per le forniture di gas “rimangono in vigore”.

“Non ci sentivamo con Putin da prima della guerra e ho chiarito il perché della chiamata: voglio parlare di pace. Ho chiesto se e quando fosse previsto il cessate il fuoco, anche breve, ma le condizioni non sono mature, però è stato aperto il corridoio di Mariupol”, ha aggiunto spiegando che per il presidente russo ci sono “piccoli passi avanti” nei negoziati.

Tutti i dettagli sulla conferenza stampa del presidente del Consiglio Draghi.

QUESTIONE GAS

Per far fronte all’aumento dei prezzi del gas e delle materie prime energetiche “il governo si è mosso subito su vari piani: la diversificazione dei fornitori e verso le rinnovabili. Bisognerà aumentare la velocità degli investimenti in questo settore, contiamo di muoverci molto rapidamente sulla diversificazione” per sostituire il gas russo, ha spiegato Draghi.

Dal momento che la Russia non può vendere a nessun altro cliente che l’Europa per cui c’è lo spazio per fissare un tetto al prezzo del gas e “non c’è nessun motivo per cui il prezzo del gas sia così alto per gli europei”.

Quindi “Serve un tetto al prezzo e una rottura del meccanismo che lega il prezzo del gas al prezzo dell’energia elettrica”. Prosegue il presidente del Consiglio: “questa cosa va superata perché non ha senso che l’energia elettrica prodotta attraverso l’idroelettrico venga venduta al prezzo del gas”.

“LE SANZIONI FUNZIONANO”

Passando allo scenario bellico, Draghi ha dichiarato che “Le sanzioni funzionano, alla pace si arriva se l’Ucraina si difende, altrimenti non si arriva alla pace”.

“Se Putin ha cambiato atteggiamento da quando è iniziata la guerra? La risposta è complessa. Credo di aver notato un cambiamento, ma sono cauto nell’interpretazione” di questi “segni perché la situazione è in evoluzione. Credo di aver notato un cambiamento nei toni, ma non potrei dire se sia vero, in una telefonata di 40 minuti è difficile capire”.

IL RUOLO DELL’ITALIA

Inoltre, il nostro paese potrebbe ricoprire un ruolo nel percorso di pace.

Il premier ha spiegato che l’Italia è stata “richiesta come garante da Russia e Ucraina per l’attuazione di eventuali clausole negoziali”.

E QUELLO DELLA CINA

Nell’ambito del conflitto in Ucraina “esiste uno spazio significativo di mediazione della Cina” ha evidenziato Draghi. Su questo “ho aspettative positive” per il ruolo “nel processo di pace”. L’Europa è unita ed il vertice di domani Ue-Cina serve anche per affermare questa unità e chiedere alla Cina di svolgere un ruolo attivo per la pace in Russia. Il vertice servirà anche ad “arrivare a un accordo sul commercio mondiale in cui ci sia il riconoscimento reciproco, pratiche non sleali e protezione dei diritti di proprietà individuali”, ha chiarito.

CONDIZIONI PER UN CESSATE FUOCO

“Le condizioni” da parte di Putin per un cessate il fuoco “non sono mature ma è stato aperto poi il corridoio di Mariupol che è la notizia che avete visto oggi”.

“Ho espresso la mia convizione – ha aggiunto – che per risolvere nodi cruciali serve un incontro con Zelensky che lo sta chiedendo dall’inizio. E Putin mi ha risposto che tempi non maturi. Uno dei punti di Putin è che ci sia piccoli passi avanti nei negoziati”.
Lo dice Mario Draghi durante l’incontro con la stampa estera riferendo del colloquio con il capo del Cremlino.

Rispondendo a una domanda, Draghi ha detto “di aver notato un cambiamento nel tono di Putin” durante la telefonata di ieri “ma non saprei dire se è vero: sono cauto nell’interpretare questi segni”. A proposito dei negoziati ha aggiunto che “il contenuto esatto di queste garanzie” richieste per la pace in Ucraina “è ancora presto per definirlo perché dipenderà dai negoziati”.

DRAGHI: PRESTO PER PARLARE DI UN INCONTRO TRA PUTIN E ZELENSKY

Il premier ha dichiarato di aver detto a Putin “che per risolvere certi nodi cruciali fosse necessario un incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e la risposta è stata che i tempi non sono ancora maturi”.

L’IMPORTANZA DELLA NATO

Dopodiché, Draghi ha sottolineato che “Aiutare l’Ucraina e mostrarci così uniti e compatti nella guerra è anche difendere l’ordine multilaterale, le regole che ci hanno accompagnato dalla fine della seconda Guerra e hanno dato democrazia, pace e benessere. Il multilateralismo si deve adattare come la globalizzazione ma non si interrompe: difendiamo questi valori con convinzione”. “Multilateralismo è difendere la pace, la Nato è multilaterale”.

NECESSARIA UNA DIFESA COMUNE EUROPEA

A questo punto il presidente del Consiglio ha evidenziato che costruire una “difesa europea” è fondamentale per costruire “un’unione politica. La costruzione della difesa europea è il passo più importante perché comporta accettare di avere una politica estera comune. Significa che tutti noi saremo alleati per sempre in futuro e questo sarebbe l’obiettivo più grande mai raggiunto”.

Una difesa comune “vuol dire che saremo alleati per sempre in futuro e questo sarebbe l’obiettivo già grande mai raggiunto”, ha aggiunto. Occorre procedere “subito un coordinamento sulla difesa: chi spende, quanto spende. Bisogna chiedere alla Commissione” di partire “da lì, altrimenti non siamo seri e non ne parliamo più. Non bisogna prenderlo alla leggera”.

Sul Documento di economia e finanza (Def) non è prevista ci sia alcuna indicazione specifica di spese militari o altre spese, ha aggiunto Draghi. Sulle spese militari “non c’è disaccordo” nella maggioranza, ha detto.

Infine “Abbiamo concordato che Francia, Italia e Turchia si vedano, sui negoziati di pace in Ucraina ma anche per rinforzare le relazioni commerciali. Avremo un incontro nelle prossime settimane” ha concluso Draghi.

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